Embraco conferma i licenziamenti: i sindacati abbandonano la trattativa

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Sono quasi 500 i lavoratori dell’Embraco che rischiano il licenziamento. La vertenza con i sindacati proseguirà per i prossimi 30 giorni, ma certo la prospettiva non è di quelle più ottimistiche. In effetti i vertici italiani dell’azienda non hanno ritirato i licenziamenti e i sindacati hanno abbandonato il tavolo di lavoro. Insomma sembra davvero difficile trovare un punto di incontro tra le due parti. Così in particolare ha dichiarato Dario Basso, segretario Uilm Torino e Vito Benevento, responsabile Embraco per la Uilm: “La Uilm è disponibile a percorrere qualsiasi strada se il tavolo viene sgomberato dall’ignobile ricatto”. Per il momento non si prevedono nuovi incontri con l’azienda, tuttavia i sindacati confidano in una nuova convocazione a Roma da parte del ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda. Così invece ha commentato questa difficile situazione per i lavoratori e le famiglie, Riccardo Ghidella, presidente dell’Unione cristiana imprenditori, dirigenti e professionisti (Ucid): “La vicenda Embraco, il rischio licenziamento per 500 operai, è una ulteriore prova dell’assenza di elementi valoriali nelle regole dell’Europa economica: a farne le spese, come giustamente sottolineato dall’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, sono le famiglie, gli operai, schiacciati da una logica che papa Francesco ha più volte denunciato come cultura dello scarto”. il presidente dell’Ucid palude invece all’iniziativa del ministro Calenda: “tesa a chiedere all’Europa maggiori controlli per evitare che alcuni paesi comunitari, grazie ad un diverso costo del lavoro, possano attrarre delocalizzazioni e avere in più contributi comunitari, attraverso un uso distorto dei fondi strutturali”.

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Insomma la situazione per i lavoratori al momento appare molto complessa e delicata, per cui non si intravede alcuna soluzione a breve.

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