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Ibuprofene e fertilità maschile: quali rischi si corrono?

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Quando si assume l’ibuprofene in dose comunemente usate dagli atleti, un piccolo campione di giovani uomini che sviluppano una condizione ormonale normale, si diminuisce la fertilità. È quanto emerge da uno studio franco-danese da poco pubblicato dalla rivista Proceedings of National Academy of Sciences, che ha analizzato se e come l’assunzione quotidiana della massima dose di ibuprofeneindicata nel bugiardino potesse influire sull’equilibrio ormonale maschile. Il gruppo di ricerca di Bernard Jègou, direttore dell’Institute of research in environmental and occupational health in Francia, insieme ai colleghi del Dipartimento di neurologia dell’Ospedale universitario di Copenhagen, è appunto impegnato in questa attività. Studi condotti in passato hanno dimostrato che l’esposizione durante la vita fetale ad analgesici deboli (aspirina, acetaminofene, ibuprofene) si associa ad effetti anti-androgenici e a malformazioni congenite; finora non erano noti però gli effetti di questi anti-dolorifici da banconell’adulto. Nello specifico, l’ibuprofene scatenerebbe il cosiddetto “ipogonadismo compensato“, cioè una sovrapproduzione di testosterone – il principale ormone sessuale maschile – da parte dell’organismo per sopperire a un deficit funzionale dei testicoli. Il team di ricerca ha reclutato 31 volontari maschi di età compresa tra i 18 e i 35 anni. Andrea Lenzi, Endocrinologo dell’Università La Sapienza di Roma, sta cercando di comprendere in che modo il farmaco altera la produzione ormonale, e se si tratta di effetti transitori oppure no. Secondo il medico, il calo di fertilità maschileregistrato negli ultimi anni è un dato di fatto, e che tra le cause possa esserci un farmaco di uso comune, rende il problema ancora meno trascurabile. Entro 14 giorni dall’assunzione gli ormoni luteinizzanti, che sono secreti dalla ghiandola pituitaria e stimolano i testicoli a produrre testosterone, vengono influenzati dall’ibuprofene circolante nel sangue. La ricerca si è rivolta soprattutto sull’ibuprofene, che è quello che ha maggiori effetti collaterali. Altri 17 hanno assunto un placebo. Di questi, 14 hanno assunto una dose giornaliera di ibuprofene che molti atleti professionisti e dilettanti assumono quotidianamente: 600 milligrammi per due volte al giorno, ha spiegato Jégou (1200 mg al giorno è il limite massimo indicato dalle etichette dei prodotti generici di ibuprofene). Allo stesso tempo, la razione di testosterone per luteizzare gli ormoni è diminuita, un segnale di una disfunzione dei testicoli. Senza contare le conseguenze sugli uomini che hanno già una ridotta fertilità. L’uso protratto dell’antinfiammatorio ha portato a sviluppare una condizione nota come ipogonadismo compensato, che può associarsi a disturbi nella sfera della salute riproduttiva maschile. Non si sa invece se lo siano quelli a lungo termine. Alcune medicine sono particolarmente dannose per il sistema riproduttivo maschile inclusi testosterone, oppiacei, antidepressivi, antipsicotici.

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I ricercatori non si sono fermati qui e hanno continuato a indagare in questa direzione, confermando l’effetto anti-androgenicodell’ibuprofene non solo a livello sistemico (in vivo, sull’intero individuo) ma anche direttamente sui testicoli (ex vivo) e sulle cellule specifiche che producono il testosterone(in vitro).

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