Inter – Parma Streaming Gratis Link No Rojadirecta dove vedere Live Tv Web

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Sabato 15 settembre 2018 alle ore 15 :00 Inter – Parma  si sfideranno per la quarta giornata del campionato di Serie A 2018 2019. Qui di seguito tutte le informazioni su come e dove vedere in tv e in diretta streaming Inter – Parma • Inter – Parma dove vederla

Dove vedere Inter – Parma in tv

La gara Inter – Parma sarà visibile in esclusiva su Sky Sport Serie A (satellite, digitale terrestre e fibra) e Sky Sport 251 (satellite e fibra).

Dove vederla in streaming

In streaming la partita sarà visibile per gli abbonati Sky su Sky Go, che consente di vedere i programmi Sky su pc e dispositivi mobili. Ci sono poi tanti altri siti che trasmetteranno la gara in streaming: dove vedere le partite di calcio in streaming.

Esistono vari modi per vedere le partite di calcio di ogni competizione in diretta streaming sul proprio dispositivo elettronico, sia esso un PC, uno smartphone o un tablet. Molti siti, che propongono questi eventi dal vivo, sono illegali e offrono il più delle volte una qualità video e audio scarsa, oltre a venire periodicamente oscurati dalle autorità di polizia informatica per violazione del diritto di riproduzione.

Ci sono però numerosi portali che offrono la possibilità di vedere le partite di calcio in streaming live e in qualità HD. Molti, come Sky Go e Premium Play, sono a pagamento, altri del tutto gratuiti.

Le emittenti straniere che si possono vedere sono diverse e per accedervi basta cliccare sul relativo link. Quelle disponibili sono:

  1. Ceca Ceska Televize e Slovenska Televizia;
  2. Cina China Central Television;  
  3. Australia Special Broadcasting Service;
  4. Georgia Georgia Public Broadcasting;
  5. Honduras Televicentro;
  6. Radio Television of Kosovo;
  7. Colombia Radio Cadena Nacional;
  8. Ecuador RedTeleSistema;
  9. Surinaamse Televisie Stichting;
  10. Sanoma Media Netherlands;
  11. Turkish Radio and Television Corporation;
  12. Austria Osterreichischer Rundfunk;
  13. Germania Zweites Deutsches Fernsehen;
  14. Schweizer Radio und Fernsehen Grecia Elliniki Radiofonia Tileorasi;
  15. Cipro Cyprus Broadcasting Corporation;
  16. Radio e Televisao de Portugal;
  17. Lussemburgo Radio Television Luxembourg;
  18. Irlanda Raidio Teilifis Eireann;
  19. Finlandia Yleisradio Oy;
  20. Radio-televizija Srbije;
  21. Radiotelevizija Bosne i Hercegovine;
  22. Croazia Hrvatska radiotelevizija.

La carica di San Siro per suonare la carica in Serie A e in Champions League. Sabato alle 15 il Parma, martedì alle 18.55 il Tottenham: l’Inter si prepara per le prime due tappe del tour de force di settembre- ottobre (7 partite in 21 giorni) e il suo stadio indossa subito il vestito di gala. Sessantamila spettatori attesi per la sfida contro la matricola gialloblù, 70mila contro gli Spurs nell’attesissimo ritorno in Champions dopo 6 anni di magra: 130mila persone in quattro giorni nello stadio più pieno d’Italia. Già, perché l’amore del tifo nerazzurro non è mica una sorpresa, anzi. Luciano Spalletti l’aveva profetizzato su Facebook a luglio, qualche giorno prima dell’inizio del ritiro: «Tifosi, sono certo che sarete ancora lì a indicarci la strada». E così finora è stato. Perché dopo un’ultima stagione da primatista di pubblico in Serie A (57mila spettatori di media nelle 19 partite in casa, più di un milione di presenze totali), la ripartenza Inter è stata con i fiocchi. L’entusiasmo, grazie alla ritrovata Champions e a un mercato da protagonista, non si è mai spento, ed è cresciuto giorno dopo giorno. Il primo segnale è arrivato ai primi di luglio, con De Vrij, Asamoah, Lautaro e soprattutto la novità Nainggolan già in tasca: 20mila abbonamenti venduti. La conferma quando le ferie di agosto non erano nemmeno cominciate: febbre nerazzurra altissima e tessere stagionali polverizzate, con il sold out oltre quota 37mila, il 20% in più rispetto a un’estate fa. Insomma, come dice l’azzeccato slogan della campagna abbonamenti preso in prestito da Dante, l’Inter rivede subito le stelle. E si assicura un piccolo vantaggio : la metà del Meazza è piena già prima dell’inizio di ogni partita di Serie A.

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VITTORIA Ora, però, questo vantaggio va messo in pratica. A cominciare dalla partita di sabato pomeriggio contro il Parma, che al Meazza non vince dal 1999: sono stati già venduti 55mila biglietti, ora si può comprare anche il terzo anello rosso e si va veloci verso i 60 mila. Al debutto contro il Torino, domenica 25 agosto, a San Siro c’erano 59.135 persone, (ovviamente) il top delle prime due giornate di Serie A. Dopo un primo tempo super, c’è stata la rimontona granata e alla fine il 2-2 ha fatto piovere sulle teste di allenatore e giocatori anche i primi fischi. Ingenerosi? Forse sì, ma il pubblico di San Siro non è solo numeroso  ma è anche molto, molto esigente, e il fatto di aver definito PInter Fanti-Juve ha naturalmente alzato l’asticella delle attese. In più, considerando anche la fine dello scorso campionato, la squadra di Luciano Spalletti ha fatto soltanto un punto nelle ultime tre partite al Meazza, perdendo contro Juve e Sassuolo e incassando 7 gol. L’ultima vittoria è datata 17 aprile: 4-0 a un Cagliari praticamente in gita, con gol di Cancelo, leardi, Brozovic e Perisic.

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EMOZIONE Sono passati cinque mesi e molto è cambiato da allora. L’Inter si è rinforzata, ha una rosa ad altezza Champions, e dopo il primo hurrà di Bologna può davvero ingranare. Anche perché martedì sera dentro il Meazza nerazzurro suonerà nuovamente la famosa musichetta della Champions e contro il Tottenham si avranno numeri che rimandano direttamente all’anno del Triple- te: 70 mila tifosi. Ecco perché anche i giocatori sanno bene quanto San Siro sia importante. «Scendere in campo al Meazza da giocatore dell’ Inter è molto emozionante. I tifosi sono fantastici», ha detto ieri Kwadwo Asamoah, uno che di partite importanti ne ha giocate parecchio. «L’Inter è un punto d’arrivo, ora voglio fare in modo di lasciare il segno, spero che i tifosi possano ricordarsi il mio nome», ha rilanciato Reità. «Non vedo l’ora di giocare in Europa con questa maglia, ma adesso dobbiamo pensare soltanto al campionato e vincere davanti ai nostri tifosi. Poi penseremo al Tottenham», firmato Milan Skriniar. Tifosi, tifosi, tifosi: il popolo Inter gradisce. E riempie San Siro.

Il momento è adesso. Quello della ripartenza e magari quello della svolta. Dopo la prima vittoria stagionale l’Inter ha bisogno di dare subito un nuovo segnale al campionato, per cominciare a mettersi in corsa per le zone alte della classifica e per far capire alle rivali che tutti dovranno fare i conti con la squadra di Spalletti. Fino alla fine. L’anima della riscossa nerazzurra ha il corpo pieno di tatuaggi e un nome e cognome preciso: Radja Nainggolan. Non è un caso se il debutto del Ninja sia coinciso con il primo successo stagionale, guarda caso bagnato dal gol che ha aperto la sfida di Bologna. L’Inter ha voluto fortemente Nainggolan dal primo istante in cui si è aperto il mercato estivo, per tanti motivi. Intanto perché nessun giocatore al mondo si adatta meglio di Radja al modo di intendere il calcio di Luciano Spalletti, che per il Ninja è un po’ un padre acquisito, uno per cui dare sempre l’anima in campo. E poi perché con Nainggolan in campo tutto sarà più esplosivo: per prima cosa il modo di aggredire l’avversario nella propria metà campo, poi la ricerca del gol, della conclusione dalla distanza, della fame di riconquistare palla un attimo dopo averla persa. Insomma, energia allo stato puro per la squadra nerazzurra.

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CALENDARIO AMICO Ci fosse soltanto una miccia in grado di fare infiammare di passione San Siro, quella sarebbe proprio Nainggolan, accolto a giugno come una star dal popolo nerazzurro, con cui il legame è stato subito forte, viscerale. E a Radja il ruolo di leader carismatico di questa squadra non dispiace affatto. Anzi, se è possibile lo esalta ancor di più. E il ciclo di partite che sta per cominciare darà tante risposte sulla dimensione di questa Inter e sulle sue ambizioni. Da qui a fine mese i nerazzurri giocheranno quattro delle prossime cinque gare in casa contro Parma, Fiorentina e Cagliari in campionato e Tottenham in Champions. Ecco perché la missione principale d’ora in avanti sarà rendere San Siro un fortino inespugnabile, dove mettere le basi per la rimonta in Serie A ma soprattutto dove provare costruire l’impresa per la qualificazione agli ottavi di Champions in un girone infernale.

MAURO, BATTI UN COLPO Se

Nainggolan è pronto a vestire i panni del comandante, il capitano Mauro leardi non vede l’ora di tornare ad essere il cecchino infallibile in area di rigore. Vedere leardi ancora a quota zero nella classifica marcatori dopo tre giornate di campionato è davvero una rarità. Vero, Spalletti quest’anno vuole un’Inter che non sia più leardi-dipendente, ma è sempre vero che dovranno essere i gol dell’argentino l’arma in più per la scalata. Maurito rientrerà ad Appiano Gentile solo domani dopo gli impegni con la Seleccion e soltanto allora si capirà se contro il Parma sabato pomeriggio ci sarà lui a guidare l’attacco nerazzurro oppure Spalletti si affiderà nuovamente a Reità falso nove, come successo a Bologna. La voglia di giocare di Mauro – più che la condizione fisica, anche se dagli Usa ha assicurato di essere al 100% – potrebbe fare la differenza nella scelta finale dell’allenatore. Intanto non sembrano preoccupare le condizioni di Sime Vrsaljko dopo l’infortunio al ginocchio sinistro rimediato con la sua Croazia contro la Spagna. Oggi il giocatore verrà visitato dallo staff medico per capire l’entità del danno e gli eventuali tempi di recupero. Spalletti incrocia le dita: in questa fase c’è bisogno di tutti.

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