Ebola, l’epidemia è stata debellata in Africa Occidentale: l’annuncio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

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Dopo aver mietuto davvero tantissime vittime e molti più contagi, l’Ebola è stata finalmente debellata.E’questo l’annuncio diffuso negli ultimi giorni dall‘Organizzazione mondiale della sanità che ha dichiarato finalmente la fine dell’epidemia dell’Ebola in Africa Occidentale. Si è trattato di un’epidemia piuttosto violenta che ha causato circa 11.315 vittime e circa 28.637 contagi, di cui circa 4.767 solo bambini. Dopo essere stata debellata in Sierra Leone e in Guinea, l’ebola è stata debellata anche in Liberia, ovvero l’ultimo paese interessato. Il primo caso fu accertato nel dicembre 2013 e da da quel momento è stata una carneficina, tante le persone contagiate in diverse località dell’Africa. Sono stati periodi davvero critici, soprattutto nel momento in cui si è raggiunto il picco dell’epidemia, quando i cadaveri si ammucchiavano negli obitori e negli angoli delle strade i nuovi casi contavano a centinaia ogni settimana. L’Oms se da un lato ha annunciato la fine dell’epidemia, dall’altro ha anche dichiarato che il lavoro non è ancora finito, perchè si deve continuare a rimanere vigili.

E’ questo quando dichiarato dal responsabile della risposta all’Ebola in seno all’Organizzazione Onu, Peter Graaff, nel corso del suo intervento nella città di Ginevra. Come abbiamo già anticipato, a pagarne maggiormente le conseguenze sono stati i bambini, visto che più non solo tanti sono stati contagiati, ma più di 22mila hanno perso almeno un genitore nei paesi colpiti dall’epidemia. «I bambini hanno sofferto molto. Appena ci si rendeva conto che c’era un malato in famiglia, i bambini venivano stigmatizzati automaticamente: i vicini, i figli dei vicini che fino a quel momento giocavano con loro, andavano a scuola con loro, venivano bloccati dai loro genitori», ha spiegato Yaja Diallo, ovvero uno dei responsabili dell’ong Plan International in Guinea.

«È importante continuare a sostenerli oltre la fase dell’emergenza attraverso donazioni di denaro che servono per il sostegno scolastico, vestiti e cibo, per aiutarli a superare questa transizione», ha aggiunto l’Unicef.  Dopo l’annuncio dell‘Organizzazione Mondiale della Sanità, è intervenuto anche il direttore delle operazioni di MSF, il quale ha dichiarato: “Dobbiamo tutti imparare da questa esperienza per migliorare la nostra risposta di fronte a future epidemie e malattie trascurate. La risposta data a questa epidemia non è stata limitata da una mancanza di risorse internazionali, ma dalla mancanza di volontà politica nell’organizzare rapidamente l’assistenza alle comunità. I bisogni dei pazienti e delle comunità colpite devono restare al centro di qualsiasi risposta e prevalere sugli interessi politici”. L’Oms infine ha annunciato di essere ancora al lavoro con i Governi di Guinea, Liberia e Sierra Leone, per accertarsi che i sopravvissuti abbiano comunque le cure mediche e psicologiche necessarie ed ancora per assicurare gli screening per il persistere del virus.

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