Germania, vietato l’ingresso nella piscina comunale A Bornheim, dopo molestie alle bagnanti, stop agli immigrati maschi

Bornheim, città di circa 50.000 abitanti del Renania Settentrionale-Vestfalia, in Germania, nelle ultime ore è finita al centro dell’attenzione mondiale per la decisione presa da parte delle autorità del luogo, di vietare l’ingresso nella piscina comunale a tutti i profughi di sesso maschile.

Il provvedimento, per essere più precisi, è arrivato in seguito ad alcune lamentele rivolte da alcune bagnanti che hanno raccontato di essere state molestate o meglio ancora infastidite da un gruppo di rifugiati che dal centro di accoglienza si erano recati nella piscina. Nello specifico le ragazze hanno raccontato di essere state seguite ed importunate con apprezzamenti di carattere sessuale da un gruppo di profughi che si trovavano all’interno della piscina i quali, inoltre, avrebbero anche utilizzato la torre del trampolino che in realtà era stata chiusa, assumendo dunque degli atteggiamenti non conformi a quelle che sono le regole da rispettare all’interno della piscina del comune di Bornheim.

Sulla delicata questione si è espresso il direttore agli Affari sociali Markus Schnapka, il quale all’agenzia di stampa ‘Dpa’ avrebbe nello specifico affermato “Lo so che in questo modo se ne puniscono la maggior parte anche se non hanno fatto niente, tuttavia non vedo alternative al lanciare un segnale del genere perché lo ribadiamo con estrema chiarezza, qua in Germania l’eguaglianza tra i sessi non e’ opinabile”.

L’assessore inoltre ha sottolineato la volontà e il desiderio di recarsi personalmente presso l’ostello dove i profughi sono sistemati in modo tale da fornire loro una giusta spiegazione in merito alla decisione presa e soprattutto insegnare loro le regole da rispettare e dunque come comportarsi. Solamente dopo che coloro che li assistono avranno comunicato che i giovani hanno recepito il messaggio allora, solo in quel momento, ha affermato Schnapka, il provvedimento adottato verrà revocato e dunque i profughi potranno tornare a beneficiare della piscina comunale, dove dovranno stare attenti al loro comportamento e soprattutto non dovranno importunare le ragazze o donne presenti.

Intanto a Rheinberg, città della Renania Settentrionale-Vestfalia, in Germania, dove vi è un centro di accoglienza per migranti e dove recentemente sono arrivate ancora altre 500 persone, è stata annullata la sfilata di Carnevale prevista per il prossimo 8 febbraio 2016 e che sarebbe dovuta passare proprio davanti ad un albergo dove risiedono i rifugiati.

Il tutto per paura che anche in questa città potesse accadere ciò che è successo a Colonia nella notte di San Silvestro, dove centinaia di donne hanno presentato denuncia affermando di essere state molestate da un gruppo di stranieri. Il divieto di ingresso nella piscina comunale di Bornheim è arrivato proprio all’indomani dell’annuncio dell’annullamento della sfilata di Carnevale a Rheinberg a proposito della quale, un portavoce del comune in questione ha affermato “Non possiamo escludere che i rifugiati sfruttino l’occasione per comportarsi come a Colonia”.

La scorsa estate i tedeschi si sono affidati alla decisione della cancelliera Angela Merkel di accogliere a braccia aperte i rifugiati del Medioriente. Nel giro di pochi mesi ne sono giunti oltre un milione, ma l’integrazione appare più difficile della già non semplice accoglienza. Fra i tanti segnali c’è quello che arriva da Rheinberg, la cittadina a 70 chilometri a nord di Colonia nota per aver dato i natali a Claudia Schiffer.

Dopo essersi consultate con le locali forze dell’ordine, le autorità comunali hanno emesso un’ordinanza per annullare la sfilata di Carnevale in programma lunedì 8 febbraio nel distretto di Orsoy. Quest’anno la Rosenmonntagszug, che di solito attira fra i 4 e 5 mila visitatori, verrà meno per timore che«troppe personeintossicate dall’alcool possano non essere sufficientemente controllate dalle forze di polizia». Che ai tedeschi piaccia bere nei giorni di festa non è una novità, ma l’ordinanza fa esplicito riferimento «ai recenti fatti di Colonia», ossia alle centinaia di moleste sessuali attribuitela notte diCapodanno ad altrettanti giovani nordafricani in stato di ebbrezza.

«Vi potrebbero essere conflitti legati tanto alla composizione dei gruppi di visitatori quanto al consumo di bevande alcoliche», spiega con linguaggio burocrati co il provvedimento adottato a Rheinberg, che tiene conto della presenza nel solo distretto di Orsoy di 300 richiedenti-asilo ai quali se ne aggiungeranno altri 200 all’inizio di febbraio. La Rosenmonntagszug non è ufficialmente cancellata ma sospesa «fino alla presentazione di un nuovo piano per la sicurezza», un obiettivo che da solo «richiederebbe almeno sei mesi di lavoro»,ha spiegato al Rheinische Post, il presidente del comitato organizzatore Paul van Holt.

Non tutti concordano con la decisione di Rheinberg: al contrario è proprio sulle sfilate di Carnevale che punta Colonia per rilanciare la propria immagine, offuscata dai fatti di Capodanno; secondo l’ultimo conteggio delle forze dell’ordine le denunce per reati di varia natura commessi quella notte in Germania ammontano a 652, la metà dei quali solo sulla piazza della famosa cattedrale gotica,fiore all’occhiello della quarta città tedesca. Al caso di Orsoy si accompagna quello di Bornheim, un sobborgo di Bonn, 20 chilometri a sud di Colonia. Dopo che molte frequentatrici della piscina comunale si sono lamentate di aver subito molestie verbali dinatura sessuale da parte di maschi stranieri, il municipio ha bandito questi ultimi dall’uso della piscina.

L’accesso allo spazio ricreativo era uno dei benefit concessi ai tanti ospiti del locale rifugio per profughi, persone che hanno fatto richiesta di asilo alla Germania e che devono attendere alcuni mesi prima che le pratiche si perfezionino. Ai media incuriositi dalla decisione, un funzionario dei servizisocialiha spiegato che il bando sarà revocato quando tutti gli ospiti stranieri rispetteranno la parità fra i sessi.Nel tentativo di prevenire anziché di reprimere possibili tensioni, la città di Monaco ha rispolverato dei dépliant fatti stampare nel 2013 in arabo, francese, pashtun e somalo: semplici illustrazioni invitano all’abbigliamento corretto e, soprattutto, al rispetto delle donne siano esse in bikini, in costume intero o con addosso il «burkini» islamico.

Segnali di buona volontà in arrivo da una metropoli cosmopolita, in contrasto con altri registrati nella vicina Austria. Vienna ha appena annunciato una stretta alle frontiere: «Attraverso il confine austrotedescolasceremo passare solo le persone che intendono richiedere asilo in Germania», ha dichiarato la ministra degli Interni Johanna MiklLeitner ripresa dalla radio Oe1. Gli altri saranno fermati prima, e cioè lungo il confine con la Slovenia. Allo stesso tempo, ha aggiunto, Vienna sta puntandoa un tettomassimo di rifugiati che il Paese può accogliere, una misura contestata dal presidente dellaCaritaslocale,Michael Landau.L’Austriaguardacon preoccupazioneanchealBrennero che, secondo la polizia, a primavera tornerà a essere uno dei punti caldi del transito dei migranti. E intanto nella Repubblica alpina è boom di richieste di porto d’armi: se a settembre ne sono stati concessi 100, a novembre la cifra è balzata a 457, chiaro segnale, secondo le forze di polizia, che il senso di insicurezza si sta facendo sempre più forte.

loading...
loading...

Lascia una tua opinione

Rispondi o Commenta

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*