Acqua inquinata ad Agrigento, sotto accusa la privata Girgenti acque e Siciliacque

Le società Grigenti Acque e Siciliacque, che amministrano la distribuzione di acque nella provincia siciliana di Agrigento e Caltanissetta sono state a chiudere i rubinetti dei cittadini a causa di tracce di inquinamento rilevate nell’acqua erogata. Restano attualmente senza acqua i comuni di Canicattì, Campobello di Licata, Ravanusa, oltre la stessa Agrigento, per un totale di più di 100 mila cittadini.

Nel comune di Campobello di Licata, il sindaco Giovanni Picone, è stato costretto con un’ordinanza ad invitare i cittadini a non utilizzare l’acqua fino a nuovo contrordine, decidendo anche la chiusura delle scuole per la tutela dei più piccoli; molti uffici pubblici dei comuni interessati riversano nelle stesse condizioni di calamità. Il problema è innanzitutto di questione igienica.
Le Girgenti Acque, nell’occhio del mirino già da tempo per gli elevati costi delle bollette dell’acqua, insieme alla Siciliacque, proprietaria delle condotte del Fanaco, sta operando tutte le soluzioni possibili, per ripristinare la situazione critica e contenere l’emergenza. Ma le accuse continuano a piovere e non si arresta l’ondata di malcontento dei siciliani nei confronti dell’agenzia privata, cui molti sindaci dei comuni interessati si erano opposti, per ripristinare i servizi di acqua pubblica. Il referendum di qualche anno fa si era infatti espresso contro la gestione privata dell’acqua, eppure nella provincia di Agrigento e Caltanissetta l’ente continuava a gestire il servizio come nulla fosse. Un caso solito di mala gestione politica, cui in Sicilia si è purtroppo avvezzi.

Solo che ora i cittadini, pagando salatissime bollette, dovranno fare anche i conti con il rischio di aver utilizzato un’acqua in cui sono presenti batteri. La preoccupazione per i cittadini resta, poiché adesso c’è da capire se l’emergenza scattata esista già da tempo, oppure sia un allarme scattato soltanto poche ore addietro. Certo che i sindaci dei comuni contrari all’azienda non perderanno occasione per lanciare un nuovo attacco contro la privata. In mezzo, d’altra parte, c’è la salute di tutti e qui non si scherza.

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