Aeromobil, l’auto volante presentata all’Expo

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Ad EXPO 2015 è stata presentata Aeromobil 3.0, un prototipo di auto volante che è un ibrido fra una vettura, un elicottero e un ufo.

Autori di questa avveniristica creazione sono l’ingegnere Štefan Klein e l’imprenditore Juraj Vaculí, entrambi della Slovacchia, che hanno finalmente fatto atterrare anche in Italia il frutto della propria ambizione.

L’aeromobil 3.0 è il risultato di un percorso iniziato nel 2010, che grazie alla spinta e al coraggio imprenditoriale di Vaculì è stato possibile portare a termine.
Il team, composto da 13 uomini, ha realizzato in dieci mesi il prototipo di auto volante in mostra all’expo tra il 15 e il 17 ottobre.

L’auto simbolo della fantascienza potrà solcare i cieli delle nostre città ad una velocità di 200 chilometri orari, con una capacità di decollo a 100km/h.
Ovviamente, trattandosi di un ibrido, aeromobil 3.0 potrà correre normalmente su strada fino a 160 km/h, proprio come una comune vettura dal design futuristico. Al suo interno, oltre al pilota, l’auto volante potrà ospitare un passeggero.

Klein ha raccontato di aver pensato per la prima volta alla realizzazione dell’auto volante nel 1989, quando ancora ragazzo smanettava nel suo garage e subiva – ma questo lo diamo per scontato noi – l’influenza della filmografia fantascientifica che in simili veicoli individuano l’emblema del progresso ingegneristico.

Per il momento Aeromobil è un prototipo, ma le possibilità di vederla solcare i cieli nei prossimi tre anni sono concreti.
Attenzione però – chiariscono i due creatori – non è previsto un suo utilizzo immediato per il singolo cittadino.
Si tratta pur sempre di un piccolo aereo a quattro ruote, e una patente di guida sarebbe l’equivalente di un brevetto di volo.
L’ipotesi sostenuta dai due slovacchi è che almeno nei prossimi anni ad usufruire di questa avveniristica tecnologia saranno le grandi aziende di trasporti o le compagnie aeree, che se ne serviranno per collegare i propri hub con angoli più remoti.

Insomma, è ancora lontano il giorno in cui alzando gli occhi al cielo in una notte d’estate, al posto delle stelle, vedrete un ingorgo automobilistico.

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