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Agenzia delle Entrate deve risarcire impiegato inattivo

agenzia entrateImpiegato inattivo risarcito. E’ quello che è accaduto in Calabria dove una sentenza della Corte di Cassazione ha obbligato l’Agenzia delle Entrate a versare a un dipendente, cui nel 2001 era stata appioppata una sanzione disciplinare, la cifra di 3050 euro (50 per le spese di giudizio e 3000 per i compensi professionali).

Secondo quanto ricostruito dalla sentenza, infatti, l’azienda sarebbe stata a conoscenza della “condotta inadempiente” del lavoratore, ma non avrebbe mosso un dito con l’aggravante di averlo sanzionato in forte ritardo. A far propendere i giudici per questa versione dei fatti una nota del direttore dell’Agenzia delle Entrate che “evidenziava che il lavoratore si era rifiutato di prestare la propria opera già dall’aprile e dal giugno 99”. A ciò si aggiunge il fatto che lo stesso dipendente aveva più volte insistito per ottenere una “specificazione dei compiti assegnati con ciò dimostrando di non compiere alcuna attività”.

La Corte di Cassazione ha, così, respinto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate contro la sentenza di secondo grado confermando la decisione presa dalla corte d’appello nel 2010 che si era pronunciata sulla sanzione.

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