Aggressioni con l’acido: Martina Levato condannata a 16 anni in rito abbreviato

E’ stata condannata a sedici anni di carcere, in rito abbreviato, Martina Levato, ex studentessa bocconiana. La decisione è stata presa dal gup di Milano Roberto Arnaldi che ha anche condannato il complice Andrea Magnani a nove anni e quattro mesi di reclusione. La Levato era già stata condannata, in primo grado, a quattordici anni di carcere per le lesioni al giovane Pietro Barbini e adesso a tale condanna si aggiunge quest’ultima di sedici anni per le varie lesioni con l’acido nei confronti di ex amanti.

Secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni, l’ex studentessa bocconiana sembrerebbe essersi molto dispiaciuta alla lettura della sentenza che la vede protagonista al punto tale da essere scoppiata in lacrime e, secondo quanto dichiarato dall’avvocato della ragazza, ovvero Alessandra Guarini, proprio Martina non riesce a capire come mai non sia stata apprezzata la sua vera collaborazione. Alessandra Guarini ha fatto riferimento anche alla collaborazione di Magnani affermando nello specifico “Lui recita questa parte surreale della partecipazione inconsapevole.

Martina, invece, si è messa a nudo davanti al giudice, ma questo non è stato valutato. E anche in questo la sentenza è ingiusta”. Quando avrà finito di scontare la sua pena, Martina Levato dovrà inoltre scontare un ulteriore condanna 3 anni di libertà vigilata. Inoltre gli avvocati della Levato fanno sapere che verrà presentato ricorso in appello e, sempre Alessandra Guarini, ha continuato il suo discorso sulla condanna in questione affermando “È stata una pena ingiusta perchè sull’episodio dell’aggressione a Savi la Levato è innocente, condannata su dichiarazioni di Magnani che non è certo un testimone affidabile. La stessa vittima ha sempre parlato di un uomo alto uno e novanta… È una pena ingiusta che non rieduca nessuno”.

Presente in aula, ad assistere alla sentenza, vi era anche Stefano Savi, il giovanissimo studente ventiquattrenne completamente sfigurato dall’acido in quanto scambiato con il fotografo Giuliano Carpatelli. E proprio Savi, al termine della lettura della sentenza di condanna per Martina Levato e il suo “complice” ha dichiarato di essere molto soddisfatto. Il ragazzo ha inoltre precisato come le sue giornate appaiono ancora piuttosto faticose in quanto, per quindi ore al giorno, è costretto a portare una maschera. Il padre del giovane, ovvero Alberto Savi ha invece affermato di essere molto contenti per il risultato processuale e, a proposito del figlio e delle difficoltà che ha vissuto e continua a vivere ha raccontato che ha dovuto subire quattordici operazioni e un’altra dovrà affrontarla alla fine del mese di gennaio.

Nonostante ciò, racconta il padre, “Stefano ha vissuto questi mesi serenamente, con l’obiettivo di riprendersi la sua vita e ci sta riuscendo. Abbiamo sempre avuto fiducia nella giustizia. Stefano sta bene, ha accolto bene la sentenza di oggi che reputo equa e continua il suo percorso di riabilitazione fisica e psichica. Bisogna lasciargli tempo”. Pietro Barbini e Stefano Savi, entrambi aggrediti con l’acido, avranno diritto ad un risarcimento pari a 1 milione di euro ciascuno e, a risarcirli, dovranno essere proprio i due imputati ovvero Martina Levato e Andrea Magnani.

La banda dell’acido esiste. Quelle tre persone che, con ruoli differenti, per settimane ha colpito innocenti in giro per Milano, è stata riconosciuta come una vera e propria associazione a delinquere. La seconda sentenza di questa tragica vicenda, ieri, ha confermato l’intero impianto accusatorio del pm Marcello Musso. Risultato: Martina Levato è stata condannata a 16 anni di carcere con rito abbreviato per una serie di aggressioni con l’acido.

A deciderlo il giudice Roberto Arnaldi che ha anche condannato il presunto complice Andrea Magnani a 9 anni e 4 mesi. All’ex studentessa bocconiana sono già stati inflitti lo scorso giugno 14 anni per aver sfigurato, sempre con l’acido, Pietro Barbini. L’amante Alexander Boettcher, anche lui già condannato a 14 anni per il caso Barbini, è a processo con rito ordinario per gli altri episodi. L’accusa aveva chiesto 20 anni per la Levato.

Uno sconto di 4 anni che però non modifica l’impianto accusatorio. “È stata riconosciuta la banda dell’acido e quindi c’è soddisfazione da parte della procura anche se la pena comminata dal gup è inferiore rispetto alla richiesta”, ha commentato il pm. Tanto più che il giudice ha riconosciuto le responsabilità per tutti gli episodi contestati, a vario titolo, ai due imputati: le aggressioni a Pietro Barbini e Stefano Savi, quella tentata a Giuliano Carparelli e il tentativo di evirazione da parte di Martina ai danni di Antonio Margarito.

La ragazza, tra l’altro, è stata condannata anche per calunnia nei confronti di Margarito perché ha sostenuto di aver subito una violenza sessuale da lui. “Non è giusto – ha commentato la Levato dopo la sentenza – anche questa volta si sono accaniti su di me”. Il giudice, infine, ha disposto un risarcimento record di oltre un milione di euro.

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