Home » Cronaca & Calamità » Aggressioni medici pronto soccorso, Codacons lancia campagna e chiede dimissioni Gucciardi

Aggressioni medici pronto soccorso, Codacons lancia campagna e chiede dimissioni Gucciardi

Un dipendente del Policlino di Tor Vergata è stata picchiata da un paziente e ferita al setto nasale. Questo è uno dei tanti episodi in ordine di tempo, questo tipo di aggressioni accadono quotidianamente nei pronto soccorso di tutta Italia si verificano praticamente ogni giorno con gravi rischi per l’incolumità fisica degli operatori sanitari.

Le associazioni dei consumatori sono quindi scese in campo per sollecitare misure in grado di garantire condizioni di massima sicurezza nelle strutture sanitarie.

I DEA sono particolarmente a rischio. Negli USA il 90% dei DEA ha segnalato eventi di violenza in un periodo di 2 anni, nel 30% dei casi venivano utilizzate armi individuali (1999). In uno studio del 1988 su 170 DEA, il 32% ha riportato almeno 1 minaccia verbale al giorno, il 18% almeno una minaccia al giorno con armi, il 25% la necessità di contenzione fisica per almeno un paziente al giorno; l’80% almeno un operatore ferito il 7% una morte violenta in un periodo di 5 anni.I DEA a maggiore rischio sono quelli con afflusso di utenti > 50.000/anno e con tempi d’attesa medi > 2h
L’aggressione può provenire da pazienti, famigliari (in particolare del paziente pediatrico) o accompagnatori.  La vittima più frequente è l’infermiere (più del 70% degli infermieri subisce un’aggressione nella loro carriera, ma fino all’80% degli incidenti non viene riportato). Il 60-70% delle aggressioni si determina tra le 19.00 e le 03.30. I luoghi più a rischio sono il triage, la sala d’attesa, gli ambulatori ortopedici, gli ambulatori psichiatrici. I tempi d’attesa prolungati sono riconosciuti come fattore di rischio
Il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato attacca:
“Nell’esprimere la nostra profonda solidarietà all’infermiera aggredita da una giovane – non nuova a tali episodi, forse affetta da disturbi psichici – non possiamo non segnalare il costante pericolo in cui sono costretti a prestare la propria opera medici, infermieri, operatori del pronto soccorso che spesso fanno da parafulmine agli umori della gente inferocita dalle lunghe attese e dai disservizi. Questa volta è toccato a Tor Vergata – continua Maritato – ma poteva essere qualsiasi altro nosocomio, che come tutti quelli romani è affetto da sovraffollamento perenne, causa di mancate risposte immediate ai cittadini bisognosi di assistenza. L’aspetto più inquietante è che nelle stesse strutture sanitarie stanno sparendo tutti i posti di polizia interni, vittime di tagli indiscriminati a scapito della sicurezza dei cittadini, senza che nessuno ponga rimedio”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il Codacons che lasncia l’iniziativa “Noi siamo medici del pronto soccorso” e spiega:
“Noi siamo medici del pronto soccorso significa essere vicini ai camici bianchi che ogni giorno mettono a repentaglio la propria incolumità per garantire un servizio all’utenza – spiega il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi – ma vogliamo continuare a denunciare come sia grave dover attendere anche molte ore prima di essere visitati, o rimanere per ore in barella al freddo senza coperte o cuscini, o ancora peggio, per la notevole carenza di personale medico (come da alcune segnalazioni che sono giunte), che pazienti non vengano visitati dai medici ma gestiti dal triage infermieristico”.
#aggressioni #prontosoccorso #codacons
Loading...

Altre Storie

Incidente a Bellolampo, morti giovani coniugi su moto

L’incidente è avvenuto sulla strada che porta alla discarica di Bellolampo. Dramma a Palermo. Una giovane coppia di coniugi …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *