Agosto al lavoro in ufficio, anche lavorare può diventare meno stressante

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NON TUTTI  vanno in vacanza ad agosto. Per alcuni l’attesa di una pausa è ancora lunga. Lavoro, stress e caldo possono metterci ko. Ma non è detto che chi resta in città nel mese estivo per eccellenza debba per forza soffrire o sentirsi depresso perché continua a lavorare mentre la maggior parte di amici e colleghi è in ferie. Basta guardare le cose nella giusta prospettiva e seguire qualche consiglio utile.

Lavoro e stress. La stanchezza dell’anno che si accumula, il superlavoro, a volte dovuto al fatto che bisogna svolgere anche i compiti dei colleghi in ferie, l’ansia di portare a termine tutto prima che arrivi anche per noi il momento dello stop, possono rendere questo periodo particolarmente stressante. Come sopravvivere a tutto ciò? “Ritagliarsi degli spazi di riposo dopo un periodo lavorativamente intenso è certamente un’abitudine sana e che preserva il benessere psico-fisico a lungo termine” – spiega Nicoletta Gava, psicologa e direttrice del Milton Erickson Institute di Torino.

Dosare le energie. I mille impegni extra tipici di questo periodo, quando bisogna sostituire i colleghi in ferie, rischiano di distrarci e farci perdere facilmente la concentrazione a danno del lavoro con l’aggiunta di una rabbia sotterranea che ci divora perché vorremmo essere altrove e invece dobbiamo ancora sgobbare: “A volte può capitare di dover intensificare il ritmo proprio in quei momenti dell’anno in cui ci si aspetterebbe di poter riprendere fiato – prosegue Nava – . In questi casi può essere molto importante imparare a dosare le proprie energie e massimizzare le proprie capacità di recupero”.

Le oscillazioni dell’attenzione. Esistono diverse terapie per liberarsi dallo stress e fra queste c’è anche l’ipnosi. “Lavoriamo  con molte persone che hanno bisogno di intensificare o tenere costanti i ritmi di lavoro. Insegniamo strumenti di ipnosi ed autoipnosi per poter trovare le risorse del proprio inconscio al fine di aumentare concentrazione, livelli di energia e capacità di recuperare le forze rapidamente, di modo da poter godere del tempo che rimane alla vita personale”, spiega Gava che è anche fondatrice di Natural Gravity, Ipnosi clinica per la cura del benessere.

Ritrovare la concentrazione. Cosa fare allora per ritrovare la concentrazione perduta? Un esempio pratico? Bisogna cominciare a osservare il livello della nostra attenzione. “Non si è mai davvero disattenti, la nostra attenzione è sempre rivolta in una certa direzione”, fa notare la psicologa. In certi momenti della giornata è rivolta all’esterno, in altri tende naturalmente a spostarsi verso l’interno. “In questi momenti la realtà interna delle persone comincia a diventare più vivida, ricordi, emozioni, immagini mentali vengono percepite con una maggiore chiarezza – spiega ancora l’esperta – Bisogna imparare a intercettare questi cicli e fare delle pause durante questi momenti di spostamento dell’attenzione. In questo modo si ottimizzano i ritmi di lavoro e migliora la gestione delle energie psicofisiche”.

L’esercizio dell’elastico. Anche la mindfullness, una pratica meditativa che aiuta a focalizzare l’attenzione sul “qui e ora” può aiutarci a superare agosto in ufficio. Per esempio, per allontanare i pensieri negativi e ritrovare la concentrazione si consiglia l’esercizio dell’elastico. Va messo al polso e ogni volta che l’ansia ci assale va tirato: ci risveglierà e farà tornare la testa su ciò che siamo facendo.

Tecniche anti-rabbia. La stanchezza può portare anche a scontrarsi più spesso con colleghi o familiari che come noi sono rimasti a casa. “È ormai dimostrato che stati di fatica riducono la nostra capacità di gestione delle emozioni rendendoci spesso più irascibili, più tristi o più ansiosi”, ammette Gava. Come evitare lo scontro? “Facciamo un piccolo check su come ci sentiamo prima di varcare la soglia di casa ed eventualmente cerchiamo degli strumenti per regolare il nostro stato emotivo. Chiudere le fatiche della giornata con la porta dell’ufficio permette di godere della compagnia dei propri cari”, dice l’esperta. Altre volte è il contesto domestico a non essere sereno. In certi casi, anche in periodi di intensa attività lavorativa, ci si può ritrovare a procrastinare il rientro a casa o proprio a desiderare di non tornarci. Spesso questo tipo di segnali sono un modo che il nostro inconscio utilizza per comunicarci che c’è qualcosa che richiede un intervento nella nostra sfera privata”.

I lati positivi. Infine lavorare ad agosto può avere i suoi lati positivi: il telefono non squilla di continuo, i capi sono in ferie, il carico di lavoro diminuisce, non c’è traffico e si trova facilmente parcheggio. Focalizzare l’attenzione su questi aspetti può aiutare? “Certamente il rallentamento dei ritmi può migliorare il proprio livello di energie – conclude l’esperta – . Riconoscere i momenti di mare calmo e imparare a goderseli può permettere di portare un po’ di rilassamento anche sul luogo di lavoro”.

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