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Toxic Fur 2, allarme indumenti pericolosi per bambini, il Ministero della Salute ordina il ritiro dal mercato

Nuovo allarme lanciato dal Ministero della Salute riguardante alcuni indumenti per bambini.Ebbene si,nella giornata di ieri il Ministero della Salute ha disposto il ritiro dal mercato di vari indumenti per bambini bordati di pelliccia,come piumini, coperte e tanti altri capi d’abbigliamento. Il motivo? Stando a quanto emerso, sembra che questi indumenti contengano sostanze tossiche, ritenute dannose per i bambini.

Si tratta di sostanze molto pericolose e ritenute tossiche, come ad esempio il cromo esavalente, sostanza cancerogena che può causare reazioni allergiche. Nello specifico il cromo tritalente può arrivare ad avere effetti sensibilizzanti sulla cute, e la formaldide.“Dopo i test e la denuncia della LAV, ora arriva anche lo stop da parte del Ministero della Salute per alcuni capi per bambini con componenti in pelliccia animale. Il Ministero ha, infatti, disposto il ritiro dal mercato dei seguenti baby-prodotti classificati come “prodotti pericolosi”, questo si legge nel comunicato della Lav che già in passato aveva segnalato i rischi di queste sostanze, evidenziati nell’indagine denominata Toxic fur 2.

Nello specifico sarebbero stati condotti test ufficiali condotti su due campioni sequestrati dai Carabinieri del Nas, i quali hanno rilevato la presenza di altissimi livelli di cromo esavalente in un capo d’abbigliamento prodotto da un’importante azienda Blumarine, e nello specifico sono stati rilevati 37,3 mg/kg e 27,1mg/kg, contro il livello massimo di sicurezza di 3 mg/kg previsto dal Regolamento UE 301/2014. Lo stesso capo, Blumarine Baby, presenta anche un’alta concentrazione di Cromo Trivalente, il quale secondo quando diffuso dagli esperti è facilmente assorbile tramite il sudore; rilevati 168mg/kg di cromo trivalente contro i 18mg/kg raccomandati dall’ISS per evitare l’insorgere di effetti sensibilizzanti della cute.Sotto acccusa, anche un altro capo per bambini ovvero una coperta per neonati, composta da pelliccia di agnello, prodotta da Christ e distribuita in Italia tramite il sito www.bellicomeilsole.it.

Blumarine,intanto appresa la notizia riferisce di non avere alcuna responsabilità al riguardo, e nello specifico Russen Berger, responsabile licenze Blufin, ha dichiarato: «Quando oltre un anno fa abbiamo saputo dell’indagine abbiamo chiesto a Spazio 6 la documentazione e abbiamo constatato che i capi prima della loro immissione sul mercato erano stati correttamente oggetto di preventive analisi effettuate da laboratori che non avevano riscontrato anomalie». Intervenuto anche Franco Ferrari, il titolare di Spazio 6 che per chi non lo sapesse è l’azienda licenziataria di Blumarine Baby, il quale ha aggiunto di essere in possesso di tutte le certificazioni.” Le analisi della Lav e successivamente dei Nas risalgono a inizio 2015 e noi, preventivamente, avevamo già all’epoca tolto i capi dal commercio. Non si tratta di grandi quantitativi, poche centinaia di capi. In ogni caso, anche in conseguenza a questa vicenda, abbiamo eliminato dalle nostre produzioni capi che abbiano parti di pelliccia di animali” , ha aggiunto Franco Ferrari.

Simone Pavesi, responsabile Lav Moda Etica, è intervenuto sulla questione affermando che proprio il ministero della Salute deve necessariamente prendere atto che “I processi produttivi caratterizzanti le pellicce difficilmente risultano standardizzabili e pertanto, ogni singolo prodotto di pellicceria può contenere sostanze chimiche tossiche e cancerogene, utilizzate in fase di concia, e in concentrazioni anche potenzialmente pericolose per la salute del consumatore, tanto più se questo è in tenera età”. Simone Pavesi ha poi concluso il suo intervento affermando che dunque risulta essere doveroso proprio nel rispetto e nell’interesse dei cittadini disporre il ritiro immediato e il conseguente divieto di vendita di tali prodotti di pellicceria.

GLI ANIMALISTI. Soddisfazione, a questo proposito, della Lav che afferma: «Il Ministero della Salute deve prendere atto che i processi produttivi caratterizzanti le pellicce difficilmente risultano standardizzabili e pertanto, ogni singolo prodotto di pellicceria può contenere sostanze chimiche tossiche e cancerogene, utilizzate in fase di concia, e in concentrazioni anche potenzialmente pericolose per la salute del consumatore, tanto più se questo è in tenera età. È pertanto doveroso, nell’interesse dei cittadini, disporre il definitivo divieto di vendita di prodotti di pellicceria». Quindi, dopo la sospensione alla vendita ordinata dal Ministero a Spazio 6 a inizio 2015 in attesa delle analisi ufficiali, adesso arriva l’ordine di ritirare la merce. «L’azienda – conclude Lav – ora dovrà informare chi ha comprato quei capi sul risultato delle analisi e del rischio che corre nell’indossarli». Analisi simili da parte della Lav vengono effettuate regolarmente su capi di varie aziende tra cui anche primari marchi di moda pure loro trovati con problemi simili a quelli riscontrati sul capo di Blumarine Baby.

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