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Ecco i soldi che l’Italia dà alla Chiesa ogni anno

Si può essere atei o credenti; cristiani, protestanti, musulmani, induisti o altro ancora. Ma al di là delle proprie convinzioni religiose, un fatto è certo e noto a tutti. Che la Chiesa cattolica dovesse essere ricca, anzi straricca e potente, Gesù non l’ha mai detto. Anzi. Se prestiamo fede alla Bibbia, Cristo non faceva altro che fustigare chiunque, con pretesti religiosi e parareligiosi, tentasse di costruire imperi economici.

E invece la Chiesa cattolica un impero economico, oltre che politico e culturale, lo è e da sempre. Molti hanno provato a calcolare a quanto ammonti il suo sterminato patrimonio. Altri, più “modestamente”, hanno cercato di stabilire quanti soldi ogni anno lo Stato italiano versi nelle casse di quello Vaticano. Piergiorgio Odifreddi (Perché non possiamo essere cristiani, 2007) ha stimato i contributi e le agevolazioni fiscali in 9 miliardi di euro l’anno, Curzio Maltese (La questua, 2008) in 4,5 miliardi, l’Ares (La casta dei casti, 2008) in 20 miliardi. Cifre notevoli, come si vede, ma anche parecchio distanti fra loro.

Anche se l’impresa  è parecchio ardua, ha provato a fare un po’ di chiarezza l’Uaar (Unione Atei Agnostici e Razionalisti), l’associazione di cui fanno parte anche scienziati come Odifreddi e Margherita Hack.

Il dato che viene fuori è pantagruelico. Di questi tempi, varrebbe mezza manovra finanziaria. I contributi e le agevolazioni fiscali di cui il Vaticano gode sono addirittura una cinquantina. Queste alcune delle voci più costose per il nostro Stato secondo le stime fatte dall’Uaar:

– Insegnamento religione cattolica a scuola: 1.500.000.000 di euro.

– Otto per mille: 1.067.000.000 di euro.

– Esenzioni Ici: 500.000.000 di euro.

– Contributi delle amministrazioni locali alle scuole cattoliche: 400.000.000 di euro.

– Contributi statali alle scuole cattoliche: 261.000.000 di euro.

– Convenzioni pubbliche con la sanità cattolica: 167.000.000 di euro.

– Riduzione Irap: 150.000.000 di euro.

– Riduzione Ires: 100.000.000 di euro.

– Riduzione Iva: 100.000.000 di euro.

– Fondi edifici di culto: 70.000.000 di euro.

Ci sono poi i soldi – decine di milioni – per i cappellani militari, quelli delle carceri e negli ospedali! Ci sono tariffe postali agevolate e canone Rai ridotto. Ci sono i contributi per gli oratori e le associazioni cattoliche. Ci sono i fondi strutturali europei. Ci sono i contributi all’editoria  e quelli alle università cattoliche. Il totale, stando alle stime dell’Uaar, è di oltre 6 miliardi di euro l’anno! Per l’esattezza: 6 miliardi e 87 milioni di euro. Cifra abnorme e che probabilmente non è distante dalla realtà.

Ma la Chiesa può dormire sonni tranquilli. Da una parte, abbiamo il governo e la maggioranza più filoclericali che si siano mai avuti: nemmeno ai tempi della Dc c’era tanta armonia tra il Vaticano e l’Italia. Dall’altra parte, a essere nell’occhio del ciclone, monopolizzando così il dibattito mediatico, sono i partiti politici e i loro rimborsi elettorali: circa 200milioni di euro l’anno. Tantissimi soldi, spesi anche per comprare lingotti, vacanze, auto, gioielli e lauree e che poco hanno a che fare con la democrazia; eppure, rispetto ai 6 miliardi di euro che diamo al Vaticano, si tratta sempre di bazzecole.

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One comment

  1. senz’altro le stime saranno azzeccate,ma è altrettanto vero che le parrocchie grandi o piccole,sono continuamente
    assediate da bisognosi che chiedono sia soldi che mangiare e nessuno va via a mani vuote.

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