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Amazon, sciopero per il Black Friday si blocca a metà il polo di Piacenza

Incroceranno le braccia nel giorno più caro albe-commerce di tutto il mondo. I lavoratori del centro Amazon di Castel San Giovanni (Piacenza) dichiarano infatti sciopero per domani, non un venerdì qualunque, ma il fatidico Black Friday. La tradizione nasce negli Stati Uniti e si ripete ogni anno il giorno successivo alla festa del Ringraziamento (il quarto giovedì di novembre). Niente a che vedere con Natale o San Valentino, il Black Friday è un giorno apertamente e orgogliosamente dedicato al consumismo, soprattutto a quello tecnologico. I commercianti americani propongono prodotti a prezzi superscontati, richiamando folle oceaniche disposte a mettersi in fila per ore o a fare a pugni per portare a casa un laptop a metà prezzo. Da qualche anno, grazie al colosso di Jeff Bezos e alla Apple, la moda ha contagiato anche l’Italia. Su Amazon.it il conto alla rovescia è già partito da tempo e, almeno per il momento, non si ferma.

Non si ferma no, però, neanche i dipendenti del polo piacentino, decisi anon consegnare neanche un libro durante il “venerdì nero”. Oggi lo chiamano “l’astronave”, ma quando tutto è partito, dieci anni fa, l’hangar di Castel San Giovanni non era così grande e contava appena 100 lavoratori. Oggi ce ne sono circa duemila a tempo indeterminato e altrettanti con contratto di somministrazione (chiamati nei periodi di lavoro più intensi, come Natale o il Black Friday appunto). In tutto il mondo, Amazon non brilla certo per le condizioni di lavoro esemplari.

I ritmi sono serratissimi, le paghe basse e più di una volta il campione delle vendite online è finito sui giornali per le degradanti politiche del lavoro (nel 2013 in Germania scoppiò lo scandalo delle guardie assunte per intimidire i dipendenti). Questa volta però la ragione dello sciopero è un’altra. Cgil, Cisl, Uil e Ugl chiedono un premio di produttività (diverso dal bonus natalizio una tantum) e un livello di retribuzione oltre il minimo previsto dal contratto nazionale. «Non c’è stata da parte di Amazon Italia – denunciano i sindacati – alcuna apertura concreta» alle richieste dei lavoratori, nonostante «la crescita enorme di questi anni.

I ritmi lavorativi non conoscono discontinuità, le produttività richieste sono altissime e il sacrificio richiesto non trova incremento retributivo oltre i minimi contrattuali». Minimi che nel caso dei magazzinieri corrispondono a circa 1.200 euro, per un impiego che prevede anche i turni di notte. L’azienda da parte sua rivendica gli stipendi «più alti del settore della logistica e sono inclusi benefit come gli sconti per gli acquisti su Amazon.it, l’assicurazione sanitaria privata e l’assistenza medica privata». Non solo, c’è anche il «Career Choice, che copre per quattro anni fino al 95% dei costi della retta e dei libri per corsi di formazione scelti dal personale». Peccato che gli impiegati continuino a preferire il volgare denaro.

La festa preferita Bezos & Co. sarà però rovinata solo a metà. Letteralmente, a metà. L’“astro- nave” non si bloccherà del tutto. I lavoratori con contratto di somministrazione continueranno a lavorare. È comunque difficile che Amazon riesca a evadere tutte le richieste in tempi brevi. A chi aveva programmato acquisti per domani, non resta che far passare il weekend e confidare nel CyberMonday.

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