Ambasciatore saudita attacca l’Italia, perché difende i diritti umani

1

I diritti umani prima di tutto. La Fiera Internazionale del Libro di Torino ritira l’invito all’Arabia Saudita, perché condanna a morte scrittore

I diritti umani nella penisola araba valgono ben poco. Lo dimostra l’ambasciatore dell’Arabia Saudita, il quale scrive una dura lettera aperta dopo che La Fiera internazionale del libro di Torino ritira l’invito fatto al suo paese per aver condannato a morte il giovane scrittore di 21 anni Ali Mohammed al-Nimr.

La Fiera internazionale del libro di Torino aveva garantito all’Arabia Saudita un invito come ospite speciale, dedicando uno spazio ampio 300 metri all’interno degli spazi espositivi. Ma alla fine di settembre, il presidente della Regione di Torino, Sergio Chiamparino, ha comunicato che l’invito dovrebbe essere riconsiderato, “data l’importanza, soprattutto in questo momento storico, di trasmettere messaggi univoci e coerenti circa il rispetto dei diritti umani”.

La fiera del libro ha annunciato questa settimana che il tema della fiera resta la letteratura araba, nonostante ciò l’Arabia Saudita non sarà più un ospite d’onore.

Era la prima volta che l’Arabia Saudita veniva ospitata ad una fiera internazionale.

Subito è arrivata la risposta dell’ambasciatore dell’Arabia Saudita in Italia, Rayed Krimly, che ha espresso in una lettera aperta la sua difesa della condanna a morte dello scrittore: “non è nostra abitudine interferire negli affari interni delle altre nazioni, e di certo non tolleriamo che altri cerchino di interferire nei nostri”.

Coerente e di certo più mirata la critica dello scrittore Mohammed Hasan Alwan , il quale ha invece spiegato che l’invito ed il suo ritiro non devono essere utilizzati come atti di ritorsione verso la politica di un paese, e che emarginare l’Arabia Saudita equivale a punire non il governo, ma gli scrittori sauditi che fanno tanta fatica ad emergere ed esprimere la loro opinione in ambito internazionale.

Intanto resta la condanna a morte per lo scrittore di appena 21 anni Ali Mohammed al-Nimr, accusato di aver preso parte ad alcune proteste mosse contro il governo quando aveva 17 anni. Ali Mohammed al-Nimr è stato condannato per ben 14 reati tra cui aggressione contro le forze armate del governo.

La pena di morte dovrebbe essere somministrata al giovane sotto forma di decapitazione o di crocifissione.

Loading...
SHARE