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Ameglia, 5 mesi per un mini ponte non bastano: però vogliamo il Tav

Il 25 ottobre scorso, ad Ameglia, in provincia di La Spezia, l’alluvione travolgeva un tratto del Ponte della Colombiera. La riflessione preliminare va fatta sui criteri con cui vengono realizzate le opere pubbliche nel nostro paese. Com’è possibile che basti una pioggia d’intensità superiore alla norma per buttare giù un centinaio di metri di un ponte? Forse i progetti redatti dai tecnici e approvati dai politici non tengono conto della variabile maltempo? Poteva essere una tragedia, solo il fato l’ha evitato. Tante altre volte, come sappiamo, è andata diversamente

Se l’Italia fosse un paese normale, il ponte crollato cinque mesi fa sarebbe stato già ricostruito da un pezzo. Si tratta di una infrastruttura assolutamente necessaria per l’economia ligure. Di fatti molte aziende che lo utilizzavano sono in crisi e rischiano la chiusura. Regione e Provincia, puntualmente, sostengono che l’opera verrà ripristinata nel più breve tempo possibile. Ad oggi, però, nulla è cambiato. L’opera resta lì, mutilata: un turista che si avvicinasse potrebbe pensare che l’altro ieri c’è stato un terremoto del quinto grado della scala Richter.

La vicenda del Ponte della Colombiera ci porta inevitabilmente a parlare di Tav. Ma come fa, un paese che non riesce a ripristinare i collegamenti basilari ed essenziali, a immaginare di costruire un’opera faraonica? Il dramma dell’Italia sono le piccole infrastrutture che non vengono realizzate; o che, se esistenti, non vengono mai migliorate. In questo paese cinque mesi non sono sufficienti per rendere agibile un ponte di ridotte dimensioni, eppure fondamentale per l’economia locale. Gli stessi politici che non riescono a risolvere problemi ordinari, trasformandoli in straordinari, pretendono di sfondare le montagne per qualche decina di chilometri per fare viaggiare più velocemente delle merci che già oggi possono tranquillamente circolare sulle infrastrutture esistenti.

Da destra a sinistra (hanno ancora senso queste categorie politiche?), tutti i nostri rappresentanti sono concordi nell’affermare che il Tav è assolutamente necessario e va fatto con o senza il sostegno della popolazione. In Liguria, imprenditori e semplici cittadini vorrebbero che il Ponte della Colombiera venisse ricostruito da subito, eppure non vengono ascoltati. Ne possiamo ricavare la seguente deduzione logica: più un’opera è utile, meno la classe politica si impegna a costruirla; e meno un’infrastruttura serve, più la classe politica è compatta e determinata nel realizzarla.

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