Amianto nelle lanterne volanti cinesi: il Ministero della salute vieta la vendita in Italia e ordina il ritiro

Il Ministero della Salute ha disposto il divieto di vendita nazionale, il ritiro ed il richiamo dal mercato di un articolo prodotto nella Repubblica popolare cinese, importato e distribuito in Italia dalla ditta Ebbei Store, a causa della presenza di amianto. Stiamo parlando delle Lanterne volanti, uno dei prodotti più venduti negli ultimi anni, utilizzati per lo più in eventi quali compleanni, matrimoni, San Valentino. Il ritiro è avvenuto a seguito del sequestro da parte della Asl RMC di Roma di 32 lanterne volanti della ditta Leone d’oro di Viale Palmiro Togliatti 1053, per la presenza di cordini in materiali di amianto; ebbene, sembra che nel cordino della struttura vi siano amianto friabile. L’allarme è piuttosto serio e di rilevante importanza, visto che l’amianto è risultato essere molto pericoloso poichè altamente cancerogena; secondo quanto riferito, sembra che gli utenti corrano lo stesso rischio, qualora l’oggetto cadesse a terra, perchè potrebbe verificarsi la dispersione delle fibre stesse; è stato il centro regionale amianto del Lazio che ha riscontrato nel cordino, che sostiene la struttura della lanterna, la presenza di amianto friabile.

Nell’ordinanza di ritiro immediato, si legge: “La persona più a rischio è chi maneggia direttamente la lanterna; toccando il cordino infatti, le fibre di amianto possono sfaldarsi, essendo di materiale friabile( praticamente amianto puro); ugualmente il rischio di dispersione delle fibre si può avere quando l’articolo ricade a terra”.

L’importatore in Italia in collaborazione con le ditte distributrici dovrà completare il ritiro degli articoli eventualmente ancora presenti nella rete, mentre per quelli che purtroppo sono stati già acquistati dai consumatori bisognerà richiedere la restituzione tramite cartelloni, sistemi di rintraccio clienti o altri modi efficaci, avvisando quanti più consumatori possibili informandoli del rischio legato all’amianto. Il Ministero della Salute ha comunque tenuto a precisare, attraverso una nota, che fortunatamente non tutte le lanterne cinesi contengono amianto, ma ve ne sono tante altre con la struttura in filo di ferro.

“Comunque, ai fini cautelativi, il ministero ha disposto ai Nas di estendere il divieto di vendita a tutti gli articoli sprovvisti di idonea certificazione attestante l’assenza di amianto; questi verranno campionati ed inviati ad analisi presso i Centri regionali amianto”, e “saranno rilasciati a libera commercializzazione solo quelli privi di amianto”. Qualora qualcuno abbia già acquistato alcune delle lanterne in questione, il Ministero invita a prendere alcune precauzioni, ovvero evitare di aprire le confezioni, e qualora queste siano state già aperte, evitare di manipolare il cordino, non gettare nella spazzatura le lanterne acquistate, ma conservarle sigillate e restituirle al negozio dove sono state acquistate.Le fibre di amianto sono cancerogene se inalate e possono causare il mesotelioma pleurico, una forma rara e aggressiva di tumore e per questo motivo si tratta di un allarme piuttosto serio.

Che cosa è L’amianto (o asbesto) è un materiale fibroso, costituito da fibre minerali naturali appartenenti ai silicati e alle serie mineralogiche del serpentino (crisotilo o amianto bianco) e degli anfiboli (crocidolite o amianto blu). Le fibre minerali comprendono sia materiali fibrosi naturali, come l’amianto; sia fibre artificiali, tra le quali la lana di vetro, la lana di roccia, ed altri materiali affini. L’amianto ha trovato un vasto impiego particolarmente come isolante o coibente e, secondariamente, come materiale di rinforzo e supporto per altri manufatti sintetici (mezzi di protezione e tute resistenti al calore). Attualmente l’impiego è proibito per legge, tuttavia la liberazione di fibre di amianto da elementi strutturali preesistenti, all’interno degli edifici può avvenire per lento deterioramento di materiali che lo contengono oppure per danneggiamento diretto degli stessi da parte degli occupanti o per interventi di manutenzione. L’amianto di solito si ritrova in forma compatta, inglobato in una matrice cementizia (cementoamianto in copertura, canne fumarie ecc.) o in altre matrici (pavimenti in linoleum, pareti, pannelli ecc.), ma e possibile trovarlo anche in forma friabile, più pericolosa, nel caso di utilizzo come insonorizzante o isolante sui controsoffitti e/o sulle pareti. La liberazione di fibre di amianto all’interno degli edifici, dove è presente, può avvenire per lento deterioramento dei materiali costitutivi (isolanti o coibenti), per danneggiamento diretto degli stessi da parte degli occupanti o per interventi di manutenzione inappropriata.

I RISCHI PER LA SALUTE Le fibre di amianto inalate possono causare gravi malattie, in particolare, ma non solo, a carico dell’apparato respiratorio. L’amianto è un potente agente cancerogeno, in grado di provocare tumori del polmone, della pleura o del peritoneo e probabilmente anche di altri organi. Il potere cancerogeno dell’amianto è superiore a quello noto del fumo di sigaretta e anzi lo potenzia, nel senso che il rischio di tumore di un fumatore esposto contemporaneamente a fibre di amianto è molto maggiore. Quando inalato a dosi elevate o per lungo tempo, l’amianto può provocare malattie dei polmoni (asbestosi) mentre i tumori, in particolare quelli della pleura, possono essere causati anche da dosi molto basse. Non riusciamo a sapere quanti tumori del polmone possano essere attribuiti all’amianto; sappiamo invece che quasi tutti i tumori della pleura chiamati mesoteliomi sono dovuti a inalazione di fibre di amianto avvenuta in periodi anche molto lontani (fino a 30, 40 anni prima). Si tratta di tumori relativamente rari (1.000 casi all’anno in Italia, circa 4 in Trentino) la cui frequenza è però aumentata costantemente negli ultimi anni. Una parte di essi colpisce chi ha lavorato in passato con l’amianto ma una parte è attribuibile a esposizioni non lavorative o ambientali. Benché la scienza oggi non sia in grado di stabilire con certezza un livello di esposizione ad amianto che sia sicuro, ciò non significa che qualsiasi esposizione sia di per sé pericolosa. Quasi ogni giorno siamo esposti alla possibilità di inalare qualche fibra però, sulla base dei dati scientifici, la probabilità che qualcuno di noi si ammali tra qualche anno di malattie correlate a questi livelli di fibre di amianto è bassissima. Sappiamo comunque che più polvere di asbesto si inala maggiore è il rischio per la salute. Per questo dobbiamo limitare le possibilità di respirare fibre di amianto. Il rischio è maggiore quando si opera su materiali contenti amianto (demolizioni, manutenzioni, riparazioni, ecc.) senza adeguate protezioni o su materiali di amianto non trattati in maniera idonea. La migliore raccomandazione in presenza di amianto è di non allarmarsi inutilmente, senza però ignorare il problema sottovalutandone il rischio. Per questo è importante individuare le zone in cui è presente, sorvegliandone le condizioni e proteggendo tutte le persone che possano avere a che fare con esso. Quando il materiale è in buone condizioni e non viene manomesso è molto improbabile che esista un pericolo apprezzabile di rilascio di fibre di amianto. Ci sono invece situazioni in cui diventa necessario procedere alla bonifica. I materiali compatti (che possono essere sbriciolati o ridotti in polvere solo con l’ausilio di attrezzi meccanici), nei quali l’amianto è fissato fortemente alla matrice come il cemento-amianto o il vinilamianto, hanno nulla o scarsa probabilità di liberare fibre se non alterati o non degradati. Altri materiali definiti “friabili” si possono sbriciolare anche con la sola pressione delle dita e per essi la probabilità di rilascio di fibre è decisamente più elevata: per questo l’amianto friabile è considerato più pericoloso e merita una maggiore attenzione. La sola presenza di amianto non è necessariamente fonte di malattia: il rischio insorge quando c’è una dispersione di polveri contenenti amianto (per danneggiamento dei materiali o per alterazione della struttura) che possono essere respirate dalle persone.

PER IL CITTADINO VERIFICARE LA PRESENZA DI AMIANTO Per tutelare la nostra salute è importante sapere se i materiali che ci circondano contengono amianto. La presenza di amianto in un materiale compatto può essere sospettata sulla base delle sue caratteristiche visive: è comunque più facile individuare il cemento amianto (coperture in “eternit”) che il vinilamianto (certi pavimenti in “linoleum“). In molti casi è possibile ottenere informazioni sulla natura del materiale chiedendole a chi lo ha installato o recuperando i documenti di acquisto. È preferibile però affidarsi a personale esperto in grado di dare indicazioni più precise (di solito le stesse ditte incaricate della rimozione) ma la presenza può essere provata con certezza solamente tramite esami approfonditi eseguibili presso laboratori (con spesa contenuta). In ogni caso è sconsigliato procedere personalmente al prelievo di pezzetti di materiale per portarli al laboratorio. Per consigli su come comportarsi è possibile contattare gli esperti dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari o dell’Agenzia provinciale per la Protezione dell’ Ambiente. VALUTARE IL RISCHIO Una volta accertata la presenza di amianto è necessario valutare se questa può comportare rischi per le persone. La scelta degli interventi da mettere in atto dipende dall’entità del rischio ed è legata a molti fattori: „ i quantitativi di amianto; „ il grado di friabilità dei manufatti; „ il tipo di legante della matrice; „ la posizione e la possibilità di contatto o di danneggiamento; „ condizioni di conservazione del materiale (presenza di sfaldamenti, crepe o rotture); „ le dimensioni dei manufatti; „ la frequentazione del sito da parte di persone.Molto importante è l’esame della superficie del manufatto. C’è possibilità che le fibre di amianto vengano rilasciate nell’aria se: „ la superficie è danneggiata, graffiata o fratturata; „ il materiale è soggetto a disturbo (per esempio se è esposto a contatti meccanici o a danneggiamenti accidentali). Per quanto riguarda le coperture, i principali punti da prendere in considerazione per valutare lo stato di degrado sono: „ la compattezza; „ le condizioni della superficie; „ l’integrità della matrice; „ la presenza di trattamenti protettivi della superficie; „ lo sviluppo di muffe, licheni e muschio; „ la presenza di stalattiti e stillicidi. Ulteriori informazioni derivano dalla valutazione di un eventuale affioramento delle fibre.

PRENDERE UNA DECISIONE All’esito della valutazione del rischio si dovranno prendere decisioni a seconda delle diverse situazioni. MANUFATTI CONTENENTI AMIANTO IN BUONE CONDIZIONI DI CONSERVAZIONE “Fare qualcosa” per il rischio da amianto non significa necessariamente “toglierlo”. Quando il materiale che contiene amianto è in buone condizioni, non è facilmente soggetto a danneggiamenti ed è improbabile che venga maneggiato è più conveniente lasciarlo “tranquillo” e adottare una strategia di bonifica o di manutenzione e controllo periodici affidati a ditte specializzate. GESTIRE AMIANTO LASCIATO IN LOCO Se decidete di lasciare dov’è un manufatto in buone condizioni, bisogna: „ prendere nota di dove si trova, ad esempio segnalandolo su una mappa; „ tenere delle immagini fotografiche (che serviranno anche per un confronto successivo); „ tenere registrazione delle informazioni che lo riguardano; „ segnalare la presenza con il simbolo dell’amianto, in modo che tutti sappiano che è presente e che deve essere trattato di conseguenza. Assicuratevi che venga fatto un efficace piano di controllo periodico dell’amianto in loco, compreso quello eventualmente riparato, ricoperto o incapsulato, per verificare che le sue condizioni non siano cambiate nel tempo. La periodicità dei controlli dipende dal tipo di materiale, dalla sua collocazione e dalle sue condizioni. In edifici nei quali l’amianto presente è adeguatamente controllato i livelli di fibre nell’aria risultano spesso non significativi. MANUFATTI CONTENENTI AMIANTO IN CATTIVE CONDIZIONI DI CONSERVAZIONE Se il manufatto è in cattive condizioni o è soggetto a possibili danneggiamenti e disturbi, dovrete decidere come intervenire per effettuare una bonifica. Bonificare non vuole dire necessariamente rimuovere, il materiale può in alternativa essere confinato o incapsulato. Si tratta di valutazioni che è bene siano prese da personale esperto e non unicamente su base economica. Dal momento che le pratiche di bonifica per loro stessa natura potrebbero favorire la liberazione di fibre nell’aria occorre che vengano adottate tutte le necessarie procedure di sicurezza. In rarissimi casi un manufatto contenente amianto danneggiato può essere riparato, può invece essere ricoperto con materiali protettivi (confinamento) o incapsulato in altri materiali non pericolosi, ad esempio in attesa di una successiva rimozione. In ogni caso si tratta di operazioni che devono essere fatte da personale specializzato e autorizzato. Ovviamente si raccomanda di eliminare anche le cause potenziali di ulteriore danneggiamento. Se si ritiene possibile il rilascio di fibre dal materiale e questo non può essere facilmente bonificato, oppure è possibile un ulteriormente danneggiamento, o si decide di risolvere definitivamente il problema, allora è bene optare per la sua rimozione. La bonifica può essere anche effettuata mediante: „ separazione dalle aree dell’edificio dall’ambiente esterno e dalle aree occupate da persone mediante una barriera a tenuta (sovracopertura o confinamento); „ trattamento con prodotti penetranti o ricoprenti certificati (incapsulamento) e magari con l’occasione integrati con l’applicazione di materiali coibenti a spruzzo. In entrambi i casi si tratta di operazioni da effettuarsi solo da personale dotato di idonee protezioni e autorizzato dall’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari. Eventuali smaltimenti di materiale contenente o contaminato da amianto devono avvenire in siti e per tramite di trasporti autorizzati. Rimozioni eseguite scorrettamente possono aumentare il rischio di malattia delle persone esposte o creare un rischio laddove non esisteva attraverso una contaminazione ambientale. INFORMAZIONI A TERZI Le persone che possono avere a che fare con i materiali contenenti amianto (personale di pulizia o di manutenzione, tecnici manutentori esterni, riparatori, antennisti, spazzacamini, ecc.) devono essere preventivamente informate in modo che possano adottare procedure di sicurezza adeguate. Devono essere avvertite anche le persone che, per il loro lavoro o per il loro comportamento all’interno dell’edificio possono rendersi responsabili di danni ai materiali (muratori nella esecuzione di opere di ristrutturazione o manutenzione straordinaria, riparazioni ecc.) IL CITTADINO DI FRONTE AL MATERIALE CONTENENTE AMIANTO Il proprietario di edifici contenenti amianto o chi ne ha la responsabilità deve preoccuparsi del possibile rischio delle persone che li occupano a scopo abitativo, lavorativo, pubblico, ecc. Tutelare le persone da questo rischio è un obbligo (DM 6/9/94). Deve procedere alla verifica dei materiali, alla valutazione dello stato di degrado e del rischio che ne può derivare alla salute delle persone e alla conseguente gestione del problema: monitoraggio, sorveglianza e/o bonifica. Deve inoltre informare adeguatamente le persone che potrebbero esserne interessate. Il cittadino non proprietario che si trova a convivere con un manufatto di questo genere, ha il diritto di avere dal proprietario le informazioni in merito alle procedure messe in atto per la valutazione e il controllo del rischio. Qualora non abbia risposte o non le ritenga soddisfacenti il cittadino può segnalare il rischio per se stesso, la popolazione e per l’ambiente al Sindaco del comune sul quale è locato lo stabile, il quale a sua volta, previa valutazione tecnica, può obbligare il proprietario a intervenire. Nel caso in cui il cittadino ritenesse che un cantiere di rimozione amianto non disponga o non proceda con le dovute cautele causando un potenziale rischio per i lavoratori addetti o per la propria e altrui salute, lo può segnalare all’organo di vigilanza (Unità Operativa di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari).

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