Home » Politica & Feudalesimo » Amministrative 2013, le ipocrite analisi della destra-sinistra radical chic

Amministrative 2013, le ipocrite analisi della destra-sinistra radical chic

giornali 3Circa un italiano su due non è andato a votare. Giornalisti e politici della destra-sinistra radical chic hanno già sentenziato: “c’è sfiducia da parte degli italiani in chi li dovrebbe rappresentare e il Movimento 5 Stelle non ha fatto nulla in questi mesi, non si è accordato con Bersani, non è credibile”. Che la sfiducia verso la classe politica e le istituzioni in genere ci sia è innegabile. La crisi economica è devastante e la luce in fondo al tunnel non si vede proprio. Ma siamo sicuri che il punto sia solo questo? Siamo sicuri che i cittadini non votano o rivotano il Pd e il Pdl solo per queste ragioni?

Un altro dato importante emerso alle amministrative è il crollo del Movimento 5 Stelle, che non ha conquistato nessuna città. Ad ogni modo, nella migliore ipotesi, il movimento fondato da Beppe Grillo avrebbe potuto vincere in 4-5 comuni, non di più. Inutile pensare che un sindaco su quattro potesse essere a 5 stelle.

Il voto amministrativo, in particolare quello dei comuni, funziona così. A prevalere non è chi è più onesto e competente; chi ha il programma migliore; chi non ha le mani sporche di furti. Federico Pizzarotti, che in un anno a Parma ha fatto benissimo (ha ridotto il debito di 200 milioni) è l’eccezione. La regola – specie in certi territori – vuole che a prevalere nelle amministrative sia chi ha più parenti, più poltrone e stipendi da spartire, più buoni benzina da distribuire, più promesse improbabili da fare.

Gli ipocriti della destra-sinistra radical chic negano in maniera spudorata il fattore Clientelismo: come se non esistesse. Come se qua ci fosse solo il voto libero. Come se fossimo la Germania o la Svezia. La destra-sinistra radical chic, con la puzza costantemente sotto il naso, sopra il suo piedistallo d’oro, si sforza di fare analisi tanto raffinate quanto improbabili. Qualcosa di vero magari c’è, ma ignorare completamente il fattore Clientelismo è di una mala fede, o di una ignoranza, incommensurabile. A Siena e Roma hanno stravinto i soliti vecchi partiti. Nonostante ruberie e scandali. Invece si è parlato di Siena e Roma come di città normali, dove si vota liberamente. Proprio sicuri che chi è stato infilato nell’ente Z dal politico Y sia libero di votare chi vuole?

I cittadini non votano più in massa perché i tempi in cui portavi una decina di voti e avevi un lavoro sono finiti. I soldi nelle casse dei comuni non ci sono più. Molti di quelli che votano i partiti tradizionali lo fanno non perché ci credono ancora, ma perché in passato hanno ricevuto favori e sperano di riceverli anche in futuro. Ovviamente non è sempre e per tutti così. Ma è innegabile che alle amministrative molti italiani ancora votano in base a questi criteri. Ovviamente alla destra-sinistra radical chic non importa.

Loading...

Altre Storie

Eman Ahmed, morta la donna più grassa del mondo

Eman Ahmed, morta la donna più grassa del mondo: era ricoverata ad Abu Dhabi. La donna …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *