Amnesty International dichiara inaccettabile il trattamento dei rifugiati in Croazia e Solvenia

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Il gruppo per i diritti umani Amnesty International ha descritto “inaccettabile” e “spaventose” le condizioni in cui versano attualmente quasi 2.000 rifugiati bloccati al confine tra la Croazia e la Slovenia.
Un team di ricerca inviato da Amnesty ha detto sui loghi in esame ha trovato che 1.800 rifugiati, tra cui molti bambini e neonati, sono rimasti bloccati sotto la pioggia nel bel mezzo della notte in un posto di blocco a Trnovec, situato tra frontiere dei due paesi.

La forze di polizia avevano recintato il confine tra i due paesi lasciando praticamente i rifugiati a se stessi in una terra di nessuno, senza alcun ausilio. Secondo Amnesty International: “Polizia croata ha cercato di giustificare le proprie azioni dicendo ‘Lo fanno tutti -. Guardate Ungheria’. Questo atteggiamento è terribile e pericoloso,“. Ha dichiarato Barbora Černušáková.

Barbora Černušáková ha anche avvertito che se gli altri stati dell’Unione europea (UE) non rispondono correttamente alla situazione”, si potrebbe innescare un “effetto domino con conseguenze drastiche” per migliaia di persone che arrivano nel continente, con una cadenza ormai quotidiana.
Nel corso delle ultime settimane, i Balcani e l’Europa centrale hanno lavorato per arginare il flusso di profughi nei loro paesi aiutandoli a raggiungere gli stati economicamente forti dell’Europa come la Germania e la Svezia. Ora però il flusso sembra essersi invertito, poiché i paesi disposti ad accettare nuovi profughi hanno chiesto misure restrittive, per via dell’enorme afflusso registrato.

L’incidente di lunedì è avvenuto pochi giorni dopo la chiusura della frontiera ungherese al confine con la Croazia, e i paesi dei Balcani settentrionali hanno imposto restrizioni più severe a continuo afflusso di rifugiati provenienti dal Medio Oriente e gli Stati africani.
Secondo l’agenzia Frontex dell’UE, più di 700.000 rifugiati e richiedenti asilo sono entrati nei paesi europei finora dall’inizio di questo anno attraversando il Mar Mediterraneo. Di queste si stima finora che circa 3.000 persone hanno perso la vita durante il loro viaggio verso l’Europa.

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