Antonella Clerici intervistata da Rita Dalla Chiesa sul rapporto tra lei e il suo Eddy

Che bella che è questa donna. Bella nel profondo, perché Antonella possiede la bellezza della normalità. È allegra e vera nei sorrisi che fa davanti alle telecamere, nei colori che si mette in trasmissione, nella leggerezza con cui vive il suo successo. Senza l’ansia o i proclami di molte sue colleghe.

È una di noi, che se la mattina si vede un po’ stropicciata allo specchio, va oltre, perché sa che di là c’è Maelle che l’aspetta, il suo grande amore, una bimba arrivata in età adulta, e vissuta quindi con un’intensità e una consapevolezza diverse da chi, invece, ha un figlio a vent’anni. «È la mia pri-, orità, l’ho voluta e aspettata con % i tutta me stessa, è l’unico motivo ! per cui potrei smettere di lavorìi ! rare anche domattina», racconta quando la incontriamo in escludi siva per i lettori di Visto. la

Quando arriva agli studi della Dear per La prova del cuoco,

ittrjce Antonella ha già vissuto di a. corsa la sua mattina, come milioni di altre mamme. Si sveglia prestissimo, prepara Maelle, la porta all’asilo, fa un po’ di ginnastica «perché altrimenti quando torno dal lavoro, la sera, sono troppo stanca», e corre a fare la sua trasmissione. La sera, cena quasi sempre a casa sua con Eddy e Maelle. Poi un film in Tv e a letto. «Qualche volta invito a cena i miei amici, ma sono sempre quelli, vengono per mangiare i miei risotti e le mie cotolette alla milanese».

Antonella piace alle donne, perché non la vivono come un pericolo, e agli uomini perché è sensuale, anche se lei dice di non accorgersene. «È vero, io la sento molto la simpatia delle donne, perché sto sempre dalla loro parte, mi calo sempre nei loro panni, e cerco di fare una televisione che sia sempre leale e corretta con loro. Con gli uomini, invece, non mi sono mai sentita particolarmente desiderata. Anzi, ho sempre avuto dei complessi di inferiorità, sono una che non si sente mai all’altezza delle cose.

E quando mi dicono che sono bella o che ho una scollatura accattivante, faccio fatica a crederci». Sì, ma io ho sentito spesso dei giudizi tipo: “La Clerici è solare, piena di vita, e poi si vede che le piace mangiare bene”. E quando una donna non fa la schizzinosa a tavola vuol dire che vive bene anche l’intimità. «Forse hai ragione», mi dice. «Il mio successo con gli uomini dipende dal fatto che vedono in me una donna goduriosa, passionale, che non toglie il grasso al prosciutto, e che le verdure grigliate o l’insalata le mangia come contorno e non come primo, secondo e terzo.

Il rapporto con il cibo va di pari passo con il rapporto che abbiamo con noi stesse e con gli altri. E siccome mi piace mangiare, mi piace anche fare bene l’amore. Ma solo se sono presa dal sentimento, dev’esserci anche un coinvolgimento emotivo, di testa». Antonella non ha mai avuto uomini famosi o potenti che l’aiutassero nella salita al trono di regina del mezzogiorno in Tv. «Anzi, mi sono sempre scelta uomini normali. Non mi interessa il potere, ma non mi sono nemmeno mai piaciuti i “bravi ragazzi”, mi sono sempre sembrati un po’ sfigati. Anche se oggi li rivaluterei. Io mi devo innamorare. Poi succede, come è successo, che mi innamori di un uomo scomodo. Ci sei passata anche tu: non è facile vivere una storia d’amore con un uomo più giovane».

Ci sono delle difficoltà oggettive. Tipo: qual è la cosa che ti fa più male? «Le chiacchiere inutilmente cattive della gente. Sentire chiamare Eddy il toy boy della Clerici, per esempio. Con lui, che è il mio compagno, io ho avuto una bambina, il nostro è un legame forte, importante. Può essere un rapporto problematico quanto vuoi, ma è comunque un grande amore. Da parte di tutti e due».

Qualche tempo fa Antonella e Eddy hanno vissuto una crisi. Lui era stato sorpreso, fuori da una discoteca, con una tizia che sembrava avesse chiamato lei i fotografi. Succede, con gli uomini e le donne famose. C’è sempre chi che cerca la copertina a discapito della sofferenza di un’altra persona. Ma la cosa, anche se può aver fatto star male Antonella, ha reso ancora più solida la sua storia.

Ti è mai venuta la tentazione di fargliela pagare? «Milioni di volte. Ma ho capito che la gioventù fa fare degli sbagli, degli errori, e forse è nella logica delle cose. Quello che gli ho detto è che se io devo capire, proprio perché lui è più giovane, alcune sue debolezze, lui deve però avere la consapevolezza di stare con una donna più grande. E qualche fragilità posso averla anche io. Quindi ci vuole rispetto reciproco.

E poi l’ho pregato di non dimenticare mai che io sono anche un personaggio pubblico, conosciuto, e che sentirmi ridicola di fronte agli altri è qualcosa che mi ferisce profondamente. Le storie d’amore possono anche finire, ma non dovrebbe mai finire la sensibilità nei confronti di chi hai amato fino al giorno prima».

Antonella parla di Eddy con un affetto infinito. Mi chiedo se capiti anche a lei di avere, ogni tanto, dei momenti di malinconia, di nostalgia. «Nostalgia no. Se non ho voluto alcune persone o situazioni, anni fa, vuol dire che in quel momento non erano quelle giuste per me. Ho avuto due mariti, un compagno. Ogni tanto mi chiedo se con una maggiore maturità le cose sarebbero potute cambiare.

Ma la risposta è sempre no. Se i rapporti si rompono, meglio lasciarli andare. I cerotti si vedrebbero sempre». E la malinconia? Quella che ti assale quasi sempre di sera (almeno a me)? «Sì, ma passa subito. Come tutte le persone positive e allegre ho anche io la mia brava vena malinconica. Non ho rancori: butto subito fuori il rospo e finisce lì. Certo, quando mi guardo indietro e vedo gli anni che passano, non è facile non avere un po’ di magone.

L’importante è non rapportarsi con le ventenni, ma solo con le splendide coetanee che vivono la nostra stessa età e sono ancora in pista alla grande. Guarda Monica Beliucci o Kim Basinger come sono ancora belle. Certo, a 30 anni pensi di avere ancora tutta la vita davanti. Poi il tempo si restringe e ti viene la voglia di fare tante altre cose, di goderti di più la vita. Ma mi dico sempre che questa è la mia vita, mi piace così com’è, non la posso guidare. Va nella direzione che ho scelto io e ci sto bene».

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