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Attentato ad Ansbach Monaco, arrestato l’amico 16enne di Ali

BERLINO Weekend da incubo in Germania. Dopo la strage di Monaco e l’aggressione a colpi di machete che ha provocato un morto e due feriti a Reitlingen da parte di un rifugiato siriano, ieri notte una forte esplosione ad Ansbach, vicino Norimberga, davanti ad un ristorante ha provocato la morte di una persona e il ferimento di altre 11. L’esplosione è avvenuta nel centro della città davanti ad un ristorante. Inizialmente si era parlato di una possibile fuga di gas, poi il sindaco della città non lontana da Norinberg, Carda Seidel parlando con i giornalisti ha parlato di una bomba. La zona è stata isolata dalla polizia e dai pompieri. Un concerto all’aperto in corso nelle vicinanze è stato bloccato e i circa 2.500 spettatori hanno lasciato il posto. L’esplosione è avvenuta poco dopo le 22. Sul posto oltre ai pompieri e mezzi di soccorso, sono arrivati anche alcuni elicotteri. Il ministro dell’Interno bavarese Joachim Herrmann è rientrato d’urgenza da Berlino per recarsi ad Ansbach.

Intanto proseguono le indagini sull’autore della strage a Monaco venerdì sera, Ali David Sonboly, un diciottenne tedesco-iraniano che ha ucciso 9 persone, per lo più ragazzini, e poi si è suicidato, aveva programmato da un anno il suo folle gesto. La polizia ieri ha arrestato un ragazzo sedicenne, amico di Ali, sospettato di essere stato a conoscenza del piano d’attacco e di aver avuto un ruolo proprio nella pubblicazione del falso annuncio su Facebook.

Prima dell’intervento degli agenti speciali, Ali era stato riconosciuto in tv dal padre, Massoud Sonboly, un tassista iraniano. Pochi fotogrammi sono bastati per fugare qualsiasi dubbio circa l’identità del killer. L’uomo è uscito di casa e senza indugi ha denunciato il figlio-terrorista. Ali voleva semplicemente vendicarsi del bullismo subito a scuola ed emulare nella sua mente malata i suoi idoli stragisti: il norvegese Anders Behring Breivik, il cui massacro di 77 persone era avvenuto proprio venerdì di cinque anni prima, e lo studente tedesco Tim Kretschmer che nel 2009 aveva fatto irruzione armato in una scuola a Winnenden, vicino Stoccarda, uccidendo 15 alunni e professori e poi suicidatosi. Proprio come Breivik aveva redatto una specie di testamento, sequestrato a casa dalla polizia. Per prepararsi, era anche andato a Winnenden e aveva fatto delle foto.

Gli inquirenti comunque escludono un movente politico. Le vittime erano ragazzi provenienti da famiglie di migranti ma secondo la polizia non se le era scelte e non le conosceva. L’arma, una pistola di tipo Glock 17 calibro 9 se l’era procurata nello spazio anonimo della “rete nera”, senza dunque dover fornire la sua identità, ed è omologata in Slovacchia. È una pistola di quelle usate in teatro ma riadattata e resa funzionante. Nello zaino aveva 300 pallottole: ha sparato almeno 57 colpi. Oltre alle nove vittime, altre 35 persone sono rimaste ferite di cui tre sono in pericolo di vita. L’attentatore soffriva di fobie sociali e depressioni ed era stato ricoverato in clinica psichiatrica. L’ultima visita risaliva a giugno. Nella sua casa è stato rinvenuto anche un libro sulla strage di Breivik: “Gesto folle – Perché gli studenti uccidono”. Per attirare il maggior numero di clienti nel fastfood, con un finto account su Facebook, aveva annunciato che avrebbe offerto a tutti da mangiare da McDonald’s «Era il tentativo di attirare lì gente», ha detto Heimberger.

Comincia una nuova settimana, ma prima di archiviare quella vecchia consentitemi alcune riflessioni. La prima riguarda la strage di Monaco già commentata da par suo dal nostro eccellente Mario Giordano. Alle parole del quale desidero aggiungere una chiosa. Giornali e tivù più o meno autorevoli si sono accontentati di dire che l’assassino non ha agito in sintonia con l’isis e roba del genere. L’islamismo non centra, figuriamoci. La diagnosi largamente condivisa indica nella pazzia, nella depressione, nel disagio sociale e anche del disadattamento le cause che hanno scatenato AH David Somboly, trasformandolo da ragazzo triste in spietato killer.

Ecco. Questa sbrigativa spiegazione mi sembra inadeguata, per non dire idiota. Infatti in tanti anni di attività quale cronista non ho mai conosciuto uno stragista sano di mente. Chiunque si metta a sparacchiare sulla gente inerme è innocente è per definizione un soggetto psichiatrico. Non mi si venga a dire che il giovanotto il quale ha falciato con un camion coloro che passeggiavano a Nizza lungo la promenade fosse un tipo equilibrato, eppure nessuno lo ha liquidato come semplice dissennato. Senza dubbio egli non era completamente registrato, però nel momento in cui ha portato a termine il piano criminale sapeva cosa facesse, e dal suo punto di vista lo ha fatto con grande lucidità.

L’esatta fotocopia dell’iraniano diciottenne che ha messo in ginocchio la Baviera. E che vogliamo dire dei kamikaze? Quelli per esempio delle Torri gemelle e i loro numerosi epigoni che hanno poi insanguinato la Francia e il Belgio. Vi sembrano uomini normali, con tutti i fili del cervello attaccati? fi noto il loro movente: fare secchi gli infedeli per rendere omaggio ad Allah c guadagnarsi il paradiso. Pur di uccidere muoiono essi stessi. Più suonati di così non si può, anche perche essi sono persuasi, una volta andati all’altro mondo, che in ciclo saranno accolti con speciali festeggiamenti, cioè da una moltitudine di vergini disposte a donarsi loro su letti di nuvole. Chi compie massacri in terra illudendosi di poter scopare in cielo o è pazzo o è scemo o entrambe le cose. La sua non è neanche una religione. Forse il Corano va esaminato al neuro deliri? Lo stesso reparto che sarebbe stato adatto ad Alì.

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