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Autismo, Gianluca Nicoletti: ‘Mio figlio a 18 anni non sarà un fantasma’

L’autismo, un’infermità che malauguratamente è costantemente più abituale anche tre giovanissimi e purtroppo non prese con le dovute misure dalla legge italiana.

Si è molto discusso in questi giorni sull’allarme lanciato da un padre, il corrispondente Gianluca Nicoletti il quale ha voluto raccontare l’infausta storia del figlio Tommy, autistico che il vicinissimo 26 febbraio compirà diciott’anni.

Il giornalista ha inviato una lettera, nella quale ha voluto rendere consapevole l’opinione pubblica sul legame tra infermità e la legge italiana.

Il ragazzo tra poco più di due settimane è proprio questo aspetto Gianluca Nicoletti, speaker radiofonico autore scrittore decide di raccontare la storia del figlio:

”A tutti gli effetti non sarà più considerato un autistico. Entra nel limbo dei fantasmi, di quelli che qualche psicanalista d’antàn chiama “i post autistici“, scrive Gianluca Nicoletti

Un diciottenne autistico visto come un fantasma, ossia troppo grande per la scuola, e per essere ammesso nei centri diurni, per essere sotto controllo dagli specialisti che lo hanno avuto in cura.

Gianluca Nicoletti dichiara, e prima del 23 febbraio serve un certificato del medico di base che attesti che il figliolo non è risanato dalle sue precedenti situazioni, cioè che ancora adesso soffre di autismo e soffre di convulsioni, questo certificato servirà all’Inps per poter prendere l’indennità di accompagnamento.

”Il primo atto sarà festeggiare il compleanno di Tommy non più autistico, in una location che stiamo cercando. Quelle del compleanno saranno anche le prime scene di un docufilm sull’autismo che stiamo girando. Il mio vuole essere un pungolo soprattutto alle famiglie bisogna inventarsi qualcosa. Penso ad esempio all’idea che alcune possano consociarsi in piccoli gruppi, mettendo insieme contributi pubblici e beni da dare ai figli per offrire un futuro dignitoso nel “dopo di noi”.

“Quelle del compleanno saranno anche le prime scene di un docufilm sull’autismo che stiamo girando.Il mio vuole essere un pungolo soprattutto alle famiglie- bisogna inventarsi qualcosa. Penso ad esempio all’idea che alcune possano consociarsi in piccoli gruppi, mettendo insieme contributi pubblici e beni da dare ai figli per offrire un futuro dignitoso nel ‘dopo di noi’“, ha aggiunto e concluso Nicoletti.

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