Avorio: mercato illegale in espansione

Chi compra l’avorio? Un sondaggio del National Geographic ci svela chi è e come ragiona l’acquirente medio

Le leggi che regolamentano il mercato dell’avorio non sono garanzia sufficiente per salvaguardare l’elefante africano, oggi più che mai a rischio per via delle sue preziose zanne.

Nonostante la massiccia campagna volta a demonizzare l’acquisto di oggetti e monili in avorio, la domanda di un vasto pubblico, sempre crescente, alimenta un mercato illegale dell’avorio che da a sua volta sostentamento a gruppi terroristici quali Al Shabaam e Boko Haram.

Il sondaggio pubblicato dal National Geographic svela che i paesi dove l’avorio è maggiormente richiesto sono Stati Uniti, Vietnam, Filippine, Thailandia e Cina.

Il 36% degli intervistati cinesi dichiara di acquistare regolarmente oggetti in avorio. In Vietnam la situazione è differente: solamente i 14% degli intervistati alimenta il commercio, ma addirittura il 57% acquisterebbe avorio se solo potesse permetterselo economicamente.

Terry Garcia, del National Geographic, ha visionato migliaia di interviste, ricavando che l’avorio rappresenta per il compratore medio uno status symbol.
C’è una discrepanza nettissima – osserva Garcia – fra chi compra l’avorio e chi al tempo stesso è in apprensione per l’estinzione dell’elefante africano.

“La gente è riuscita ad imbastire nella propria testa argomentazioni solide che fanno loro credere di essere nel giusto. Molti ritengono che acquistare qualche oggetto di tanto in tanto non inciderà sulla vita degli elefanti.
Qualcuno invece è consapevole del rischio di estinzione elevatissimo, ma proprio per questo decide di acquistare: queste persone temono che l’avorio possa finire da un giorno all’altro e pertanto ne fanno scorta.”

In realtà, la popolazione di elefanti africani, che fino a qualche anno fa ammontava a circa 600.000 esemplari, oggi è stata ridotta ad appena 400.000.
Ad aver aggravato la situazione è stata l’introduzione di una nuova regolamentazione – meno rigida – che ha alimentato il bracconaggio in Africa.

Ai paesi africani sono stati concessi permessi speciali per la vendita di zanne in avorio. In Cina e negli Stati Uniti l’avorio può essere importato seppur in quantità ridotta. Questa maggiore elasticità nei controlli ha consentito ai bracconieri di trovare nuovi stratagemmi per cacciare e vendere.

Terry Garcia prosegue:

“Per fermare l’ecatombe in atto è necessario che si riduca la richiesta di avorio da parte dei cittadini comuni. Negli Stati Uniti la campagna contro il fumo è stata un successo. E’ necessario inculcare l’idea che non sia “cool” acquistare avorio.”

Per far ciò, bisogna trovare nuove argomentazioni.

“A lei non interessa la salute degli animali? Che ne pensa se le dico che acquistando avorio sta finanziando gruppi terroristici come l’esercito di resistenza del signore o Al Shabaab?”

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