Bankitalia lancia l’allarme: evasione e corruzione dilaganti

Bankitalia lancia l’allarme: le minacce di riciclaggio in Italia “sono molto significative” per via della diffusione dilagante di corruzione, evasione fiscale e criminalità organizzata. Mentre tutte le attenzioni dei media nostrani sono rivolte a quanto sta accadendo in Grecia, la Banca d’Italia ci ricorda che la situazione nel ‘Bel Paese’ non è poi propriamente diversa da quella che sta vivendo il popolo ellenico. Il rapporto annuale sull’attività svolta dall’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF), infatti, non ci dà scampo.

Solo nel 2014, la UIF ha ricevuto circa 71.700 segnalazioni di operazioni sospette, ossia ben 7mila in più rispetto all’anno precedente. A preoccupare sono anche gli uffici della Pubblica Amministrazione, particolarmente esposti alla corruzione per l’ottenimento di appalti e finanziamenti pubblici. Nonostante gli uffici pubblici siano ricompresi tra i soggetti obbligati alla segnalazione, infatti, mostrano secondo il report di Bankitalia scarsa sensibilità per l’antiriciclaggio. E non è tutto: tra gli aspetti allarmanti vi sono sovvenzioni al terrorismo mascherati da attività di finta carità.

Strettissimo, secondo quanto si legge nella relazione dei tecnici di Palazzo Koch, il rapporto tra la criminalità organizzata e le amministrazioni. Politici, amministratori e tecnici facilmente corrompibili sono una garanzia per i promotori di attività illecite:

Le vicende più recenti – si legge – pongono in luce come la corruzione sia divenuta anche il mezzo attraverso il quale forme sempre più evolute di criminalità organizzata si infiltrano nell’apparato pubblico, ne condizionano le scelte e così ampliano la penetrazione nel tessuto economico e sociale anche in contesti diversi da quelli tradizionali, con gravi danni per la collettività. [Questo tipo di criminalità] ha sempre meno bisogno di ricorrere all’intimidazione e alla violenza, perché mira a integrarsi nelle istituzioni, a minarle dall’interno.

Un paragrafo intero, poi, l’Uif lo dedica all’evasione fiscale, presupposto fondamentale per la creazione di riserve di denaro da riciclare. Fin qui, le misure adottate dai governi che si sono succeduti negli ultimi anni, non sembrano aver avuto alcun effetto di sorta:

I reati fiscali costituiscono un presupposto ricorrente dei fenomeni di riciclaggio. L’evasione fiscale coinvolge in modo diffuso e trasversale vaste fasce di cittadini, riduce le risorse a disposizione della collettività e delle principali politiche sociali, alimenta l’economia sommersa. La globalizzazione dei mercati favorisce l’evoluzione e il consolidamento degli schemi elusivi, che si avvalgono di transazioni commerciali, interposizioni fittizie, articolate triangolazioni finanziarie, anche su scala internazionale. Ne deriva un quadro di scarsa trasparenza dell’operare economico e un’artificiosa complessità delle transazioni, che contribuiscono a creare un ambiente propizio al riciclaggio dei proventi derivanti anche da altri e più gravi reati.

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