Bari, le studentesse donano i capelli per le donne malate di cancro: “Un gesto naturale”

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Hanno donato ciocche dei loro capelli alle donne affette da tumore, in cura attraverso la chemioterapia: il gesto di solidarietà è stato compiuto da una ventina di ragazze della scuola media ‘Ottavio Serena’ nel corso del corteo storico medievale ‘Federicus’. Ogni anno in Italia 120mila donne si ritrovano a fare i conti col cancro, la chemioterapia, i cambiamenti del proprio corpo, che spesso non riconoscono. L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra la scuola media Ottavio Serena e la fondazione “Una stanza per il sorriso”, che nel reparto di oncologia dell’ospedale ‘Perinei’ di Altamura offre aiuto alle degenti affette da neoplasie.

Si tratta di “un gesto meraviglioso ed ancora più significativo – commenta l’associazione – vista giovanissima età delle ragazze. Brave!!! Grazie di cuore”.

Prima di dare un taglio netto hanno dovuto aspettare la rievocazione storica di ‘Federicus’, il corteo in costume medievale che richiede lunghe trecce e capelli raccolti. Dopo la sfilata, nessuna esitazione: via le ciocche, e per molte taglio a caschetto. Per una ventina di ragazzine di Altamura non è stata una scelta legata alla moda, ma la voglia di donare i capelli alle donne malate di tumore e soggette a chemioterapia.

“Un gesto importante – assicura Marialisa Moramarco, psicologa ed educatrice – soprattutto per studentesse di tredici anni, che ci tengono molto a curare le chiome fluenti”. L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra la scuola media Ottavio Serena di Altamura e la fondazione ‘Una stanza per un sorriso’, che nel reparto di oncologia dell’ospedale Perinei accoglie le donne malate di tumore, con volontarie, psicologhe ed estetiste. Ogni anno in Italia 120mila donne si ritrovano a fare i conti col cancro, la chemioterapia, i cambiamenti del proprio corpo, che spesso non riconoscono.

Tante le iniziative, come quelle della fondazione di Altamura, per aiutare le pazienti a migliorare il proprio

aspetto fisico e recuperare autostima, offrendo idee e consigli per affrontare gli effetti indesiderati dei trattamenti. “Stavolta siamo davvero felici – ripete Marialisa – per la naturalezza con cui queste ragazzine di seconda e terza media, assieme alla loro insegnante, hanno deciso di rendersi utili, con entusiasmo e sensibilità che non sempre troviamo negli adulti: sarebbe bello per questo coinvolgere sempre di più le scuole, anche con ragazze così giovani”.

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