Battaglia finale nella roccaforte Isis si profila un’altra Aleppo!

A Mosul dopo  un furioso combattimento tra forze Irachene e l’Isis, quest’ultime sono state costrette ad indietreggiare e a facilitare la conquista del primo quartiere ad est della citta’ e prendendo il controllo della vecchia torre tv a Gagjali. I miliziani jihadisti «hanno arretrato la propria ridotta difensiva, attestandosi nel cuore di Mosul». Questo e quello sostengono gli  attivisti anti-Isis e che secondo loro l’esercito sia penetrato per circa 5km all’interno della citta’. Dall’ inizio della guerra i cacciabombardieri della coalizione hanno sganciato sulla citta’ circa 3000 bombe, ha riferito il Colonnello  John C. Dorian. Dopo che il premier iracheno Haider al-Abadi ha lanciato un ultimatum ai combattenti dell’Isis, “Non avete scelta, o la resa o la morte. Ci avviciniamo da tutti gli angoli e – a Dio piacendo – mozzeremo la testa del serpente. Non avete via di scampo né via di fuga”.Difficilmente gli jihadisti lo ascolteranno. I segnali che arrivano indicano che lotteranno fino alla morte. Anche se hanno già perso mille combattenti, fra un quinto e un decimo delle loro forze, adesso hanno il vantaggio di difendere zone fitte di palazzi, con strade strette. E useranno i civili per ostacolare i raid. A migliaia, secondo l’Intelligence irachena, sono stati trasferiti di notte su pullman e camion dalle cittadine a Sud di Mosul verso il centro.  . Ieri le forze irachene  hanno preso il controllo del villaggio di Bazwaia, i curdi dell’Isis hanno cercato di contrastare l’attacco con delle autobombe  suicide ma sono state bloccate dai missili anti-tank.Il governo di Bagdad spera in una sollevazione del popolo curdo nei confronti dei 6-7mila jihadisti.All’assalto di Mosul partecipano circa 50.00 uomini fra curdi e forze sciiti e il comandante della Badr, la milizia più potente e filo-iraniana, Hadi al-Amiri, ha annunciato la partecipazione dei suoi uomini all’offensiva. Si sta paventando l’idea di un lungo e sanguinoso assedio dice Al-Amiri, “Temiamo che Mosul possa diventare un’altra Aleppo, anche se speriamo che non succeda”.

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