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Bayern Monaco Juventus 4-2: Le pagelle con sintesi gol e Video Highlights

La Juventus è una delle tre squadre più forti d’Europa, dopo il Barcellona. Tolti i blaugrana, ci sono il Bayern, il Real e i bianconeri che da ieri sono ufficialmente arrivati sullo stesso livello dei tedeschi. E anche se la Champions finisce agli ottavi, nessuno può discutere l’ngresso all’ultimo piano del calcio europeo. Consolazione? Sì, ma non così magra. Anche in prospettiva futura. Ieri la sfortuna, la disattenzione, la stanchezza hanno impedito il miracolo, ma il bagaglio di esperienza e consapevolezza sarà preziosissimo per il futuro.A partire dal fatto di aver cancellato l’emergenza con la genialità di uno schieramento che al di là dei numeri rappresenta l’essenza di essere una squadra, non un semplice assemblaggio di campioni o una composizione di reparti, ma un unico organismo calcistico che pensa con una sola testa e in cui batte un unico cuore: non è tattica è una filosofia di vita. Poi chiamatelo 5-4-1, arretrando Alex Sandro sulla linea dei difensori per arginare l’indemoniato Douglas Costa. O 4-4-1-1, con Pogba libero di muoversi fra le linee, come è accaduto in occasione del primo gol dopo cinque minuti di gioco. Tanto numeri rimangono e provate voi a intrappolare in tre o quattro numeri la commovente capacità di aiutarsi sempre nella fase difensiva e di rendersi utili tutti in quella di possesso. Ieri sera in campo c’era una squadra da una parte, un mucchio di campioni schierati con il 4-1-4-1, che in questo caso rende perfettamente l’aridità della ragnatela di passaggi guardiolesca. Se comunque la si vuole buttare sul tattico, chi ha imparato di più dalla gara di andata è certamente Allegri. Nei famosi sessanta minuti di dominio Bayern allo Stadium, la Juventus non era riuscita a esprimersi sulle fasce, soffrendo molto Douglas Costa e Robben. Ieri all’Allianz Arena la Juventus si è preparata ad occupare militarmente le fasce, con Lichtsteiner e Cuadrado sulla destra, Evra e Alex Sandro sulla sinistra. Al punto che Guardiola ha dovuto modificare l’assetto difensivo, con l’inserimento al posto di Benatia del giovane Bernat a sinistra, affidandogli il compito di pensare allo strabordante Cudrado. Mossa azzeccata perché la Juventus della ripresa è meno graffiante.

Che tutto questo sia stato semplificato dal gol in avvio è ovvio, ma – in fondo – anche questo è un ottimo frutto della lezione dell’andata, quando la Juventus era scesa in campo al 60′ passato. Questa volta sembra esserci da un quarto d’ora prima del Bayern. L’incipit è tempestoso come i romanzi di Snoopy e la notte è subito illuminata dall’intuizione di Lichtsteiner che percepisce l’incertezza di Alaba e si avventa sul pallone, Neuer cerca goffamente di anticiparlo, creando il rimpallo che libera l’accorrente Pogba: è il più facile e, finora, il più importante dei suoi gol in bianconero. Sono passati cinque minuti e, giustamente, il Bayern non si scompone e continua a ruminare passaggi. La Juventus rincula, ma non soffre. E poi trova il secondo gol. Lo segna Cuadrado, ma la discesa con cui Morata si beve mezzo Bayern è quella che passerà alla storia. Ce ne sarebbe un terzo, di gol. E lo segna Morata, perfettamente in gioco, ma segnalato in offside dal guardalinee Klasenius che sbaglia di 90 cm l’interpretazione: cose del genere in Italia finiscono con la lapidazione e non a caso abbiamo gli assistenti migliori al mondo.

Il problema della Juventus, però, è che anche il Bayern ha imparato la lezione dell’andata è nella ripresa rientra in partita con rabbia e determinazione. Allegri toglie Khedira, stanco ma forse più utile di Sturaro nella gestione della palla. Esce anche Morata, esausto ed entra un Mandzukic non molto più fresco. E la Juventus arretra un metro alla volta, sperando di averne sempre un uno dei più dei minuti che mancano. Dopo il gol di Lewandowsky, invece, arriva – in pieno recupero – quello di Muller che riceve palla proprio da Coman, entrato nel finale per incendiare un falò di rimpianti bianconeri. Il primo supplementare è nervoso, con più Bayern di Juve. Il secondo è la fine del sogno, con il gol di Thiago Alcantara e la beffa di Coman.

Finale incredibile, eliminazione che brucia da morire, soprattutto per certi episodi arbitrali. E l’ad Beppe Marotta non le manda a dire: «Vorrei sottolineare la prova della Juventus. Ma c’è davvero molto da recriminare. Ritengo che non si possano subire decisioni del genere. Lo dicono le immagini. Chiediamo solo che il calcio italiano venga protetto, a livello internazionale dobbiamo essere più tutelati. Non cerchiamo alibi, però vogliamo rispetto».

Anche perché l’illusione era stata davvero forte e intensa. Soprattutto dopo il 2-0 da play-station. Ma avete visto Morata? Ne ha saltati tre: uno, due, tre, con gli avversari a cercare di placcarlo e lui via, spinto dal vento e dalla voglia di stupire, a servire la palla a Cuadrado (la sequenza della ripartenza nella grafica a fianco). Che la ferma e fulmina Neuer con un destro preciso e angolato, mandando la palla nell’unico posto possibile. Un’azione travolgente che, nonostante l’eliminazione della Juventus, entrerà nella storia della Champions League. Raramente si è vista un’azione coì spettacolare. E’ durata sette secondi, sotto gli occhi di un esterefatto Guardiola. Un cnotropiede che ha gelato e congelato i 70 mila dell’Allianz Arena e fatto sentire orgogliosi gli oltre cinquemila bianconeri. Una cavalcata che sa dell’incredibile, la giocata di Morata è da campione. Di più. Il nostro calcio sarà difensivo – come ha più volte sottolineato l’allenatore spagnolo nella conferenza stampa della vigilia – ma un’azione del genere se la sogna lui e, probabilmente, anche il Barcellona. Bisogna dare merito ai due giocatori bianconeri di aver fatto qualcosa di assolutamente sensazionale. Bisognerebbe registrare la loro prodezza per farla vedere ai ragazzini della scuola calcio. Perchè questo è calcio che si vede soltanto in paradiso. Peccato solo per il finale amaro.

Di sicuro nel bicchiere mezzo pieno rientra lo strepitoso 2-0. Già, perché nel secondo gol bianconero si è visto tutto quello che di meglio può offrire il calcio. Velocità, tecnica e fiuto del gol. Morata è stato bravo e ancora una volta si è confermato uomo da Champions. Ricordiamo che la passata stagione ha fatto fuori il Real Madrid. Ieri sera non ha segnato, però ha spinto la Juventus a un passo dall’impresa. Anche in questa occasione è stato l’uomo in più della Juve europea. La strigliata di Allegri dopo i pessimi dieci minuti contro il Sassuolo ha avuto gli effetti desiderati. Il resto lo hanno fatto i compagni che nelle ore prima della vigilia lo hanno fatto sentire di nuovo importante.

E adesso deve continuare così, liberando la testa dalle voci di mercato. Di sicuro il Real Madrid cercherà di esercitare la clausula di recompra, ma alla fine l’unica e definitiva decisione spetta al diretto interessato. E lui ha capito bene che alla Juve può diventare ancora più importante. Di sicuro Andrea Agnelli e Beppe Marotta faranno di tutto per non lasciarlo andare via. Anche perchè il ragazzo è entrato nelle simpatie dello spogliatoio.

A questo punto i responsabili di corso Galileo Ferraris dovranno cercare di trattenere anche l’altro grande protagonista della partita. Cuadrado, appunto. Anche lui eccezionale ieri sera all’Allianz Arena, autore del gol-magia e della grande illusione. Qui la situazione è più difficile perchè i bianconeri non hanno nessun diritto di riscatto e se ci mettiamo che il prossimo tecnico del Chelsea sarà Antonio Conte il quadro si complica ancora di più. Solo il giocatore può imporsi e chiedere di non tornare a Londra. In questo caso la trattativa juventina diventerebbe più agevole. Ma ci sarà tempo e modo per discutere di questo, la stagione è ancora lunga e può succedere tutto e il contrario di tutto.

BAYERN NEUER 6.5 Esce malamente sull’1-0, nulla può sul 2-0 di Cuadrado. Al 44′, però, tiene vive le speranze del Bayern opponendosi a Cuadrado con tempismo felino.  LAHM 6.5 Se la difesa rossoblù traballa, è anche perché lui non aiuta. Prestazione nettamente sotto tono rispetto agli standard, al blasone, al carisma del personaggio. Ma guida il crescendo finale. KIMMICH 5.5 Patisce gli inserimenti di Pogba senza di fatto opporre resistenza. Probabilmente non si aspettava di ritrovarselo così spesso dalle sue parti. In occasione del 2-0 s’inchina a Morata spalancandogli un… binario ferroviario.  BENATIA 5.5 Soccombe nell’uno contro uno, che sia con Morata o con Cuadrado il risultato non cambia. Non è ancora al top della forma e si vede.  ALABA 5.5 Si fa bypassare da Pogba in occasione dell’1-0, limitandosi a guardarlo contrito mentre gli sfreccia di fianco. Ma non si perde d’animo e riprende il ritmo nella ripresa. Bernat (1′ st) 6.5 Efficace su Cuadrado. XABI ALONSO 5.5 Di fatto, deve vedersela con Morata: che in fase di non possesso arretra, gli si francobolla e gli leva spazio e tempo. Di conseguenza, non riesce a supportare la manovra. Coman (15′ st) 8 Uomo della svolta. Mette lo zampino nell’1-2 tenendo la sfera in gioco, si ripete con il cross per il 2-2. Segna il 4-2. Cessione sciagurata… DOUGLAS COSTA 6.5 Qualche guizzo iniziale, poi si perde d’animo spaesato nel caos generale in cui viene risucchiato il Bayern tutto. Ma lo riaccende con un guizzo: punizione-assist per Lewandowski. MULLER 7.5 Occasione da gol al 42′, una delle più nitide, ma spreca malamente da solo davanti a Buffon. Si riscatta incredibilmente allo scadere dei regolamentari, con un 2-2 clamoroso. Poi propizia il 3-2. Indomabile. VIDAL 6.5 Al 3′ primo faccia a faccia con Buffon, ma arriva in ritardo. Si vede che smania. I buoni propositi, inizialmente, restano fini a se stessi. Culminano in una vendetta dell’ex. RIBERY 5.5 Ci prova, sulla sinistra, ma svirgola alto. Altri sporadici tentativi di rendersi pericoloso naufragano al cospettto di Lichtsteiner. Guardiola alla mezz’ora lo sposta a destra: meglio. Alcantara (11′ pts) 7 Destro del 3-2, ottimizza il tempo. LEWANDOWSKI 7 Barzagli e Bonucci gli levano il fiato. Lui allora arretra spesso per ricever palla e favorire gli inserimenti dalla mediana. Riesce a sbrogliarla su sviluppi di punizione: perentorio il colpo di testa con cui firma l’1-2. E’ l’8° gol in 8 match di Champions.

All. GUARDIOLA 6.5  Detto brutalmente: nel primo tempo non ci ha capito un emerito nulla. Ci mette una pezza nell’intervallo, riorganizzando i suoi e mantenendoli sul pezzo. Tanto gli basta.

JUVENTUS BUFFON 6.5 Ipnotizza Muller al 41′ in un faccia a faccia da film di Sergio Leone. Un po’… sulle sue in occasione dell’-1-2. Ma non mancano altri interventi decisivi. Nulla può all’arrembaggio finale. LICHTSTEINER 7 Chiave dello strepitoso avvio bianconero: azzera Ribery, costringendolo a girovagare sconsolato allontanandosi sempre più dall’area di rigore. Trova pure il tempo per un assist perfetto per il gol di Pogba.  BARZAGLI 6 Che sia un corpo a corpo con Lewandowski o un inserimento di Vidal e compagnia, lui non si fa trovare impreparato. E’ sempre nel posto giusto al momento giusto. Quantomeno fino al colpo di coda (e d’orgoglio) dei tedeschi. BONUCCI 6 Su Levandowski di personalità e mestiere, inizialmente lo anticipa con la naturalezza di chi non prenda manco in considerazione l’eventualità di sbagliare tempistica. La disattenzione in marcatura che costa l’1-2, però… EVRA 5.5 In generale: deve vedersela con Douglas Costa, qualche patimento ce l’ha, per lo più riesce a limitare i danni. Nello specifico: scivola malamente e propizia il 2-2. Che botta. ALEX SANDRO 6.5 Balla tra la linea di difesa e quella di centrocampo, in un 5-4-1/4-5-1 che pronti via manda in tilt il Bayern Monaco. Macina chilometri su chilometri.  CUADRADO 7 Incastonato tra Ribery e Alaba, non è esattamente un bel vivere. Lui riesce comunque a rendersi utile in fase di copertura, concedendosi sortite inarrestabili quando ne ha l’occasione. Esemplare l’nserimento per il 2-0: ridicolizza Benatia mettendolo a sedere, poi annichilisce Neuer. Pesa il 3-0 sciupato. Pereyra (44′ st) 5 Doveva dare freschezza, invece… KHEDIRA 7 Verticalizzazione al bacio, è lui che innesca l’azione dell’1-0. Ma questa è solo la ciliegina d’una torta i cui ingredienti sono personalità, intelligenza tattica, perfetta lettura del gioco. Detta i tempi bianconeri, da perfetto direttore d’orchestra. Sturaro (23′ st) 5 Entra in un brutto momento, proprio quando il Bayern inizia a premere. Ha responsabilità. HERNANES 6 Si cala nella parte con intelligenza. Senza strafare, sbagliando poco e nulla. Utilissimo anche quando c’è da sbrogliare qualche mischia in area bianconera: a costo di prendersi pallate, ma lui c’è. L’autonomia, però, non è illimitata. Soffre col passare dei minuti. POGBA 7 Preciso, puntuale, cinico. Non la buttava dentro, in Champions, dal 4 novembre del 2015 (Juve-Olympiacos). Da applausi anche al 25′ quando si produce in un aggancio di tacco e verticalizzazione per Morata. Avanti con grinta e tenacia. Ma è poco assistito. MORATA 7.5 Preziosissimo il suo lavoro, in fase di non possesso palla. Al 28′ diventa un flagello di dio, saltandone tre uno in fila all’altro (in 7 secondi esatti!) e servendo a Cuadrado la palla del 2-0. Aveva già propiziato il 2-2 di Sturaro all’andata. Eriksson gli annulla un gol regolare. Che dire? Parlano i numeri: 5 gol e 2 assist nelle ultime 9 partite di Champions, alla faccia di chi lo critica. Mandzukic (26′ st) 5 Inesistente.

All. ALLEGRI 6.5  Inventa una Juventus tatticamente e mentalmente perfetta. Sceglie un 4-5-1 che in fase di copertura neutralizza le velleità dei bavaresi e in fase di costruzione di gioco non dà riferimento alcuno agli avversari. Alla lunga, però, i valori in campo emergono.

https://www.youtube.com/watch?v=KrLRDWHmdiE

ARBITRO ERIKSSON 4.5 Grave il fuorigioco, inesistente, segnalato sul gol di Morata. Basta e avanza.

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