Bergamo, paura per un bambino di soli 9 anni: beve sostanza tossica e finisce in ospedale, non è grave

Quello che doveva essere una normalissima giornata d’estate si è trasformata, lo scorso martedì 26 luglio 2016, in un vero e proprio incubo per una famiglia di Gromo, comune italiano di 1.233 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia, dove un bambino di soli nove anni è finito in ospedale dopo avere accusato un forte bruciore allo stomaco. Nello specifico, secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni sul caso, sembra proprio che lo scorso martedì il bambino abbia trovato una bottiglia di vetro, senza alcuna etichetta al di sopra, e al cui interno era contenuta una sostanza trasparente.

Il piccolo dunque, notando la trasparenza del liquido ha subito pensato che fosse acqua e così l’ha ingerita senza pensarci nemmeno un istante. Purtroppo però dentro la bottiglia non era contenuta dell’acqua e così il bambino subito dopo aver bevuto un sorso d’acqua a canna ha accusato un fortissimo bruciore lungo l’esofago e allo stomaco, e ha così capito che qualcosa non andava. I familiari del piccolo, preoccupati dai colori accusati dal bambino, hanno immediatamente lanciato l’allarme e poco dopo sul posto in cui si trovava il piccolo sono subito intervenuti gli operatori sanitari del 118 i quali hanno immediatamente soccorso il piccolo di soli nove anni. Quest’ultimo poco dopo è stato trasportato tramite elicottero presso l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo dove si trova attualmente ricoverato e dove i medici stanno davvero facendo il possibile per salvarlo.

Ed infatti, secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni sul delicatissimo caso, sembra proprio che nonostante la gravità della situazione, le condizioni di salute del bambino sembra proprio si siano stabilizzate e al momento, il piccolo, non sembrerebbe essere in pericolo di vita, fortunatamente. All’interno della bottiglia di vetro, secondo alcuni accertamenti effettuati, era contenuta una sostanza chimica e precisamente l’ipoclorito di sodio ovvero un detergente che per essere più precisi viene utilizzato come sbiancante e disinfettante. Sono dunque state ore di forte ansia quelli vissuti, nei giorni scorsi, da una famiglia di Gromo e al momento, nonostante le condizioni di salute del bambino si siano stabilizzate e nonostante non sia più in pericolo di vita, la situazione continua ad essere comunque particolare e a destare parecchia ansia soprattutto nei genitori.

Come precedentemente anticipato, sulla bottiglia in vetro all’interno della quale era contenuta la sostanza, non era presente alcuna etichetta motivo per il quale il bambino che ha ingerito tale sostanza chimica non avrebbe mai pensato che sarebbe potuto accadergli qualcosa di brutto e soprattutto di grave. Pensava sicuramente di bere dell’acqua, ma purtroppo così non è stato e adesso la speranza è quella che molto presto tutto ciò possa essere solamente un brutto ricordo e dunque che il piccolo possa presto tornare a casa insieme alla sua famiglia.

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