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Bestemmia di capodanno: parla l’artefice del messaggio “Ho fatto una cretinata, ero teso per il cane”

L’artefice del messaggio apparso in diretta su Rai 1 , maturità al liceo scientifico e chitarrista in una band musicale, vuole sminuire la portata del gesto in sé, ritenendo eccessivo tutto il polverone sollevato da quell’sms. “Ma che ne sapevo io che la passavano veramente in diretta quella bestemmia?” dice alla giornalista. “Io sono ateo, però uso spesso una bestemmia come intercalare. Non volevo offendere Dio e non volevo fare del male a nessuno. Era uno sfogo personale. Ho mandato l’sms e ho aggiunto quello perché gli auguri da soli erano un po’ insignificanti”.

Ma sfogo personale per cosa? Con chi ce l’aveva Vito? “Ero nervoso perché mi era saltata la serata del 31 con gli amici. I vicini continuavano a sparare botti, da incivili, e il mio cane Cico aveva una paura tremenda. Così ho deciso di restare a casa con la mia amica Ilaria”. E comunque anche la Rai ha le sue responsabilità… “Non è che ci volesse un genio per bloccare la parolaccia – dice – bastava un software“. Però un pensiero va al funzionario che ora rischia il posto. “Mi dispiace se ho creato problemi a quel signore – conclude Vito -. E chiedo scusa a tutti quelli che si sono offesi. Però non mi massacrate“.

Antonio Campo Dall’Orto, direttore generale della Rai pronto ad assumere i superpoteri di amministratore delegato, è vivo. Ma non sappiamo esattamente se lotta insieme a noi. O insieme a loro. E quando diciamo «loro», intendiamo l’universo renziano dove chi sbaglia non paga mai. Qualunque cosa accada. Il caso della bestemmia andata in onda in diretta durante la serata di San Silvestro e il conto alla rovescia per la mezzanotte partito in anticipo ne sono l’ennesima prova.RAI-2016-675

Con vero disprezzo del pericolo, nonostante le 36 ore di assoluto silenzio imbarazzato e imbarazzante, ilnumero uno di viale Mazzini ha battuto finalmente un colpo. Il dg dell’emittente di Stato ha deciso di dire «basta con i filtri esterni» ai programmi su quanto va in onda. Il controllo va ricondotto totalmente ai responsabili delle stesse trasmissioni, ha precisato Campo Dall’Orto. Con molta probabilità dietro questa operazione di facciata, messa in atto per salvare il posto all’amministratore delegato di Rai Com, Luigi De Siervo, renziano doc, da sempre frequentatore del giglio magico renziano, c’è la necessità di rispondere all’attacco frontale sferrato dal Vaticano.

L’Osservatore Romano, nel criticare l’azienda televisiva per il «record di incidenti» avvenuti durante la notte di San Silvestro, sostiene che la Rai è «fuori controllo», con l’« alibi dello share». Il quotidiano della Santa Sede sottolinea come «la televisione, pubblica o privata che sia, per acquisire una dimensione social a tutti i costi rischi di divenire uno strumento fuori controllo». Il fatto che sia stato un errore umano a mandare in onda la bestemmia, chiosa l’Osservatore, «rivela come agli occhi di molti sia considerata irrilevante, se non accettabile».

Parole dure, quelle del Vaticano, che mettono all’indice la Rai e chi la sta gestendo. Al punto che il deputato del Pd e segretario della commissione di Vigilanza, Michele Anzaldi, va all’assalto su Twitter: «Critiche Osservatore Romano esigono risposte immediate e inequivocabili. Cda Rai avvii riflessione per passare da Tv fuori controllo a Servizio pubblico». Il consigliere Carlo Freccero, invece, si piazza sulla sponda opposta. «L’intervento dimostra che ancora una volta il Vaticano rispetto alla tv pubblica è sempre identico a stesso: occupazione di potere, occupazione di potere. Vergogna».
Dopo l’incidente della sera di Capodanno, a dire il vero, ci aspettavamo ben altro dal vertice aziendale.

Perché la decisione del dg, spiegano fonti di Viale Mazzini, non vuole affatto essere «un atto di accusa contro Rai Com», la società alla quale era affidato il filtro de gli sms andati in onda durante «L’anno che verrà», ma punta a una maggiore responsabilizzazione dei singoli programmi con le rispettive redazioni, gli autori e i capistruttura, in ultima analisi delle stesse reti che avranno la responsabilità anche dei contenuti «aggiuntivi» ai programmi. Quanto all’errore nel countdown di fine anno, che ha anticipato di 40 secondi l’arrivo del 2016, il dg ha affidato al responsabile delle Risorse umane, Valerio Fiorespino, il compito di aprire un’indagine formale per approfondire i dettagli tecnici che hanno causato il disguido.

In pratica nessuno pagherà per gli errori commessi e le responsabilità omesse. Non salterà il renziano De Siervo, caro al premier, e (almeno per ora) nemmeno Giancarlo Leone, direttore di Rai Uno. E non finiranno sulla graticola direttori e funzionari. Forse partirà qualche lettera di richiamo. Forse. Come nel caso delle banche gli amici degli amici non pagano, mai. Pagano solo teleutenti costretti a pagare il canone e correntisti fregati.
E lo stesso errore rischia di commetterlo anche il circolo della politica. Dopo la diretta dei disastri, tanto da destra quanto da sinistra, si sono levate voci contro il valzer delle nomine. Esponenti di maggioranza e opposizione paventano il rischio che l’incidente venga usato dal vertice aziendale per varare subito il giro dei direttori. La giostra ci sarà, ma non ora e non come conseguenza del caso Capodanno.

Campo Dall’Orto ha già iniziato a comporre il nuovo mosaico aziendale con Palazzo Chigi, essendo determinato a cambiare tutte le caselle che contano. Con molta probabilità fra febbraio e marzo ci sarà il cambio dei direttori di rete, tutti e tre. Mentre già a metà gennaio potrebbe essere scelto il nuovo direttore della Comunicazione, dato che Costanza Esclapon, l’ombra dell’ex direttore generale Luigi Gubitosi, ha lasciato l’incarico. Per quel ruolo, particolarmente delicato visto che dovrà prendere «ordini» da Palazzo Chigi, si parla di un esterno «non giornalista», ma un di manager esperto in comunicazione. A seguire toccherà ai telegiornali, dove l’unico nome sul quale ci sarà battaglia è quello di Mario Orfeo. Il «suo» Tg1 macina ascolti e, soprattutto, non disturba il manovratore.

Mazzuca: “Evitare strumentalizzazioni” – “L’incidente di Capodanno è stato grave, ma credo sia sbagliato usarlo come pretesto per fare nomine non motivate o accelerare processi di avvicendamento”, è l’altolà di Arturo Diaconale. “No alle nomine ‘minuto per minuto’, sì alle soluzioni ragionate, in base ai progetti”, sottolinea Franco Siddi. E se anche Giancarlo Mazzuca esorta a “evitare strumentalizzazioni”, Carlo Freccero invita Berlusconi e Renzi e i loro “nominati” a pensare alle cose serie e replica duramente all’Osservatore romano: “Dopo le email che abbiamo scoperto fatte dal cardinal Bertone e da altri personaggi importanti per introdursi e imporre loro creature alla direzione generale della Rai, l’intervento di oggi dimostra che ancora una volta il Vaticano rispetto alla tv pubblica è sempre identico a stesso: occupazione di potere”.Troppi privilegi e poche responsabilità – “La decisione di Campo Dall’Orto di affidare il controllo ai programmi è coraggiosa, un passo avanti – plaude il renziano Michele Anzaldi – ma la reazione dei consiglieri Rai, che hanno stipendi faraonici ben sopra il tetto, è stupefacente: non si possono avere macchine blu e privilegi e poi davanti ad errori clamorosi minimizzare”. Il caso approderà anche in Vigilanza: il 13 sono attesi a San Macuto la presidente Rai Monica Maggioni e i componenti del consiglio, per un’audizione decisa da tempo ma che con ogni probabilità sarà l’occasione per discutere degli incidenti di Capodanno e delle misure decise da Viale Mazzini. A brindare, intanto, al successo è Matera: dopo la “grande opportunità promozionale” per la città, il presidente della Regione Pittella e il sindaco De Ruggieri sarebbero pronti a firmare con la Rai un accordo pluriennale per i prossimi Capodanni.

Troppi privilegi e poche responsabilità – “La decisione di Campo Dall’Orto di affidare il controllo ai programmi è coraggiosa, un passo avanti – plaude il renziano Michele Anzaldi – ma la reazione dei consiglieri Rai, che hanno stipendi faraonici ben sopra il tetto, è stupefacente: non si possono avere macchine blu e privilegi e poi davanti ad errori clamorosi minimizzare”. Il caso approderà anche in Vigilanza: il 13 sono attesi a San Macuto la presidente Rai Monica Maggioni e i componenti del consiglio, per un’audizione decisa da tempo ma che con ogni probabilità sarà l’occasione per discutere degli incidenti di Capodanno e delle misure decise da Viale Mazzini. A brindare, intanto, al successo è Matera: dopo la “grande opportunità promozionale” per la città, il presidente della Regione Pittella e il sindaco De Ruggieri sarebbero pronti a firmare con la Rai un accordo pluriennale per i prossimi Capodanni.

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One comment

  1. È vergognoso paragonare quelle insignificanti stupidate del concerto l’anno che verrà ha quello delle banche, “vergogna”

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