Birmania, nuova frana investe le miniere di giada: 5 morti e almeno 50 dispersi

Una seconda tragedia nell’arco di un mese che la Birmania avrebbe potuto evitare

La Birmania (Myanmar), governata dal partito di Aug San Suu Kyi, oggi si è svegliata con il pesante dovere di affrontare un’ennesima calamità nazionale: decine di persone si teme siano morte a seguito di una frana avvenuta nella zona ricca di miniere di giada a Hpakant, nello stato di Kachin, che si trovano a circa 350 chilometri a nord della città di Mandalay.
La zona di Hpakant è nota per i suoi giacimenti minerari che costituiscono il cuore di un’industria di giada dal valore di miliardi di dollari della Birmania.

Abbiamo iniziato la ricerca e il salvataggio di persone questa mattina, e abbiamo trovato cinque corpi. Secondo i testimoni, circa 50 persone sono ancora disperse“, ha detto Tint Swe Myint, amministratore della città di Hpakant, un’aspra regione, che si trova al confine tra l’India e la Cina.
Altri funzionari hanno rifiutato di dare rilasciare alla stampa le cifre esatte della possibile tragedia, sottolineando che le operazioni di salvataggio dei dispersi sono ancora in corso.
birmania-giada
Abbiamo sentito che circa 50 persone sono state sepolte in una discarica crollata e quattro o cinque corpi sono stati trovati questa mattina,” ha dichiarato Sai Lon, impiegato di una compagnia che si occupa dell’estrazione di giada nella zona.
La polizia di Hpakant, nel quartiere Mohnyin, ha detto che la frana ha avuto luogo nel pomeriggio di Venerdì, ma che non hanno potuto confermare il numero delle vittime. “Non abbiamo ancora sentito nulla dalla squadra di soccorso“, ha detto un ufficiale di servizio alla stazione di polizia Hpakant Township, che ha preferito restare anonimo.
Eppure un funzionario dell’amministrazione, ha detto alla AFP che i numeri finora segnalati sono stati grossolanamente esagerati e che le cifre devono essere ridimensionate. Ma i media locali hanno riferito che il bilancio delle vittime è stato destinato ad aumentare. L’incidente si è verificato a seguito di una grande ondata di fango, che è scivolata a valle seppellendo la zona e travolgendo anche alcune abitazioni.

Due frane in poco più di un mese in Birmania fanno scattare l’emergenza nazionale

La stessa zona era stata colpita da una frana nel mese di novembre, uccidendo almeno 115 persone.
Le vittime degli incidenti nella miniera di giada del Myanmar hanno coinvolto molti lavoratori migranti, che si recano nella zona per rovistare tra i mucchi di rifiuti lasciati dalle imprese minerarie industriali, nel disperato tentativo di incappare in un pezzo di giada passato inosservato. Le famiglie d’élite del paese traggono dalle miniere in un grande profitto, ma sono molte e pesanti le critiche che li accusano di sottoporre personale a condizioni di lavoro non idonee, nonostante ciò il commercio continua senza battere ciglio.
La Birmania è prima fonte al mondo per la qualità della giada estratta; la regione intorno Hpakant in particolare produce fino al 90 per cento della gemma che si riversa sul mercato globale. Il minerale è considerato di grande valore nella vicina Cina, dove è chiamato la ‘pietra del cielo’.
L’industria ha generato circa 31 miliardi di dollari l’anno scorso, la maggior parte degli introiti vanno a privati ​birmani ​e alle aziende legate agli ex governanti militari dello stato.

Sono circa 800 le imprese minerarie di giada che operano nei giacimenti sparsi intorno alla città, ma l’attività principale è gestita da non più di 10 aziende, per lo più di origine cinese, secondo le indiscrezioni dal Ministero delle Miniere.
I minatori sono stati spostati verso le colline a nord di Myanmar negli ultimi mesi, in una corsa per scavare ed estrarre più giada dai più ricchi giacimenti al. La corsa ha indotto migliaia di abitanti autoctoni a solggiare dalle loro terre.
Il nuovo governo della Lega Nazionale di Aung San Suu Kyi (il noto premio Nobel per la Pace)per il partito Democratico ha detto il mese scorso che prevede di rafforzare il controllo delle miniere di giada.
Un divieto posto dagli Stati Uniti sulla giada della Birmania rivela le preoccupazioni che tutti i benefici dell’estrazione alimentino la corruzione nonché le violazioni dei diritti. Eppure a seguito dell’insediamento di un governo quasi civile a Myanmar, Washington ha modificato gran parte del suo divieto. Ma le preoccupazioni restano e sono ancora troppo pesanti.

loading...
loading...

Lascia una tua opinione

Rispondi o Commenta

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*