Boldrini e Grasso, il taglio dello stipendio del 30% è una bufala

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boldrini e grassoSi fa presto a parlare di svolte epocali e di tagli netti ai costi folli della casta. Da quando Laura Boldrini e Piero Grasso (nella foto) hanno annunciato – a Ballarò – che guadagneranno il 30% in meno dello stipendio, sono diventati due eroi nazionali. Peccato che la rinuncia dei due Presidenti delle Camere non sia realmente così consistente, ma più che altro simbolica, come già avvenuto in passato, con lo stesso governo Monti. Il risparmio per lo Stato italiano è praticamente irrisorio. Infatti Grasso e Boldrini rinunceranno al 30% su 6mila euro lordi di indennità. Ma, ricorda Franco Bechis, i presidenti di Camera e Senato ricevono ogni mese ben 25mila euro. Facciamo i conti. Grasso e Boldrini restituiscono appena 1.800 euro su 25.000. Altro che 30%, si tratta del 7% circa!

Facile pensare che i giornali de sinistra continueranno a dire che la rinuncia è a un terzo del compenso. La verità che il risparmio è infimo e non è sufficiente certo a salvare il nostro Paese. Basti pensare che ogni anno la casta politica costa oltre 20 miliardi di euro. Inoltre i privilegi dei parlamentari sono molti di più rispetto a quelli che solitamente vengono indicati.

Certo, quello di Grasso e Boldrini resta un gesto positivo. Qualche anno fa, ai tempi del nefasto governo Berlusconi, sarebbe stato impensabile un risparmio di anche soltanto un euro. Non è un caso che il Pdl, in Sicilia, si sia opposto all’abolizione delle Province.