Bollo auto, arriva la sanatoria: come funziona e cosa prevede, ecco tutto quello che dovete sapere

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Volete usufruire della rottamazione delle cartelle erariali di Equitalia? Se la risposta è si, non dovrete far altro che presentare le domande entro il 23 gennaio. Per chi non ne fosse a conoscenza, il governo Renzi ha previsto degli “sconti” sulle cartelle esattoriali e quelle relative alle multe e pare che all’interno di questo piano rottamazione rientri anche il bollo auto. Ciò significa che tutti coloro i quali non risultano essere in regola con il pagamento del bollo auto, non dovranno di certo aspettarsi “una mazzata” ma soltanto una normale sanatoria. “La formulazione definitiva del decreto fiscale fa rientrare nella rottamazione anche i debitori della Regione Piemonte, che per alcuni anni ha effettuato la riscossione del bollo auto tramite ingiunzione fiscale”, si legge sul portale. Nello specifico la sanatoria riguarderà tutte le somme dovute da parte degli automobilisti fino al 2016. Dunque, nel caso in cui abbiate ricevuto delle cartelle di immissione a ruolo di bolli non pagati dal 2000 al 2016, potete richiederne la rottamazione aderendo alla procedura Equitalia stabilita dalla legge promulgata lo scorso mese. Aderendo alla rottamazione, dunque, l’utente riceverà lo sconto delle sanzioni e degli interessi di mora, restando invariato e dunque dovuta la tassa da pagare oltre agli interessi per l’agente di riscossione, l’aggio ed il costo della notifica.

Per i debiti non ancora notificati da Equitalia con cartelle di pagamento (ma già affidati dall’ente titolare del credito), quest’ultima dovrà inviare al debitore un’informativa per posta ordinaria entro la fine di febbraio 2017.Questa, informerà l’interessato della possibilità di aderire con riferimento a tali ultime richieste di pagamento, alla rottamazione. Coloro i quali vorranno richiedere la sanatoria del bollo auto, dovranno presentare una domanda entro il 31 marzo 2017 su modello reso disponibile sul sito di Equitalia; per quanto riguarda il pagamento del debito, sarà il debitore a decidere come procedure, anche se potrà farlo in massimo cinque rate, scadenti a luglio, settembre e novembre 2017, nonchè ad aprile e settembre 2018. L’utente dovrà, comunque, versare il 70% dell’importo entro il 2017, e nel caso in cui si pagherà anche solo con un giorno di ritardo, questo basterà per far decadere la sanatoria, ed Equitalia potrà tornare liberamente a pignorare i vostri beni per l’intero importo del debito originario e le somme residue non potranno più essere dilazionate.bollo-auto-arriva-la-sanatoria-rottamazione-anche-per-le-multe-dal-2000-al-2016-320x175

 La tassa automobilistica o bollo auto, che in precedenza era anche chiamata tassa di circolazione, è un tributo locale che grava sugli autoveicoli e motoveicoli immatricolati nella Repubblica italiana il cui versamento è a favore delle regioni d’Italia di residenza. La fonte principale della tassa è il D.P.R. 5 febbraio 1953 n.39.Riguardo il costo, questo dipende da regione a regione, ma anche dalla potenza del mezzo in chilowatt, tenendo conto anche di altri fattori come ad esempio la classe d’inquinamento, la potenza superiore ai 185 km, denominato anche superbollo.La scadenza di pagamento, inoltre, dipende dalla data di immatricolazione e dalla regione.

Si parte, o meglio si riparte. Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale entra in vigore la legge 255 che converte, modificandolo, il decreto fiscale dello scorso ottobre che contiene le regole per la definizione agevolata (o rottamazione) delle cartelle. Di conseguenza da oggi è possibile scaricare dal sito di Equitalia il nuovo modulo DA1, aggiornato, reso disponibile dalla società di risocssione. Se dunque nella prima fase le adesioni sono state comunque significative, ora l’operazione entra davvero nel vivo; chi aveva già inviato la propria richiesta potrà comunque integrarla per sfruttare le ulteriori opzioni usando appunto il nuovo modulo, che come in precedenza potrà essere inviato per posta elettronica (email o Pec) o consegnato direttamente agli sportelli. Vale la pena di ricordare che tocca al contribuente indicare i carichi iscritti a ruolo per i quali intende richiedere la definizione agevolata. Equitalia provvederà poi a indicare la somma totale dovuta, e ad inviare i bollettini per il pagamento.
LE NOVITÀ
Le novità introdotte durante l’esame parlamentare sono più di una. La prima riguarda la datazione delle cartelle ammissibili alla rottamazione. Con la versione originaria del decreto legge erano i carichi affidati ad Equitalia dal 2000 al 2015: ora vengono inclusi anche gli importi del 2016 e a questo scopo la società di riscossione invierà al contribuente per posta ordinaria – entro il 28 febbraio del prossimo anno – una comunicazione sulle somme affidate entro il 31 dicembre 2016 che però non sono state ancora notificate. In questo modo l’interessato avrà tutte le informazioni sulle proprie pendenze e potrà decidere il da farsi.
Un secondo correttivo riguarda i tempi di adesione. La precedente scadenza per inviare la richiesta era fissata al 23 gennaio 2017, ora viene spostata in avanti al 31 marzo. È fissato a due mesi dopo, il 31 maggio, il termine entro il quale la società di riscossione dovrà dare la propria risposta con le indicazioni per il pagamento.
Cambiano anche le opzioni per effettuare il pagamento. Il decreto legge precedeva un massimo di quattro rate, che con la legge di conversione sono state portate a cinque. In caso se ne scelgano appunto cinque, la scadenza per l’ultima è fissata al settembre 2018 invece che a marzo. Ma bisognerà rispettare una suddivisione dei pagamenti, in modo tale che il 70 per cento del dovuto sia versato entro il 2017 e il restante 30 per cento entro l’anno successivo. Se invece si sceglie la rata unica, la scadenza è fissata a luglio del prossimo anno. Le modalità di pagamento comprendono Poste, banche (anche attraverso domiciliazione) e poi i tabaccai, i circuiti Sisal e Lottomatica, il sito www.gruppoequita- lia.it la app Equiclick. Ma i più tradizionalisti potranno comunque presentarsi allo sportello per effettuare il versamento.
LOSFORZO
La messa a punto in corsa della definizione agevolata è una parte dello sforzo che sta impegnando in questi mesi Equitalia, destinata poi entro il luglio prossimo a cambiare struttura e denominazione. Ci sono riscontri molto positivi anche per il servizio Sms (“Se Mi Scordo”) pensato in particolare per coloro che hanno pagamenti rateali in corso. Il servizio, attivabile su email oltre che su sms vero e proprio, avviserà i contribuenti sul mancato rispetto di una scadenza, permettendo loro di ovviare prima che scattino conseguenze gravi. Nelle prime due settimane sono circa 12 mila i cittadini che hanno chiesto di poter sfruttare questo particolare canale. Inoltre proprio da ieri la società ha attivato il sistema Pagopa, la piattaforma di pagamenti on line della pubblica amministrazione.

Rottamazione ruoli Equitalia: chi ha ricevuto una cartella dal 2000 al 2016 può ottenere la definizione agevolata, escludendo sanzioni e interessi di mora.

Buone notizie per chi, negli scorsi anni, non ha pagato il bollo auto e si è visto recapitare una cartella di pagamento da parte di Equitalia: anche questi importi rientrano nella rottamazione dei ruoli previsti dal recente decreto fiscale [1]. In una sola parola: “sanatoria”; almeno in parte.

La possibilità di sanare le pendenze sul bollo auto vale su tutto il territorio nazionale e non solo in alcune Regioni: infatti, se da un lato è vero che il bollo auto spetta alle Regioni e l’estensione della sanatoria ai debiti verso gli enti locali è subordinata all’adesione di questi stessi al nuovo meccanismo, dall’altro lato è anche vero che la Corte costituzionale ha stabilito più volte che il bollo auto – benché pagato alle Regioni – ha natura erariale. Questo significa, in sintesi, che anche il bollo auto rientra nella sanatoria in qualsiasi parte d’Italia, a prescindere dalla volontà dell’ente.

La formulazione definitiva del decreto fiscale fa rientrare nella rottamazione anche i debitori della Regione Piemonte, che per alcuni anni ha effettuato la riscossione del bollo auto tramite ingiunzione fiscale e non tramite ruoli: rispetto al testo di partenza, infatti, è stato tolto il riferimento ai ruoli.

Quali arretrati del bollo auto si possono sanare?

Tutte le somme dovute dagli automobilisti per bollo auto affidate all’Agente della riscossione sino alla fine del 2016 sono sanabili.

Per i debiti non ancora notificati da Equitalia con cartelle di pagamento (ma già affidatigli dall’ente titolare del credito), quest’ultima dovrà inviare al debitore una informativa per posta ordinaria entro la fine di febbraio 2017. Con essa informerà l’interessato della possibilità di aderire, con riferimento a tali ultime richieste di pagamento, alla rottamazione.

Come abbiamo detto, sono ricomprese nella sanatoria anche le pretese riscosse tramite ingiunzioni di pagamento da parte degli enti territoriali (soprattutto comuni) che hanno deciso di non avvalersi della società pubblica di riscossione. Quindi, anche chi ha ricevuto la richiesta di pagamento del bollo auto non tramite la cartella di pagamento, ma tramite l’ingiunzione potrà “sanare” il proprio debito.

 Che cosa sanare del bollo auto

Chi aderisce alla sanatoria del bollo auto ottiene lo stralcio di sanzioni e interessi di mora, mentre resta obbligato a pagare comunque la sorte capitale, gli interessi affidati all’agente della riscossione, l’aggio sulle somme da versare e il costo di notifica della cartella di pagamento.

Non si possono scomputare le somme eventualmente pagate a titolo di sanzioni e interessi di mora.

Come richiedere la sanatoria del bollo auto

L’interessato dovrà presentare una domanda entro il 31 marzo 2017 su modello reso disponibile sul sito di Equitalia.

Se con la stessa cartella di pagamento Equitalia ha richiesto di saldare più importi a titolo diverso (ad esempio: Irpef, bollo auto e multe stradali) è possibile sanare solo alcune di queste partite (ad esempio, solo il bollo auto). Viene infatti ammessa la rottamazione anche di singole partite contenute nel medesimo atto di affidamento.

Quando pagare

Il pagamento delle somme dovute deve avvenire, a scelta del debitore, in un massimo di cinque rate, scadenti a luglio, settembre e novembre 2017, nonché a aprile e settembre 2018.

Il 70% dell’importo deve essere versato entro il 2017.

Come sapere se la richiesta di sanatoria è stata accettata

Una volta presentata la domanda, Equitalia invia al debitore una comunicazione contenente l’ammontare da pagare nelle singole rate. Basta il ritardo di un solo giorno, nel pagamento di una singola rata, per far decadere la sanatoria. In quel caso Equitalia può tornare a pignorare i beni del contribuente per l’intero importo del debito originario e le somme residue non sono più dilazionabili.

Solo nel caso in cui, al momento della presentazione della domanda, non sono decorsi 60 giorni dalla notifica della cartella o dell’accertamento esecutivo o dell’avviso di addebito, è ancora possibile rateizzare il debito, nonostante la decadenza dalla sanatoria, poiché il debitore non ha mai avuto prima tale facoltà.

Che succede se non aderisco alla sanatoria?

Chi non aderisce alla sanatoria del bollo auto avrà più possibilità di subire un pignoramento rispetto al passato. Difatti, con il nuovo decreto fiscale, l’Agente della riscossione che sostituisce Equitalia (ossia Agenzia delle Entrate-Riscossione) avrà più poteri di indagine nella ricerca dei beni da pignorare.

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