Brasile shock, turista italiano entra in una favela e viene ucciso per rubargli la telecamera

Un vero e proprio mistero avvolge, nelle ultime ore, la morte di un uomo, italiano, entrato per errore nella favela di Morro dos Prazeres a Santa Teresa, nella zona sud di Rio de Janeiro dove è stato ucciso. Al momento non sembrerebbe essere ancora chiaro cosa sia realmente accaduto e dunque quale sia il reale motivo che si nasconde dietro la morte del turista italiano ma quello che sembra essere chiaro è che il corpo privo di vita dell’uomo è stato ritrovato, nel quartiere di Santa Teresa, dalla polizia e precisamente nel ‘Morro dos Prazeres’. Alcuni giorni prima era stata denunciata alla polizia federale la scomparsa dell’uomo ucciso e di un’altra persone, che si trovava in sua compagnia ovvero un altro italiano che però fortunatamente è riuscito a fuggire ed infatti, stando a quanto emerso dalle prime indiscrezioni sulla vicenda, sembrerebbe essere stato trovato illeso. In seguito alla denuncia di scomparsa dei due uomini la polizia aveva dato il via alle ricerche fino al ritrovamento del cadavere del turista italiano e il ritrovamento dell’amico che si trovava in sua compagnia, per fortuna però illeso.

Alcuni testimoni hanno raccontato di avere visto i due uomini addentrarsi nel quartiere sopra citato, un quartiere questo molto sconsigliato per fare delle passeggiate in quanto queste potrebbero finire davvero male. E proprio in seguito a tali testimonianze l’Upp, la polizia della pacificazione, è intervenuta assediando la favela con le sue squadre fino a quando è stato ritrovato il cadavere del turista italiano di nome Roberto Bordalli, trovato morto precisamente nella via Candido de Oliveira. La dinamica della tragedia non sembrerebbe essere ancora chiara ma stando a quanto emerso dalle prime indiscrezioni, e secondo una prima ricostruzione effettuata dagli inquirenti, sembrerebbe che qualcuno abbia cercato di derubare la vittima e l’amico che si erano addentrati nel quartiere sopra citato. Al tentativo di furto ecco che Bordallo sembrerebbe avere reagito e l’aggressore a quel punto a sua volta ha reagito estraendo un’arma e sparando contro l’uomo senza nemmeno pensarci un secondo.

Roberto Bordallo, raggiunto dal colpo di pistola precisamente alla testa, è finito a terra e per lui non c’è stato nulla da fare in quanto è morto sul colpo mentre invece l’amico, in stato di shock per quanto accaduto e soprattutto terrorizzato che potesse accadere anche a lui qualcosa di terribile, è fuggito e ha cercato riparo all’interno di un bar di Santa Teresa fino a quando è stato ritrovato dagli agenti di Polizia. La polizia, attraverso un tweet, ha fatto sapere che la divisione omicidi sta investigando sulla vicenda nella speranza di poter fare presto luce su quanto accaduto e dunque scoprire chi abbia ucciso il turista italiano e soprattutto ricostruire l’esatta dinamica della tragedia.

Ennesima vittima italiana in Brasile. Un turista, Roberto Bardella, è stato ucciso da narcotrafficanti dopo essere finito per errore, a quanto pare, in una favela di Rio de Janeiro nel sobborgo sud-occidentale di Santa Teresa. La vittima si trovava su una moto con un amico, Rino Polato, ed è stato ucciso con un colpo alla testa dagli uomini della banda che controlla la zona di Morro dos Prazes. Secondo altre versioni, potrebbe aver reagito ad un tentativo di rapina.

Polato, come scrivono siti di informazione locali, è stato sequestrato dai killer dell’amico ma dopo poco rilasciato e adesso si trova in stato di shock. «La Farnesina segue il caso con il consolato generale a Rio de Janeiro, in stretto raccordo con le autorità locali», afferma il ministero degli Esteri.

Qualche settimana fa si è dovuto registrare un altro terribile caso: l’omicidio di Pamela Canzonieri, 39 anni, di Ragusa, lo scorso 17 novembre a Morro de Sao Paulo, nello stato di Bahia. L’assassino, quasi subito identificato, ha confessato: si tratta di Patricio dos Santos, 31 anni, vicino di casa dell’italiana. Avrebbe fatto delle avances alla donna, che lo avrebbe rifiutato, scatenando la sua furia omicida. E solo il 3 dicembre scorso è stato ucciso, nella sua villetta di Beberibe, 80 chilometri a nord di Fortaleza, Alberto Baroli, un imprenditore di 55 anni, originario della Sardegna. Due persone erano entrati in casa per rapinare la famiglia. Baroli ha reagito ed è stato freddato con un colpo di pistola.

SAN PAOLO Roberto Bardella, turista italiano di 52 anni, è stato assassinato ieri nella favela del Morro dos Prazeres, dopo essere stato rapinato e sequestrato da un gruppo di criminali. La vittima era in compagnia dell’amico Rino Polato (59) e i due sono entrati per sbaglio nella favela, suscitando la reazione violenta dei narcotrafficanti locali.
UN POLIZIOTTO OGNI 30 ABITANTI
La favela, non distante dal quartiere turistico di Santa Teresa, conta con la presenza di un’Unità di Polizia Pacificatrice (UPP): 182 poliziotti militari per 5.586, circa uno ogni 30 abitanti. La massiccia presenza di forze dell’ordine non ha però impedito che il motociclista italiano fosse ucciso con colpi di arma da fuoco al- latesta.
Fàbio Cardoso, responsabile del Dipartimento di Omicidi, ha comunicato che i due italiani stavano usando «un’app per la navigazione Gps quando sono entrati erroneamente nel Morro dos Prazeres. I turisti sono stati ricevuti con spari di armi da fuoco e uno dei due è stato colpito. I criminali li hanno poi obbligati a entrare in una macchina, tenendoli come ostaggi mentre il veicolo circolava perla favela». A un certo punto, secondo il responsabile della polizia, «l’altra vittima è stata liberata poiché non possedeva una telecamera sul suo casco, al contrario di Roberto, che è stato ucciso». Il corpo di Bardella è stato ritrovato in Rua Càndido de Oliveira.
La polizia ha recuperato le due motociclette degli italiani. La denuncia della scomparsa è arrivata alle 11 (le 14 in Italia) direttamente all’Unità di Polizia Pacificatrice. Polato, assistito dal Consolato nelle ore successive all’episodio, aveva pubblicato una foto della loro partenza il 29 novembrescorso dall’aeroporto di Venezia. Il programma era fare un on the road in moto di 35.000 chilometri, attraversando diversi paesi dell’America del Sud.
I due erano entrati in Brasile dal Paraguay e, secondo la polizia, la mattina dell’incidente, erano usciti dal loro hotel di Copacabana per fare un giro turistico in città. Tutto lascia supporre che i motociclisti stessero seguendo le indicazioni di Waze, l’applicazione Gps che permette di evitare il traffico intenso, ma notoriamente pericolosa nelle grandi città brasiliane. Non è il primo caso di innocenti uccisi perché “ingannati” dal Gps, che permette sì di accorcia- rela durata del tragitto, manontiene conto della pericolosità delle strade alternative.
UN QUARTIERE TURISTICO
La regione panoramica di Santa Teresa è una delle preferite dai turisti, ma anche una delle più complicate dal punto di vista sociale, perché considerata la porta di accesso alle favelas circostanti. Si tratta del terzo caso di turisti italiani uccisi in Brasile nelle ultime tre settimane. Pamela Canzonieri, 39 ragusana che
lavorava sulla paradisiaca isola di Morro de Sao Paulo, è stata strangolata nella sua casa da un criminale brasiliano nella notte fra il 17 e 18 novembre. Il 5 dicembre, invece, il manager Alberto Baroli (51 anni) è stato accoltellato da un gruppo di malviventi nel corso di una rapina avvenuta nella sua casa affittata a Beberibe, nello Stato del Cearà. Il Brasile rimane un paese fortemente violento. Nel 2015 – come diffuso da un report dell’ONG Fòrum Brasileiro de Seguranqa Publica, specializzata in sicurezza pubblica – 58.492 persone sono state assassinate o sono morte in seguito a rapine a mano armata o interventi dela polizia. Ciò significa che nel paese sudamericano muore una persona ogni 9 minuti.

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