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Brescia shock: Incidente stradale a Sirmione, Albanese ubriaco alla guida provoca la morte di madre e bambina di 11 anni

image1-3-2Ancora un incidente sulle strade italiane ed ancora una volta donne e bambini  perdono la vita a causa della negligenza di  giovani che si ostinano a mettersi alla guida in condizioni psicofisiche alterate.

L’incidente di cui stiamo parlando è avvenuto nella serata di mercoledì a Sirmione in provincia di Brescia, dove un giovane di 21 anni è stato arrestato con l’accusa di omicidio stradale per aver provocato, sotto effetto dell’alcol la morte di 2 persone,  ovvero una donna di 37 anni ed una bambina di 10.  L’incidente mortale come già anticipato è avvenuto nella tarda serata di mercoledì a Sirmione in provincia di Brescia su una strada dove stava transitando il giovane albanese e sfortunatamente anche la giovane donna insieme alla sua bambina.La vittima si chiamava Annamaria Zippone ,  37 anni originaria di Brindisi la quale viaggiava a bordo della Fiat Punto insieme  ai suoi tre  figli,  di cui due fortunatamente rimasti feriti in modo non grave ma la terza ovvero la ragazzina di 11 anni Gaia Botticchio,  purtroppo non ce l’ha fatta.

L’impatto sarebbe stato così tanto forte che persino il motore dell’auto sarebbe sbalzato dal cofano finito poi  in un prato. L’uomo che si trovava alla guida di un’altra vettura,  ovvero il giovane albanese,  proveniva da Brescia e viaggiava verso Verona ma lungo la strada sarebbe finito a scontrarsi frontalmente con l’auto delle donne.Ma non si conoscono le dinamiche dell’incidente  che si è consumato davvero in pochi istanti lungo il rettilineo della provinciale 11,  l’unica certezza al momento è che la Fiat Punto sulla quale viaggiavano le donne in direzione di Desenzano si è schiantata frontalmente con una Seat nera guidata da un albanese di vent’anni rimasto miracolosamente illeso.  A lanciare l’allarme sarebbe stato proprio il giovane albanese che è uscito come già anticipato indignato allo scontro il non sembra diritto alla pensione scoppiando in lacrime e chiamando il 112. «Venite, correte. C’è stato un grave incidente…», queste le parole urlate dal giovane al telefono.

Sul luogo dell’incidente immediatamente sono arrivate diverse pattuglie di polizia,  nello specifico gli agenti della polizia stradale di Salò,  insieme ai colleghi di Montichiari e Desenzano.  Arrivati sul posto anche diverse ambulanze,  ma una volta soccorse  le donne gli operatori sanitari non hanno potuto fare altro che constatarne la morte.  Sul posto sarebbero anche pervenuti  i vigili del fuoco  che hanno tentato in tutti i modi di strappare  le due donne dalle lamiere dell’auto.  Come già anticipato, non sono ancora note le dinamiche dell’incidente a tal ragione gli agenti di polizia stanno indagando e verificando il motivo per il quale il giovane albanese si trovasse al volante soffio e con un tasso etilico non superiore ai limiti previsti dalla legge.Il 21 in albanese  è stato comunque arrestato con l’accusa di omicidio stradale.  Una volta diffusa la notizia dell’incidente, è intervenuto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni il quale ha annunciato attraverso il proprio profilo Twitter che la ragione si costituirà parte civile proprio contro il 21 in albanese. “Dolore e solidarietà alle famiglie delle vittime. La Regione si costituirà parte civile contro questo delinquente”, ha scritto Roberto Maroni su Twitter.

Duefamiglie distrutte, due vite spezzate nell’ennesima tragedia della strada. A Sirmione il risveglio è stato avvolto dalle lacrime, dai silenzi e dai tanti perché dell’incidente in cui hanno perso la vita Anna Maria Zippone, trentasettenne originaria di Mesagne, in provincia di Brindisi, e la figlia della sua più cara amica, Gaia Botticchio, che aveva compiuto dieci anni lo scorso 15 maggio.
L’assurda tragedia si è consumatasi in pochi attimi e ha portato un senso di vuoto nell’intera comunità, dove le prime indiscrezioni sull’accaduto avevano già iniziato a farsi largo nella tarda serata
di mercoledì. Difficile al primo momento rimettere insieme i tasselli di quanto accaduto, mai teli pietosamente adagiati sull’asfalto della strada statale 11 che collega Brescia aVerona non lasciavano dubbi.

AL MOMENTO dell’impatto, di cui man mano che passano le ore si sta chiarendo la dinamica, AnnaMaria Zippone viaggiava sulla sua Punto insieme ai figli Noemi, di 10 anni, e Nicolas, di 7. Insieme a loro Rosanna Prosciutto, amica di AnnaMaria e madre di Gaia, coeatanea di Noemi, deceduta dell’impatto. Le due donne, entrambe separate, erano dirette con i figli al Luna Park di Desenzano. Una serata che doveva essere un momento di gioia, uno dei tanti che le due donne avevano organizzato per trascorrere qualche ora in serenità. Ma proprio poco lontano da casa,AnnaMaria e Gaia hanno trovato la morte. Al momento dell’impatto erano ancora in territorio di Lugana, non molto distanti dalla loro abitazione.Le due famiglie risiedono nella stessa palazzina in via Cristoforo Colombo alla periferia di Lugana, un edificio a due piani composto da sei appartamenti. Incredulità, rabbia, dolore tra quanti le conoscevano almeno di vista nelle palazzine affacciate sulla piccola via periferica. Al civico 31 un silenzio surreale, la biancheria stesa, le finestre aperte come in una qualsiasi giornata d’estate.

IL DOLORE DAL SILENZIO della periferia è rimbalzato in pieno centro storico, al bar«Moderno », dove la mamma di Gaia, ricoverata insieme aNicolas all’ospedale BorgoTrento di Verona, lavora come barista. Increduli e infinitamente addolorati i colleghi di lavoro della donna.«Non sappiamo come farà a riprendersi da questa tragedia – confessano -: Rosanna ha avuto una vita non facile, vive solo per sua figlia, la sua Gaia. Ha sempre pensato prima di tutto alla sua bambina, anche quando doveva scegliere gli orari di lavoro ha sempre cercato di farli collimare con gli impegni di Gaia. Per lei la vita ora non avrà più senso, proprio adesso che sembrava aver riacquistato un po’ di serenità. Sinceramente non sappiamo se la rivedremo più qui a lavorare». Alle spalle del bar Moderno c’è l’osteria e formaggeria Cheese & Drink, dove lavora il papà di Gaia: sulla saracinesca abbassata un cartello indica la chiusura per lutto. Chiuso anche il bar cafè «Bistrot» a Lugana, dove invece aveva trovato lavoro da non molto tempo Anna Maria Zippone, dopo aver lavorato anche al bar «Scaligeri» in centro storico. Anche lei era riuscita a conciliare i turni di
lavoro con le esigenze dei due figli che nel periodo estivo frequentavano insieme a Gaia il Grest dell’oratorio della parrocchia di Santa Maria Immacolata di Lugana.

Le due famiglie erano molto inserite nella comunità locale e parrocchiale. Mercoledì i tre bambini avevano trascorso come sempre la giornata al Grest svolgendo le numerose attività quotidiane proposte. Alla sera il tragico destino ha voluto che non partecipassero alla festa organizzata della parrocchia. In programma c’era una serata al Luna Park, dove purtroppo non sono mai arrivati, strappati alla vita dal ruvido e scuro asfalto che divide Sirmioneda Peschiera.

Positivo all’alcol test, oltre il limite di legge. Un verdetto che pesa come un macigno il giorno dopo la tragedia. Il giovane che ha provocato il tragico incidente di mercoledì sera era ubriaco: si era
messo al volante con un tasso alcolemico nel sangue di 1,35 per litro (il limite di legge è 0,50), tanto da giustificare il suo arresto in flagranza con l’accusa di omicidio stradale plurimo.
Si tratta del primo caso bresciano da quando è entrata in vigore la nuova legge in materia, nel marzo scorso. Alban Kodra è già in carcere, a Canton Mombello: ha 21 anni, è di origini albanesi, incensurato e residente a Castiglione. La sua imprudenza è costata la vita ad Annamaria Zippone, 37 anni, madre di due figli (che erano sull’ auto con lei), e alla piccola Gaia Botticchio, di soli 10 anni, sopravvissuta alla madre Rosanna a sua volta ferita nell’incidente.

Erano tutte a bordo di una Fiat Punto vecchio modello che è stata travolta – più che tamponata – dalla Seat Altea guidata dal 21enne. Tutto è successo in un attimo, poco prima delle 22, sulla Sp11, a Lugana di Sirmione, in direzione Desenzano. La tangenziale si è tramutata in un girone infernale: l’impatto è violentissimo, non uno scontro frontale (come si credeva inizialmente) ma un tamponamento ad alta velocità. La dinamica dell’incidente è al vaglio della Polizia Stradale, subito operativa sul posto con pattuglie arrivate da Desenzano,da Salò e da Montichiari. La strada in quel tratto è tutta dritta e buia: secondo quanto è stato possibile ricostruire la Seat Altea ha colpito in pieno la Punto,tamponandola, forse non avendola vista. Sta di fatto che la violenza della spinta ha scaraventato l’auto sulla quale viaggiavano due donne e tre bambini direttamente nel fosso laterale alla carreggiata.

LA SEAT È RIMASTA invece inchiodata all’asfalto: il motore si è letteralmente staccato dal cofano ed è volato nel prato. Il meccanismo servirebbe ad evitare impatti (e danni) peggiori. Ma peggio di così non poteva andare: Anna maria Zippone e Gaia Botticchio sono morte sul colpo. La macchina dei soccorsi si è mossa rapida, al campo di Pratomaggiore (a Rivoltella) è atterrato anche l’elicottero. E sul luogo dell’incidente cè stato un grande dispiegamento di ambulanze e auto mediche. Ma per le due vittime non c’era più niente da fare. Soccorsi, invece, i tre feriti:
Noemie Nicolas, di 10 e 7 anni, figli di Annamaria, e Rosanna, la mamma di Gaia. Nicolas e Rosanna sono stati ricoveratiall’ospedale di Borgo Trento, a Verona, Noemi a Desenzano. A due passi
dall’obitorio in cui sono state ricomposte le salme di Annamaria e dalla piccola Gaia. L’arresto del giovane albanese è stato convalidato dalla pmClaudia Moregola: il giovane è accusato di omicidio
stradale plurimo, secondo quanto prevede l’articolo 589 bis del codice penale. Con il tasso di 1,35 per litro Alban rischierebbe fino a 18 anni di carcere per omicidio stradale plurimo. Sicura la revoca della patente: potrà riaverla tra non meno di 15 anni.

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