Colonia, caccia allo straniero arrivano anche gli hooligans

0

Violenze degli hooligan contro gli stranieri, forze dell’ ordine che smentiscono ministri e chi si contraddicono le une con le altre; e ancora, risse tra fazioni politiche contrapposte, con la destra che difende la polizia dai socialdemocratici mentre la sinistra comunista se la prende con gli stranieri. Undici giorni dopo il Capodanno delle aggressioni in piazza contro le donne, Colonia non trova pace.

Domenica alcuni gruppi di hooligan, di teppisti motorizzati e di ex buttafuori hanno condotto una serie di attacchi contro immigrati pachistani, siriani e africani, provocando una serie di feriti. Nel primo caso in 25 hanno aggredito un giovane africano che si è rifugiato presso sei pachistani, a loro volta pestati dai bikers; due degli assaliti sono poi stati ricoverati in ospedale. Un siriano 39enne è stato aggredito da un gruppo di otto uomini presso la stazione centrale, già teatro delle violenze contro le donne la notte di San Silvestro.

Gli altri due assalti registrati a Colonia sono stati condotti contro un altro siriano e contro tre immigrati della Guinea. Norbert Wagner, responsabile della polizia locale per i crimini contro gli stranieri, ha riferito che questi gruppi di hooligans, spesso legati agli ambienti della destra estrema, usano i social media per darsi appuntamento in città: conversazioni che non hanno nulla di illegale ma che servono poi a formare piccoli gruppi dediti alla caccia all’uomo.

La presenza di biker violenti a Colonia è stata confermata dagli striscioni di HoGeSa (Hooligans contro i salafiti) presenti alla manifestazione del movimento anti-islamico Pegida sabato scorso nel centro della città renana. E ancora lo scorso ottobre al grido di “Stranieri Inori!” quattromila hooligans avevano trasformato il centro di Colonia in un teatro di guerriglia urbana, ferendo 44 poliziotti e rovesciando una dozzina di auto delle forze dell’ordine. Il recente rafforzamento della presenza della polizia e l’aumento dei controlli – centinaia di persone sono state fermate solo domenica – non è dunque bastato a riportare l’ordine in una città ancor ferita.

Contro le défaillance della pubblica sicurezza se l’è presa il ministro degli Interni del NordReno-Westfalia, il socialdemocratico Ralf Jager, davanti al Parlamento statale (Landtag) riunito lunedì mattina per discutere delle violenze di Capodanno.Jager ha negato che l’iniziale velo di omertà fatto cadere dalla polizia – che aveva nascosto l’origine straniera degli aggressori – sia stata una sua iniziativa: «Non devono esistere tabù anche se le informazioni sono esplosive», ha detto il ministro, confermando che la quasi totalità dei reati è stata commessa da immigrati e rifugiati.

Da parte sua la Cdu ha ricordato a Jager che è proprio lui in ultima analisi il responsabile della sicurezza nel Land, invitandolo a non fare scaricabarile sui poliziotti. Davanti al Landtag di Dusseldorf è apparso anche Dieter Schurmann: il responsabile investigativo statale ha negato che esistano le prove di un’organizzazione preventiva degli attacchi contro le donne, smentendo in sostanza quanto sostenuto il giorno prima dal ministro federaledella Giustizia, Heiko Maas.

Certa invece la continua crescita delle notizie di reato a sfondo sessuale: alle 516 di Colonia vanno aggiunte le 153 registrate dalla polizia ad Amburgo. Al dibattito a Dusseldorf sono corrisposte dichiarazioni sul tema da Praga e da Berlino. Dalla capitale ceca ha parlato Federica Mogherini, rappresentante Ue per la politica estera, invitando a evitare strumentalizzazioni in chiave anti-immigrati degli incidenti di Colonia. Di opposto tenore le parole di Sahra Wagenknecht, capogruppo al Bundestag del partito social-comunista “Die Linke”: «Chi ha tradito l’ospitalità», ha dichiarato, «ha perso il diritto all’ospitalità». In serata, per la prima volta da mesi, la polizia tedesca di frontiera ha respinto un gruppo di rifugiati in arrivo dall’Austria.

MOLESTIE Il numero di denunce per molestie sessuali la notte di San Silvestro è salito tra Colonia e Amburgo a 669. Perora sono solo 19 gli indagati, e 10 tra loro sono richiedenti asilo. Per 4 è già scattato l’arresto. Ralf Jaeger, ministro dell’Interno del land tedesco del Nord Reno Vesfalia, ha comunque detto che la totalità degli uomini responsabili delle aggressioni è di origine araba. Secondo Heiko Maas, ministro dell’Interno federale, le aggressioni erano state organizzate anticipatamente.

AGGRESSIONI È salito invece ad almeno 12 il numero di profughi aggrediti a Colonia da gruppi xenofobi: si tratta di 6 pakistani, 3 immigrati dalla Guinea, due siriani ed un africano la cui nazionalità non è stata resa nota. Le violenze sono state coordinate tra loro, e organizzate attraverso appelli diffusi sui social network.

SHARE