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Cadaveri putrefatti nel reparto di ginecologia a Catania

Il sito SUD Press riporta una notizia, ripresa anche dal Blog di Beppe Grillo, a dir poco agghiacciante e torbida. Tredici cadaveri putrefatti sono stati recuperati sul fondale del mar Mediterraneo, e portati al reparto di Ginecologia all’Ospedale Vittorio Emanuele di Catania. Una scelta a dir poco fuori luogo, che ha provocato disagi al personale che lavora in quel reparto, particolarmente sensibile perché si presta soccorso alle donne in gravidanza in procinto di partorire. Ma di chi è stata questa scelta scellerata? Possibile che non è stato trovato un posto più idoneo per questi cadaveri?

I disagi all’Ospedale di Catania

I tredici corpi recuperati sono solo una parte di quelle centinaia di migranti provenienti dall’Africa morti o dispersi nel naufragio nel Canale di Sicilia del 18 aprile 2015, una delle più grandi tragedie avvenute al largo delle coste italiane e dell’intero Mediterraneo. I corpi in putrefazione sono stati portati, all’interno di semplici sacche, al reparto di Ginecologia dell’Ospedale Vittorio Emanuele di Catania. L’intero reparto è stato smantellato, il personale ha accusato malori e svenimenti a causa dell’odore prodotto dalle sacche dei cadaveri che perdevano liquame. Sarebbe stato più opportuno portare i corpi di questi poveri disgraziati in capannoni dismessi o all’interno di celle frigorifere cimiteriali, e di certo non in semplici sacche ma all’interno di bare. In un comunicato stampa del Comune di Catania viene spiegato che “le complesse operazioni sono nate dalla collaborazione di Comune di Catania, Prefettura, Procura, Forze dell’Ordine, Vigili del fuoco”. Conclude il comunicato: “I corpi sono stati trasportati in container a -20 gradi in un’apposita area all’interno del Vittorio Emanuele”. Ma evidentemente qualcosa non ha funzionato per il verso giusto.

La testimonianza diretta del professor Antonio Gulisano

Il professor Antonio Gulisano, direttore del reparto di diagnosi prenatale dell’Ospedale Vittorio Emanuele di Catania, racconta di una situazione che ha provocato un caos totale. I corpi putrefatti sono stati portati in un’area particolarmente sensibile, come quella di Ginecologia, ma sicuramente non attrezzata per accogliere dei cadaveri in decomposizione. Molti settori dell’ospedale sono stati chiusi e trasferiti. Spiega ancora il professore che alcuni locali, come le aule dove si addestra il personale medico e sanitario, sono stati contaminati dalle fuoriuscite di liquidi dei corpi. Secondo il professore questa scelta senza senso sarebbe stata del Prefetto. Molte persone sono state costrette a ricorrere al pronto soccorso con nausea e vomito, dove sono state momentaneamente sospese dal lavoro per tossicosi. Il professor Gulisano conclude sottolineando come decisioni di tale importanza non devono essere prese così a cuor leggero, e invita le istituzioni a valutare con maggiore attenzione e raziocinio situazioni così delicate.

Fonte: SUD Press

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One comment

  1. ma questa notizia è datata.Non li ha rimossi ancora nessuno ?

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