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Calcio nella bufera, dirigenti e giocatori di A e B nel mirino per evasione fiscale

Cambiavano veste, in relazione al momento e all’opportunità: erano procuratori di calciatori nei mesi (spesso estenuanti) della trattativa con un club calcistico, per poi diventare consulenti della stessa società al momento della firma del contratto. Con un’nchie- sta terremoto (almeno a giudicare dai numeri), la Procura di Napoli presenta il conto a manager, calciatori e dirigenti di società calcistiche. Non ci sono ipotesi di frodi sportive, né presunte cupole (stile calciopoli anno 2006) in grado di condizionare lo svolgimento dello sport nazionale, ma c’è comunque l’ipotesi di un sistema in grado di produrre reati tributari ai danni dei contribuenti.

L’indagine è allo snodo cruciale, tra notifiche di avvisi di garanzia (tecnicamente sono avvisi di chiusa indagine, in vista di una possibile richiesta di processo) e provvedimenti di sequestro firmati dal gip Luisa Toscano. In sintesi, gli indagati sono 64 tra cui l’ex presidente della Juventus Jean Claude Blanc, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, il dirigente del Milan Adriano Galliani, il presidente della Lazio Claudio Lotito l’agente di calciatori Alessandro Moggi e alcuni calciatori, tra cui Ezequeil Lavezzi.

Decisivi gli accertamenti del nucleo di polizia tributaria del comandante Giovanni Salerno, che hanno verificato l’esistenza di contratti di consulenza sospetti, apertura di conti correnti in paradisi fiscali per operazioni estero su estero, ma anche una serie di espedienti finalizzati ad abbattere i costi tributari. Le presunte violazioni riguardano 35 società di A e B. Il sequestro è scattato nei confronti di 62 indagati per un importo complessivo di 12 milioni di euro. Numeri da capogiro: sigilli di 1.965.797 euro per Hernan Crespo; oltre un milione ad Alessandro Moggi; 240 mila euro all’ad del Milan Adriano Galliani. E ancora, per quanto riguarda i dirigenti sportivi, sono attribuite evasioni per 64 mila euro al patron del Palermo Maurizio Zamparini; 69.720 euro al dirigente della Fiorentina Andrea Della Valle (destinato a un probabile archiviazione, anche in relazione a una recente riforma della legge tributaria); 30 mila euro al presidente del Genoa Enrico Preziosi; 37.500 euro ciascuno agli ex dirigenti della Juventus Jean Claude Blanc e Alessio Secco; 28.600 euro a Claudio Lotito, patron della Lazio; 28.350 euro a Aldo Spinelli, presidente del Livorno; 8.321 euro ad Aurelio De Laurentiis, numero 1 del Napoli (che risponde dell’evasione dell’imposta in relazione alla cessione di Emanuele Calaiò al Siena); 55.150 a Massimo Mezzaroma ex patron del Siena. Tra i calciatori sequestri sono stati ordinati nei confronti di German Denis (321.068); Adrian Mutu (211.293); Antonio Nocerino (422.117); Igna- cio Fideleff (679.769); Ezequiel Lavezzi (394.454) e Diego Milito (721.040). Per quanto concerne infine i procuratori sportivi oltre a Moggi jr, provvedimenti di sequestro sono stati emessi nei confronti degli agenti argentini Alejandro Mazzoni e Eduardo Rossetto per l’identica cifra di 709.630 euro; e inoltre di Fernando Hidalgo 1.244.487 e Leonardo Rodriguez.

È stata una telefonata intercettata a Mazzoni ad aprire l’inchiesta sui procuratori. Siamo nel 2012, quando a Napoli si registra una escalation di rapine nei confronti di calciatori e dei loro parenti. La Procura decide di intercettare Lavezzi, spunta una telefonata del 20 gennaio del 2012 con il suo manager Alejandro Mazzoni, in cui il calciatore chiede informazioni sulla apertura di un conto corrente intestato a un altro calciatore argentino. È la fase genetica dell’inchiesta che oggi ipotizza l’esistenza di fondi neri e di paradisi fiscali. Alcuni calciatori – scrivono gli inquirenti – sarebbero sbarcati in Europa solo per giustificare movimenti di denaro estero su estero (via elvetica) e per garantire contratti di consulenzaamanagerdi atleti.

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