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Cancro al seno: un test per sapere quando è possibile evitare la chemioterapia

Non tutte le donne che sono affette da cancro al seno debbono necessariamente sottoporsi alla chemioterapia. In questo senso da qualche anno è possibile ricorrere ai test genomici che consentono di stimare l’effettivo beneficio che può portare una chemioterapiain aggiunta alla terapia ormonale. Vantaggio considerevole se si tiene conto che la chemioterapia presenta effetti collaterali che non tutti i pazienti sono in grado di tollerare.

Nello specifico la sperimentazione PONDx è stata avviata nel 2016. Così in proposito ne parla Francesco Cognetti, Direttore dell’Oncologia Medica dell’Istituto Nazionale Regina Elena di Roma: “Il test Oncotype DX ci aiuta a individuare meglio le pazienti che hanno una prognosi più sfavorevole e ci dice quali di queste possono giovarsi di un trattamento chemioterapico in aggiunta all’ormonoterapia sia in pre- che in post-menopausa”. Ed ancora: “In particolare, il test fornisce informazioni su pazienti con tumore invasivo della mammella, linfonodi negativi o positivi fino a un massimo di 3, con recettori ormonali positivi, pazienti che in base ai prelievi anatomo-clinici e biologici sono in una zona di confine, in una fase in cui si può includere o escludere con certezza il trattamento chemioterapico rispetto alla sola ormonoterapia”.

In conclusione Cognetti sottolinea: “Una serie di vantaggiche una politica saggia e lungimirante dovrebbe considerare rispetto al costo di un unico test”.

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