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Daniele Capezzone

Capezzone dixit: “Se un cane antidroga entra in Parlamento, gli va in tilt il naso”

Daniele Capezzone

Ieri è stato arrestato dai carabinieri il direttore dell’ufficio delle Poste del Senato: è accusato di spaccio di cocaina. L’uomo è ritenuto il braccio destro di un boss albanese.

L’organizzazione è stata scoperta dai militari della Stazione Valmontone che, alle prime luci dell’alba, hanno avviato la notifica di 10 misure cautelari (6 in carcere e 4 agli arresti domiciliari) nei confronti di 3 albanesi e 7 italiani.

Assieme a Orlando Ranaldi, di 53 anni, sono finiti in manette anche un vigile urbano del Comune di Valmontone, Stefano Gallo, e un autista della Cotral, Alessandro Mele, che si sarebbero prestati, anche con le loro auto di servizio, a smerciare droga per conto dell’organizzazione dedita al traffico di stupefacenti.

Il web è già scatenato, come prevedibile. Il fatto che il direttore delle Poste del Senato sia stato arrestato per spaccio di cocaina non stupisce comunque nessuno. Basti pensare a quel che disse, qualche anno addietro, Daniele Capezzone, già radicale, ora deputato nel Pdl: “Se un cane antidroga entra in Parlamento, gli va in tilt il naso”. La dichiarazione era riferita all’inchiesta delle Iene. Il programma di Italia Uno, dopo avere fatto dei test, affermava che un parlamentare su tre faceva uso di droga.

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