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Carceri italiane, dati shock: 2.000 morti in 12 anni

La condizione delle carceri italiane è tragica. Le situazioni di sovraffollamento nei nostri istituti penitenziari sono quasi ovunque la norma. In celle di pochissimi metri quadrati sono costretti a vivere fino a una dozzina di carcerati. Altro che riabilitazione. La vita nelle galere, quasi sempre, imbarbarisce chi la conduce, che di fatti torna a delinquere.

Per molti una soluzione al problema sarebbe una nuova amnistia che, come si sa, favorirebbe soprattutto i cosiddetti colletti bianchi. La vera questione è a nostro avviso un’altra e ha a che fare con le ragioni per le quali si finisce in carcere. Basta essere in possesso di piccoli quantitativi droghe leggere per essere sbattuto in prigione. I colletti bianchi, tra cui i mediatori tra le mafie e la politica, quella soglia non la varcano quasi mai. La giustizia “classista” non è certo un problema soltanto italiano. E’ un fenomeno ancestrale e diffuso a ogni latitudine. Uno dei risultati è appunto il sovraffollamento delle carceri.

Rarissimamente, quando una persona sconosciuta muore in cella, la notizia fa scalpore. Sappiamo delle tragiche vicende di Sandro Cucchi, Giuseppe Uva e qualcun altro. Nulla, invece, sappiamo di tanti altri a cui tocca una sorte tragicamente simile. Non sono casi isolati. I numeri sono realmente impressionanti. Come riporta il sito della rivista carceraria Ristretti Orizzonti, le morti avvenute negli istituti di pena dall’anno 2000 ad oggi sono state duemila. In 714 casi, stando ai dati raccolti dal sito, si è trattato di suicidio: quasi sempre avviene per impiccagione. La seconda causa di decesso è la malattia a cui vanno aggiunti i morti da overdose. Il 19% dei decessi è oggetto di inchiesta giudiziaria. Dal 2002 ad oggi, come riporta il sito del Fatto, gli omicidi sono stati ufficialmente 11. Ma, ribadiamo, si tratta di dati molto difficili da ottenere, per cui le cifre reali potrebbero essere più alte.

Resta il fatto che la vita nel carcere è un inferno e i diritti dei detenuti sono violati in maniera sistematica, senza che le istituzioni mostrino volontà di porvi rimedio. Il massimo che riescano a proporre è una nuova “amnistia”. Il vero scopo? Salvare la pelle ai delinquenti travestiti da politici, manager, imprenditori, liberi professionisti e uomini di Stato.

 

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