Carni rosse assolte parzialmente, Ministero salute: “importante le modalità di cottura”

Nonostante gli allarmismi diffusi su scala globale e alimentati dall’Oms, risulta evidente a chiunque che se le carni rosse possedessero solo una minima parte di quel potenziale cancerogeno e patologico millantato a più riprese, l’umanità si sarebbe già estinta da almeno ventimila anni, portando con sé i suoi vizi e le sue cattive abitudini.

La Sezione del CNSA raccomanda però di non esagerare con il consumo di carne rossa, sia fresca che trasformata, ridurre i grassi e le proteine animali e assumere regolarmente cibi ricchi di vitamine e fibre, “prestando particolare attenzione alle modalità di preparazione e cottura degli alimenti, limitando, in particolare, cotture alla griglia ad alte temperature e fritture”.

Dopo che l’Oms aveva lanciato l’allarme riguardo al rischio cancro derivante dal consumo di carni lavorate e fresche, sulla questione si è espresso anche il Cnsa (Comitato nazionale per la sicurezza alimentare) che è stato sollecitato in tal senso dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin. “D’altro canto, la carne costituisce un’importante fonte di proteine ad alto valore biologico e di altri nutrienti essenziali per la vita, soprattutto in alcune fasce d’età e condizioni di salute”. Le carni rosse quindi, non fanno male e non provocano, senza l’incidenza di altri fattori, i tumori più temuti dell’ apparato digerente, quali quelli al colon od al pancreas; la salute quindi, con l’assunzione di carni rosse, non è in pericolo ma comunque bisogna attuareimportanti accorgimenti.

Per quanto riguarda ancora la monografia Iarc il Cnsa osserva che “una completa conoscenza del contesto e delle variabili alle quali si riferisce IARC, come pure dei dati a supporto del lavoro pubblicato, sarà possibile solo quando, nel secondo semestre di quest’anno, sarà resa disponibile la versione finale e completa della monografia”.

Seguire un regime alimentare vario, ispirato al modello mediterraneo, riducendo grassi e proteine animali e assumendo costantemente cibi ricchi di vitamine e fibre. Sotto accusa resta invece la cottura: da limitare, in particolare, la griglia e le alte temperature. “In conclusione – si legge nel parere firmato dal presidente del Cnsa, Giorgio Calabrese – una sana alimentazioneassociata a uno stile di vita attivo rappresenta uno strumento valido per la prevenzione, la gestione e il trattamento di molte malattie”.

Il Ministero della Salute, dunque, toglie un peso a tutti coloro che amano le carni rosse e ai produttori di carne che, negli ultimi mesi, hanno riscontrato un forte calo delle vendite. Proprio come ravvisato su queste pagine, il messaggio è rivolto a quelle popolazioni, americani in primis, che consumano una quantità esagerata di carne (quasi il doppio degli italiani, 125 kg l’anno contro i nostri 78), spesso trattata con ormoni e cotta per lo più alla griglia (nei famosi barbecue resi celebri da cinema e tv). Sono tante le notizie che le incriminano e ciò ha fatto anche diffondere allarmismi a volte ingiustificati, ma le carni rosse fanno bene purché si seguano i consigli degli esperti in materia, che si basano su diversi studi scientifici, in attesa della pubblicazione della versione completa della Monografia IARC, il cui abstract è stato pubblicato sulla rivista “The Lancet – Onclogy”. “Nel merito scientifico, la sezione ha ricordato che l’insorgenza dei tumori è un evento derivante da più fattori di natura individuale, comportamentale e ambientale, tra i quali vanno considerate anche le abitudini alimentari“. “D’altro canto, la carne costituisce un’importante fonte di proteine ad alto valore biologico e di altri nutrienti essenziali per la vita, soprattutto in alcune fasce d’età e condizioni di salute”.

La titolare del dicastero della salute, Beatrice Lorenzin aveva chiesto il parere del Cnsasull’ipotesi che le carni rosse fossero una delle cause dell’insorgenza del tumore al colon.

Il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare invita comunque a seguire un regime alimentario vario, ispirato sempre alla dieta mediterranea. In particolare, l’effetto cancerogeno delle carni dipende anche da metodi di cottura e di trasformazione. In particolare, si raccomanda una riduzione di grassi e proteine animali e una assunzione costante di cibi ricchi di vitamine e fibre.

La Sezione del Cnsa raccomanda però di rinunciare ad un consumo eccessivo di carne rossa, sia fresca che trasformata, di ridurre i grassi e le proteine animali e di assumere costantemente di cibi ricchi di vitamine e fibre, come frutta, verdura e cereali integrali, “prestando particolare attenzione alle modalità di preparazione e cottura degli alimenti, limitando, in particolare, cotture alla griglia ad alte temperature e fritture”.

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