Caso Lucia Annibali sfregiata con l’acido, la Cassazione conferma la condanna a 20 anni per l’ex Varani

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1462911036-ansa-20160510193713-18976163Condanna definitiva a venti anni per Luca Varani, l’uomo accusato di tentato omicidio e lesioni gravissime nei confronti di Lucia Annibali, l’avvocatessa di Urbino che il 16 aprile 2013 a Pesaro venne sfregiata con l’acido.La prima sezione penale della Cassazione ha rigettato tutti i ricorsi presentanti contro la sentenza emessa dalla Corte d’appello di Ancona il 23 gennaio del 2015.Confermate anche le condanne a 12 anni per Altistin Precetaj e Rubin Talaban, i due albanesi che secondo l’accusa erano stati assoldati da Varani per colpire la donna con cui aveva una relazione sentimentale terminata tra liti e minacce per la sua forte gelosia. Si chiudono così tre anni molto lunghe difficili, perla Annibali, con ben 17 operazioni subite dopo l’attacco con l’acido, cure molto dolorose e una lunga vicenda giudiziaria.

Varani,l’ex fidanzato della giovane donna, in primo grado era stato condannato a 20 anni di carcere per tentato omicidio. Per il delitto erano imputati anche Precetaje Talaban: in primo grado erano stati condannati a 14 anni di reclusione, ora ridotti a 12 anni. «Sono molto contenta. Questa storia finalmente è finita. Posso fare quello che mi pare senza preoccuparmi di quello che dicono gli altri», ha commentato la Annibali, subito dopo la notizia della conferma della condanna.E rispondendo a una domanda dei cronisti che le hanno chiesto dell’ex fidanzato ha risposto:«Non mi interessa quello che dice lui». E ha voluto ribadire che «la mia è una storia di speranza per tutti». Una parola anche per le amiche che l’hanno sempre accompagnata e hanno esultato ascoltando la sentenza d’Appello: «Ci sosteniamo a vicenda». Ora, ha spiegato Lucia, «mi riposerò e farò un giro per Roma. Sono stanca,mi devo riprendere». Con Lucia c’erano, ovviamente i genitori. «Sono la pencontenta, molto emozionata. Va bene così, è giusto», ha dichiarato ai microfoni di RaiNews24 la madre. L’avvocato Francesco Coli,legale di Lucia Annibali, ha aggiunto:«È stata confermata la responsabilità e la condanna ala massima prevista.Ciò che ha commesso Varani meritava il massimo della pena».

Il 16 aprile 2013 fece sfregiare l’avvocatessa con l’acido. La prima sezione penale della Cassazione ha rigettato tutti i ricorsi presentanti contro la sentenza emessa dalla Corte d’appello di Ancona il 23 gennaio del 2015. Confermate anche le condanne a dodici anni per Altistin Precetaj e Rubin Talaban, i due albanesi che Varani aveva assoldato per colpire la donna con cui aveva una relazione sentimentale. La Corte d’appello aveva ridotto agli esecutori materiali dell’agguato la condanna di primo grado, che era di 14 anni.

“Voglio dare un messaggio di speranza: la mia è una storia si speranza per tutti”. Al termine della leattura della condanna a vent’anni di reclusione per l’ex fidanzato, le parole della Annibali guardano al futuro e non più al passato. “Questa parte del processo è finita – dice – un peso che rimane sospeso. Sono emozionata, non so cosa fare”. Un pensiero, però, va ai ragazzi di Milano sfregiati dall’acido da Alexander Boettcher e Martina Levato. A quelle vite rovinate si sente molto vicina. Ma, adesso che si è tolta il peso del processo, la Annabali si sente in grado di guardare avanti. “Si apre una pagina nuova della mia vita, un nuovo inizio – conclude – ho vissuto tre anni nell’attesa. Spero di vivere appieno quello che verrà”. Varani assoldò i due albanesi per sfregiare Lucia. Il 16 aprile del 2016 l’aspettarono sul pianerottolo di casa, per gettarle l’acido in faccia. Ma i giudici hanno riconosciuto Varani colpevole anche di voler attentare alla vita dell’ex fidanzata facendo saltare in aria la sua cucina. Una circostanza appurata nelle sentenze di merito e che l’uomo ha sempre negato, sulla quale ora arriva il visto della prima sezione penale della Cassazione. Da un collegio con una presidente donna, Maria Cristina Siotto.

“Non nascondiamo la polvere sotto al tappeto. Sappiamo che quello che è successo è grave. Ma Varani vuole pagare per quello che ha fatto non per quello che gli viene attribuito”, aveva detto il suo avvocato, Roberto Brunelli entrando in Cassazione di buon mattino. Il suo ricorso tendeva infatti a riaprire il processo per l’accusa più grave, quella ditentato omicidio. Nella requisitoria il pg Paolo Canevelli aveva ritenuto “infondata ogni richiesta riguardo all’entità della pena”, avanzata da Varani, sottolineando come “tutto quello che è stato scritto sulla responsabilità per tentato omicidio si tiene con ogni elemento raccolto, il possesso delle chiavi, la mancanza di alibi, il movente e la manipolazione del tubo del gas” a casa di Lucia.

L’uomo ora è rinchiuso nel carcere di Teramo. Non ha mai parlato durante le fasi processuali. E di recente è stato protagonista di una puntata contestata di Storie maledette, sulla Rai. In quell’occasione aveva chiesto a suo modo perdono: “Non c’è un giorno, non c’è un’ora che non penso a Lucia”. Proprio come Lucia, che non può non pensare a lui ogni volta che si guarda allo specchio.

Elegante e minuta. Vestita in nero, un foulard arancione appoggiato sulle spalle le illumina il viso. Quel viso che «era perfetto come una miniatura», dice mamma Maria Grazia. E che, nonostante le cicatrici lasciate dall’acido, torna a essere bello, ogni giorno di più, con i contorni scolpiti dalla determinazione e dal coraggio. È una piccola donna che racchiude una forza smisurata, Lucia Annibali, l’avvocatessa di Urbino vittima dell’ex fidanzato Luca Varani. Le si legge negli occhi, mentre attende la sentenza definitiva nei confronti dell’uomo che, tre anni fa, ha assoldato due sicari per gettarle in faccia dell’acido solforico.

Pochi mesi prima aveva anche tentato di ucciderla, manomettendo l’impianto del gas di casa sua. È stato condannato a 20 anni per tentato omicidio, stalking e lesioni gravissime. La pena, confermata in secondo grado, è diventata definitiva. La prima sezione penale della Corte di Cassazione scioglie il silenzio dopo 4 ore di camera di consiglio,e accoglie la richiesta del sostituto procuratore generale Paolo Canevelli. Varani, arrestato nel 2013, dovrà restare nel carcere di Teramo per altri 17 anni. Confermate anche le sentenze nei confronti di RubinTalaban, esecutore materiale dell’aggressione, e del “palo” Altistin Precetaj. Entrambi sconteranno 12 anni.
A metà della discussione del difensore di Varani, mamma Maria Grazia esce dall’aula. «Non ce la faccio ad ascoltare queste bugie», dice scostandosi di continuo i capelli biondi dalla fronte. E’ un’insegnante in pensione, tutti la chiamano Lella. È la testimone in prima linea di tre anni di sofferenza e coraggio.

Varani voleva uccidere Lucia, ma non ci è riuscito. «Mi sento ancora bella», dice. E ha ragione. «So di essere un simbolo per molte donne, spero che la mia sofferenza sia stata utile – racconta – dico sempre alle ragazze di non restare intrappolate in storie che fanno male». Era una relazione sbagliata, quella con Varani. «Oggi ne sono consapevole», aggiunge l’avvocatessa. Poi si zittisce, prima di emettere la sua personale sentenza: «Ho passato dei momenti terribili. A questo punto desidero fortemente di tornare in possesso della miavita.Le scuse di Luca? Non mi sono sembrate tali io e lui dobbiamo fare percorsi diversi».

È la sera del 16 aprile 2013. Alle 21,30, Lucia, 35 anni, rientra a casa. Un uomo la aspetta sul pianerottolo. Ha il volto nascosto da un passamontagna. Le getta addosso dell’acido solforico e fugge via. Un complice fa da palo, appena fuori dall’edificio. Lucia è ferita al volto e al collo. Rischia di perdere la vista. Viene ricoverata al centro grandi ustioni di Parma. Dal letto d’ospedale, fa il nome di un uomo: Luca Varani, avvocato come lei. Pesarese, 35 anni. Tra loro c’è stata una relazione tormentata. Lucia l’ha lasciato quando ha scoperto che era fidanzato con un’altra. Lui ha iniziato a tormentarla.

Varani haun alibi: «Giocavo a calcetto con alcuni amici». Si tratta di una copertura. L’avvocato viene arrestato. Per l’accusa, ha assoldando due sicari per aggredire Lucia. Si tratta di Altistin Prevcetaj e Rubin Talaban, 31e 28 anni, entrambi albanesi. Pochi mesi prima Varani ha pure tentato di uccidere lavittima. È entrato di nascosto a casa sua e ha manomesso le valvole del gas, rischiando di far esplodere l’appartamento.
Il 29 maggio 2014 viene condannato a 20anni,che verranno confermati in appello. In secondo grado, i sicari avranno un leggero sconto: i 14 anni inflitti in udienza preliminare
diventeranno 12.

Ieri, l’udienza in Cassazione. Lucia è con l’avvocato Francesco Coli, scortata da amici e familiari. Varani non c’è. «Sappiamo che quello che è successo è grave – dice l’avvocato Roberto Brunelli, che lo difende insieme a Francesco Maisano – Ma lui vuole pagare per ciò che ha fatto e non per quello che gli viene attribuito». I penalisti contestano, in particolare, l’accusa di tentato omicidio. Chiedono una nuova perizia. Il pg vuole invece il rigetto dei ricorsi presentati da tutti gli imputati. Alle 18 inizia la camera di consiglio. La sentenza arriva dopo le 21,30, identica all’appello: 20 anni a Varani, 12 ai sicari.

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