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Caso tallio: veleno in una tisana

Svolta nel giallo degli avvelenamenti da tallio. L’istituto zooprofilattico di Torino ha scoperto che la sostanza nociva che ha ucciso tre persone a Nova Milanese, in provincia di Monza e ne ha costrette al ricovero in ospedale altre cinque era contenuta in un’erba utilizzata per infusi e tisane. Il veleno era contenuto in una ciotola tenuta comunemente in cucina. I carabinieri, durante un sopralluogo insieme alle autorità sanitarie locali avevano prelevato per farlo esaminare insieme a del cibo prelevato dalla casa di Maria Lina Pedon e Alessio Palma gli ultimi intossicati e anziani parenti delle tre vittime: Patrizia Del Zotto (62 anni), Giovanni Battista Del Zotto (94 anni) e Gioia Maria Pittana (87 anni). La tisana ”al tallio”, contenuta in una terrina priva di marca e di indicazioni circa la provenienza, è stata ‘campionata’ dai tecnici dell’Agenzia Tutela Salute per la provincia di Monza e Brianza, nel corso dell’ultimo sopralluogo effettuato dai carabinieri di Nova Milanese (Monza). Gli esiti dei test, eseguiti a Torino presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte Liguria e Valle d’Aosta, hanno evidenziato la positività al tallio. (Continua a leggere dopo la foto)

Come detto, l’erba ha presentato dei concentrati di tallio superiori alla norma e le indagini ora proseguono per capirne la provenienza e la contaminazione dal momento che non è stata acquistata in supermercati. L’indagine dei carabinieri di Nova Milanese e Desio ipotizza i reati di omicidio e lesioni colpose. Il punto da stabilire è come il tallio sia finito fra le erbe per la tisana. Il tallio è un metallo tenero e malleabile che scurisce per ossidazione quando è esposto all’aria assumendo una tinta grigio-bluastra simile a quella del piombo. Scoperto nel 1861 da William Crookes (e, indipendentemente, da C.-A. Lamy all’incirca nello stesso periodo), il tallio viene chiamato anche ‘veleno dell’avvelenatore’ per la sua capacità di uccidere senza destare sospetti. Non si usa da solo – spiega l’Enciclopedia Treccani – ma sotto forma di leghe con argento, alluminio ecc. che vengono usate per vetri d’ottica, per produrre luce verde (segnalazioni, fuochi d’artificio), come insetticidi, topicidi, agenti fotosensibili e catalizzatori. (Continua a leggere dopo le foto)

Il tallio è in grado di causare forme di intossicazione acuta (dolori addominali, scialorrea, vomito, convulsioni, fenomeni paralitici) che in alcuni casi possono provocare la morte. La variante cronica si accompagna a sintomi cutanei, compresa la necrosi degli strati superficiali della cute. Il danno epatico è particolarmente rilevante, ma in molti casi il sospetto diagnostico è tardivo e si conferma soltanto con le manifestazioni di alopecia (perdita dei capelli e dei peli). Entro 2-3 settimane può sopraggiungere la morte.

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