C’è la crisi economica? Arrivare a fine mese è diventata un’impresa? Un lavoro a tempo indeterminato è ormai pura utopia? Pazienza. Ci sono cose, nella vita, a cui non si può proprio rinunciare. No, non stiamo parlando del cibo, delle scarpe e dei riscaldamenti. Stiamo parlando dei prodotti per la bellezza.

Se c’è un mercato che la crisi non sa cosa sia, questo è proprio quello dei cosmetici e dell’estetica in generale. Nelle nostre società, essere belli è ormai un imperativo categorico. Stando così le cose, non si bada a spese.


Secondo un’indagine condotta da Emeia, il 40% degli italiani ha comprato più cosmetici nel 2011 che nel 2010. Gli intervistati dicono che non riescono a rinunciare ai prodotti per la bellezza perché questi li tirano su di morale. Non sono solo rossetti e creme per la pelle ad avere un ampio mercato. Anche parrucchieri ed estetisti non risentono minimamente della crisi, anzi. Sono in continuo aumento i professionisti di questi settori, che fino a un paio di decenni fa rappresentavano una fetta irrisoria di Pil. Questo mercato è alimentato soprattutto dalle donne, ma gli uomini non scherzano e sono in rimonta.

“Abbiamo sempre meno cognizione di ciò che effettivamente ci serve – afferma Dafne Chanaz, giornalista e scrittrice, autrice del libro Fare in casa cosmetici naturali. – La pubblicità propone qualunque cosa e il suo contrario ad un consumatore sprovvisto di informazioni tecniche, ma anche di buon senso. Un consumatore che nella maggior parte dei casicompra confezioni e non prodotti. Abbiamo confuso l’idea di essere felici con quella di essere belli – precisa Chanaz. – In realtà la felicità sta proprio nel superamento delle barriere dell’ego e nel dimenticare i confini del nostro corpo per metterci in contatto con le altre persone e con il mondo”.

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