Centinaia minori adescati, arrestato pedofilo seriale

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I carabinieri hanno ricostruito come nel corso degli ultimi anni l’uomo fosse riuscito a crearsi una sorta di alter ego femminile, una cugina particolarmente disinibita, per fare cadere meglio gli adolescenti nella sua trappola. Protagonista della vicenda un quarantenne sudamericano, arrestato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Reggio Emilia al termine di una indagine che ha “documentato centinaia e centinaia di abusi commessi” dall’uomo il quale, viene spiegato dall’Arma, “ha richiesto di ottenere lo status di rifugiato politico poiché, a suo dire, discriminato sessualmente nel paese di origine”. L’uomo filmava di nascosto alcuni degli incontri e in altri casi acquistava dai ragazzini foto e video pedopornografici, che si faceva poi spedire tramite WhatsApp e Facebook, in alcuni casi a sua volta ha postato in rete questo tipo di immagini. L’inchiesta è stata denominata ‘Lost Innocencè (innocenza perduta) e coordinata dal sostituto Procuratore Dott. Vestito da donna e truccato, gettava dalla finestra della propria abitazione banconote ai minori in uscita da scuola. I ragazzini ricevevano continue somme di denaro.

Sempre in cambio di denaro, inoltre, le vittime sarebbero state convinte a reclutare nuovi amici.

Sarebbero decine e decine i minorenni coinvolti, molti ancora da identificare. Lo stesso FB è stato utilizzato dal sudamericano, con falsi profili femminili, per corrompere altri minorenni. Diversi i luoghi frequentati dal 40enne nella propria versione maschile come parchi pubblici cittadini ed aree sportive parrocchiali della provincia reggiana, in cui si inseriva nelle compagnie di ragazzini pubblicizzando la disinvoltura sessuale e le disponibilità economiche dell’inesistente cugina. Poi correva a casa, si travestiva da donna e apriva la porta al minorenne. In tali casi, il cospicuo aumento del compenso da parte del sudamericano è spesso bastato a convincere i ragazzi a continuare in un circolo vizioso interrotto solo dall’intervento dei carabinieri.

Tra le vittime, risultano esserci anche bambini di età inferiore ai 13 anni.

Un 40enne sudamericano è finito in manette a Reggio Emilia con l’accusa di atti sessuali con minorenni (anche infra-quattordicenni), prostituzione minorile e pedopornografia.

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