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Charlie, il bambino di sette mesi affetto da una rara malattia tenuto in vita dalle macchine: i genitori “Non staccate la spina”

Una storia che sta davvero commuovendo il mondo intero, quella che stiamo per raccontarvi e che arriva direttamente dall’Inghilterra. La vicenda ha come protagonista un piccolo di soli sette mesi, Charlie Gard, affetto da una rarissima malattia genetica, ovvero la sindrome di deperimento mitocondriale, che purtroppo causa un progressivo indebolimento dei muscoli. Il bambino è purtroppo ricoverato in ospedale, attaccato a dei macchinari e tra meno di un mese un Tribunale di Londra dovrà decidere se dare ragione ai genitori che vorrebbero tentare una nuova cura, oppure staccare la spina.”Vogliamo solo che ci sia data una possibilità”, è questo quanto dichiarato da Connie Yates, inglese 31enne la quale è diventata madre da sette mesi insieme al suo compagno Chris Gard; il piccolo è nato lo scorso 4 agosto, apparentemente in buona salute, ma soltanto dopo due mesi ha iniziato a perdere peso e forze.

I due genitori, notando questa perdita di peso hanno portato il loro piccolo nel più grande ed importante ospedale pediatrico di Londra, il Great Ormond Street Hospital, dove sottoposto ad esami specifici si è scoperto che Charlie è affetto da una malattia genetica rara, ovvero la sindrome di deperimento mitocondriale, che come abbiamo già anticipato, causa il progressivo indebolimenti dei muscoli e secondo i medici non lascia speranze di sopravvivere al piccolo Charlie.

“Siamo rimasti scioccati nell’apprendere che l’ospedale ha chiesto di spegnere il supporto vitale per Charlie”, ha raccontato la madre, al Daily Mail. Da allora il piccolo vive in ospedale,  in terapia intensiva ed intubato e secondo i medici purtroppo per lui non ci sarebbe alcuna speranza di guarire e dunque sopravvivere, motivo per il quale è stato suggerito di staccare la spina per evitare ulteriori sofferenze al bambino. I genitori si sono opposti alla decisione dei medici ed hanno dichiarato di non volersi arrendere; la coppia vorrebbe portare il loro piccolo in America per sottoporlo ad un trattamento sperimentale e per questo motivo hanno lanciato una raccolta fondi che nel giro di pochi giorni ha raggiunto quota 200 mila sterline.

Adesso, non sembra essere più, però solo una questione di soldi, ma c’è chi parla di accanimento terapeutico nei confronti del piccolo ed anche il giudice sembra abbia sfiorato questa idea. “È una situazione terribile”, ha detto in udienza. “Vorrei che la famiglia di Charlie sapesse quanta empatia provo nei loro confronti”. I genitori del piccolo Charlie hanno raccontato che il figlio riesce a muovere la bocca, le mani, ed anche se non le apre del tutto, può aprire gli occhi e vederli e reagire a loro. Sarà il tribunale di Londra a decidere del destino del piccolo Charlie. “È uno dei casi più tristi che siano arrivati di fronte a questa corte”, ha commentato il giudice.

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