Cina, gay sposato costretto a ricevere cure psichiatriche

Cina. Yu Quanhu, un uomo gay di 34 anni, è stato costretto dai suoi familiari al ricovero ospedaliero per curare la propria omosessualità.
Yu da 10 anni viveva con la propria moglie nella provincia di Henan. La coppia aveva anche due figli, ma l’uomo non era soddisfatto e la sua vera natura gay era già emersa da tempo.

Secondo quanto riportato dal sito gay.it, Il fidanzato di Yu racconta che il suo partner escogitava sovente stratagemmi per rimanere fino a tardi a lavoro e non essere costretto a tornare a casa dalla moglie, evitando così indesiderati rapporti sessuali.

In Cina la condizione di Homowives, così vengono chiamate le mogli di uomini gay che per pudore non hanno fatto ancora coming-out, riguarda circa 16 milioni di donne.
La repressione dell’omosessualità, che fino al 2001 in Cina era considerata una malattia psichica da dover curare, dunque non è causa di sofferenza solamente per il gay ma anche per la famiglia di copertura che l’omosessuale ha creato.
gay


La storia di Yu Quanhu si colloca in questo preciso contesto.
Nel mese di ottobre l’uomo ha finalmente dichiarato la sua omosessualità, ma la famiglia non ha accettato la novità.
Yu ha dichiarato al quotidiano Gold Times di aver chiesto il divorzio dalla moglie l’8 ottobre e proprio in quello stesso giorno è stato obbligato a recarsi alla clinica Zhumadian per ricevere un trattamento psichiatrico.
Il medico che l’ha seguito ha affermato di averlo sottoposto ad una terapia per la cura dell’instabilità emotiva e del disordine delle preferenze sessuali.

Qualche ualche settimana fa la tv inglese aveva mostrato delle immagini che testimoniano il trattamento ricevuto dai gay in Cina sottoposti a cure psichiatriche negli anni passati. Fra le tecniche adoperate per “curare l’omosessualità”, l’elettroshock e delle particolari pillole che frenano gli impulsi sessuali.

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