Il Cioccolato fondente oltre ad essere buono è in grado di prevenire il tumore al pancreas

0

Meno dolce di quella al latte, ma senza dubbio è anticancro. Si, avete capito bene, il cioccolato fondente può prevenire uno dei tumori più aggressivi che ci sono, quello al pancreas.  A sostenerlo è uno studio realizzato dagli scienziati dell’Indiana University e pubblicato sul British Journal of Cancer. L’ipotesi finale formulata dagli studiosi è che alcuni dei componenti del cioccolato fondente possono aiutare a prevenire questa neoplasia: in particolare, il merito andrebbe in gran parte al magnesio, sostanza che scarseggia in altri alimenti e che spesso viene assunta attraverso integratori, ma che invece è contenuta in alte dosi nelle tavolette e nei cioccolatini ‘dark’.

Il tumore al pancreas – ricorda la ricercatrice Ka He – è davvero unico e diverso dagli altri tipi di cancro. Il tasso di sopravvivenza a 5 anni è basso e ciò rende la prevenzione e l’identificazione dei fattori di rischio associati con questa malattia molto importanti”.

“Per le persone più a rischio di cancro al pancreas,l’aggiunta di integratori di magnesio può rivelarsi utile nel prevenire la malattia. Ma la popolazione generale dovrebbe cercare di raggiungere le quantità raccomandate di magnesio attraverso la dieta, assumendo cioccolato fondente, verdure a foglia verde e frutta secca”.

Cenni tumore al Pancreas

Il tumore del pancreas (o neoplasie del pancreas) insorgono quando le cellule delpancreas, un organo ghiandolare posto dietro lo stomaco, iniziano a moltiplicarsi senza controllo andando a formare una massa. Queste cellule tumorali (o neoplastiche) possiedono, inoltre, la capacità di invadere altre parti dell’organismo.

Vi è un certo numero di tipi di neoplasie pancreatiche; l’adenocarcinoma pancreatico è la più comune, rappresentando circa l’85% dei casi e il termine “cancro del pancreas” viene talvolta usato per riferirsi solo a questo tipo. Tali adenocarcinomi esordiscono nella porzione dell’organo deputata alla produzione degli enzimi digestivi. Anche i diversi altri tipi di tumore, che rappresentano insieme la maggioranza dei non adenocarcinomi, possono derivare da queste cellule. Da uno a due casi ogni cento di cancro al pancreas sono di tipo neuroendocrino derivando dalle cellule che producono gli ormoni del pancreas; essi sono generalmente meno aggressivi rispetto all’adenocarcinoma pancreatico.

I segni e i sintomi più comuni della condizione possono includere un colorito giallo della pelle, dolore addominale o alla schiena, inspiegabile perdita di peso, feci di colore chiaro,urine scure e perdita di appetito. Solitamente nelle fasi iniziali della malattia i sintomi non si manifestano oppure non sono sufficientemente specifici per suscitare il sospetto di una neoplasia. Ciò si traduce in un ritardo nella diagnosi che spesso viene formulata quando il tumore è in uno stadio avanzato e si è diffuso ad altre parti del corpo.

Il tumore al pancreas si verifica raramente prima dei 40 anni, e più della metà dei casi di adenocarcinoma pancreatico colpisce coloro oltre i 70. I fattori di rischio per queste neoplasie includono il fumo di tabacco, l’obesità, il diabete e alcune rare malattie genetiche. Circa il 25% dei casi sono legati al fumo e il 5-10% sono collegati ai geni ereditati.Il tumore al pancreas viene solitamente diagnosticato tramite una combinazione di tecniche di imaging medicale, come l’ecografia o la tomografia computerizzata, esami del sangue e la biopsia (l’esame di campioni di tessuto). Un eventuale screening della popolazione generale non si è dimostrato di poter essere efficace.

Tale condizione può essere trattata mediate la chirurgia, la radioterapia, la chemioterapia, le cure palliative o con una combinazione di questi. Le opzioni di trattamento sono in parte basate sulla sede della neoplasie e sulla stadiazione. La chirurgia è l’unico trattamento curativo ma può essere intrapreso anche nel tentativo di migliorare la qualità della vita, senza l’obbiettivo della cura.Il ricorso alle cure palliative è consigliato anche per coloro che ricevono un trattamento che mira ad una guarigione.

Nel 2012, l’insieme delle neoplasie del pancreas ha rappresentato la settima causa più comune di morte per tumore, provocando 330.000 decessi a livello globale, con una maggiore prevalenza nel mondo sviluppato. L’adenocarcinoma pancreatico in genere comporta una pessima prognosi: dopo la diagnosi, il 25% delle persone sopravvive ad un anno e solo 5% a cinque anni. Per i tumori diagnosticati precocemente, il tasso di sopravvivenza a cinque anni sale al 20%. I tumori neuroendocrini forniscono risultati migliori; a cinque anni dalla diagnosi, il 65% dei pazienti è vivo, anche se tali dati variano notevolmente a seconda del tipo di tumore.

Loading...
SHARE