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Clientelismo e spreco di denaro in Sicilia: condannati 17 politici di centrodestra

ars siciliaNoi lo capiamo che il papa si è appena dimesso, che il Pd ha perso le elezioni, che gli speculatori finanziari vogliono mettere ko l’Italia, ecc. ecc. Capiamo tutto, per carità. Giusto, ovvio, dedicare a tutti questi temi grande attenzione. Ma riteniamo che altrettanta importanza andrebbe data a una notizia di portata gigantesca. Una notizia che per certi aspetti fa storia, visto che viene condannato quel clientelismo che è una delle tragedie che ha affossato il nostro paese, contribuendo a portare il debito pubblico a oltre duemila miliardi di euro.

Sì, clientelismo, questo sistema di potere in base al quale i politici fanno assumere amici e amici degli amici nella pubblica amministrazione, anche se gli uffici sono già strapieni, in cambio del consenso elettorale. La Sicilia ha un vero e proprio record. E allora non è un caso che la sentenza della Corte dei Conti punisca proprio gli amministratori siciliani. Diciassette esponenti di spicco della politica isolana sono appena stati condannati dalla Magistratura contabile al pagamento di 12 milioni di euro in tutto. La sentenza è già esecutiva. I condannati non hanno più scampo: dovranno pagare. Tra gli spreconi di risorse pubbliche ci sono anche l’ex governatore siciliano Totò Cuffaro (già in carcere a Rebibbia) e l’ex parlamentare e assessore regionale Fabio Granata, esponente di Fli.

La vicenda riguarda il potenziamento (ritenuto “arbitrario”) del servizio di emergenza 118, allepoca gestito dalla Sise (società interamente partecipata dalla Cri). In prossimità delle elezioni regionali del 2006, “senza alcuna preventiva verifica di utilità – scrivono i giudici della Corte – ed economicità, e nonostante il legislatore avesse previsto la non prorogabilità della convenzione oltre il 2005”, la giunta e alcuni parlamentare facenti parte della commissione Sanità, decisero il potenziamento del numero delle ambulanze, quasi raddoppiandolo (da 167 a 280) e la diminuzione, da 36 a 30, del monte ore settimanale del personale già in servizio, consentendo l´assunzione diretta di circa tremila persone individuate nel bacino del precariato (precari della Sise e corsisti dell’ente di formazione Ciapi, di recente al centro di un´indagine della Guardia di finanza anche per il resto di finanziamento illecito ai partiti).

Questo l’elenco dei condannati e la cifra dovuta allo Stato (fonte: Corriere di Ragusa):

Salvatore Cuffaro (729.877,88 euro)
Innocenzo Leontini (598.612,38)
Carmelo Lo Monte (598.612,38)
Antonio D´Aquino (729.877,88)
Francesco Scoma (729.877,88)
Francesco Cascio (729.877,88)
Fabio Granata (598.612,38)
Michele Cimino (598.612,38)
Mario Parlavecchio (729.877,88)
Giovanni Pistorio (729.877,88)
Santi Formica (729.877,88)
Antonino Dina (729.877,88)
Giuseppe Basile (729.877,88)
David Costa (729.877,88)
Giuseppe Arcidiacono (729.877,88)
Giancarlo Confalone (729.877,88)
Angelo Moschetto (729.877,88)

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