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Colesterolo buono diventa un killer silenzioso: studio Shock

Attraverso l’analisi statistica dei dati di 116mila persone è emerso che elevate concentrazioni di colesterolo ‘buono’ o HDL sono associate a un rischio superiore di mortalità: 106% per gli uomini e 68% per le donne.

La scienza ci insegna, che specialmente nel settore medico non esistono verità assolute. Le scoperte nell’ambito scientifico sono lunghe e difficili da verificare e molte volte vengono smentite dagli stessi scienziati aprendo innumerevoli dibattiti in merito.Alzati da tavola con la panza piena all’ottanta. Questa frase dunque, è un invito a non abbuffarsi ma starsene a tavola con ancora un po’ di appetito. Perché è così importante questa frase? Perché è stata adottata come avere il proprio stile di vita degli abitanti di un’isola giapponese, che fanno di questo invito alla restrizione calorica uno stile di vita.

Il colesterolo è una molecola della classe degli steroli è definito un grasso anomalo. Quello alimentare rappresenta un 30% di quello presente nell’organismo umano, mentre nell’Africa subsahariana è molto basso. Colesterolo sono: Olio di fegato di merluzzo, il burro, il cervello, il tuorlo d’uovo, tutto il latte la carne di manzo, lo strutto, il latte. Il picco massimo il mio cervello con un bel 25% di colesterolo nonostante rappresenti soltanto il 2% del nostro corpo.Tutti parlano male del colesterolo, la pubblicità è contro il colesterolo il tuo medico e contro il colesterolo e alla fine dopo 50 anni di questa tortura mediatica è ovvio che il colesterolo è diventata un accezione negativa. In realtà, è tutt’altra cosa, intanto possiamo dirvi che il precursore degli ormoni corticosurrenali, il cortisone, l’aldosterone il quale importantissimo per il nostro corpo in grado di regolamentare l’acqua dell’organismo, è il precursore del progesterone, è il precursore del testosterone della vitamina D3.

I valori del colesterolo fanno molto bassi alla nascita mentre man mano che si cresce aumentano, perché succede questo? Perché è presente nella struttura di membrane cellulari.

Gli esperti ritengono che nel sangue ci dovrebbe essere un adeguato livello di colesterolo ‘buono’ (almeno 60 mg per decilitro di sangue) perché solo così si allontana il rischio di attacchi cardiaci. Ciò era stato sostenuto fino alle recenti ricerche, secondo cui anche il colesterolo ‘buono’ si può rivelare un’insidia per qualche paziente. Insomma, sembra che certi pazienti aumentino il rischio di malattie cardiache. Cosa fare, dunque?

Anche se inverosimili sono proprio questi i risultati di una ricerca condotta da un team di scienziati danesi, pubblicando quanto scoperto sulla prestigiosa rivista European Heart Journal, spiegando come è possibile avanzare in modo molto significativo la possibilità di morte prematura anziché il contrario.

Nel mondo una grande quantità di persone combattono giornalmente contro il colesterolo alto, un problema dovuto maggiormente all’obesità, e ad una alimentazione del tutto sbagliata, accompagnata da una scarsa attività fisica  e per evitare di ricorrere ai medicinali, sul web da tempo è in atto una continua ricerca su quelli che possono essere i rimedi naturali per contrastare il colesterolo cattivo LDL che con il passare del tempo tende ad occludere le arterie, a differenza di quello buono che tende invece a ripulire le vene o almeno è questa la funzione che fino ad oggi gli è stata attribuita.

Per tanti anni la comunità medica ha ritenuto che alti livelli di colesterolo cattivo potessero essere ottimali per tenere sotto controllo i livelli di colesterolo LDL o cattivo e proteggere dalle malattie dell’apparato cardiovascolare. Ora i ricercatori in questione, ovvero i ricercatori dell’Università di Copenaghen in Danimarca si sono occupati di tracciare una connessione tra alti livelli di HDL e l’eccessiva mortalità tra la popolazione generale, mostrando che il colesterolo buono potrebbe rivelarsi cattivo.A guidare il team di ricerca è stato il dottor Christian M.Madsen del Dipartimento di biochimica clinica dell’Università insieme al professor Børge Nordestgaard, del Dipartimento di Medicina Clinica dell’Università.

I ricercatori hanno analizzato i dati relativi a oltre 116.000 persone, le quali sono state eseguite dal punto di vista clinico per un periodo di circa 6 mesi durante i quali 10500 partecipanti sono morti; durante questo periodo, inoltre, i partecipanti sono stati sottoposti ad esami del sangue a digiuno per rilevare e misurare i livelli di colesterolo e i risultati sono stati sorprendenti visto che i ricercatori li hanno controllati per fattori confondenti che possono essere noti fattori di morte come età, indice di massa corporea, vizio del fumo e dell’alcol, diabete attività fisica e tanti altri ancora.

Al termine dello studio si è rivelato che lo 0,4% degli uomini e lo 0,3% delle donne, avevano livelli molto elevati di HDL nel loro sangue; gli uomini con i livelli estremi di HDL nel sangue avevano una probabilità del 100% maggiore di morire prematuramente rispetto agli uomini con livelli normali di colesterolo buono, mentre le donne con livelli estremamente elevati di colesterolo HDL avevano il 68% ha più probabilità di morire prematuramente rispetto alle donne con livelli normali. Dunque, sulla base di questi dati i ricercatori pensano che sia il caso di sfatare il credo comune che più alti sono i livelli di colesterolo HDL, meglio è per la salute dell’uomo.

Abbassare e mantenere il proprio livello di colesterolo ad un valore “ideale” consente di ridurre in misura significativa il rischio di gravi malattie cardiovascolari.

Ma tale valore non è uguale per tutti ed è tanto più basso quanto più esistono altri fattori di rischio.

Un’alimentazione adeguata e un’attività fisica regolare rimangono in ogni caso indispensabili. Se ciò non consente di raggiungere il tasso di colesterolo desiderato, definito per ogni singolo paziente – cosa frequente in presenza di svariati altri fattori di rischio – il medico aggiungerà una terapia farmacologica

Che cos’è l’ipercolesterolemia?

L’ipercolesterolemia è definita come la presenza di un eccesso di colesterolo nel sangue. Il prelievo di sangue, che consente di dosare i lipidi (o grassi) in circolazione, deve essere compiuto dopo 12 ore di digiuno. Il bilancio di base, effettuato in ambito diagnostico o di controllo, comprende il dosaggio del colesterolo totale, dei trigliceridi, del colesterolo HDL (il colesterolo “buono” ) e del colesterolo LDL (il colesterolo “cattivo”).

In un paziente che non presenti nessun altro fattore di rischio vascolare, il bilancio è considerato normale se:

– il colesterolo LDL è inferiore a 160 mg/dl,

– i trigliceridi sono inferiori a 150 mg/dl

– il colesterolo HDL è superiore a 40 mg/dl.

Se il primo esame è normale, è sufficiente ripetere il controllo ogni 5 anni, salvo un caso di eventi particolari.

Se si rileva un’anomalia, occorre invece procedere ad un nuovo dosaggio. Se l’ipercolesterolemia è confermata, il livello fino al quale è auspicabile ridurre il colesterolo sarà determinato in funzione della presenza di altri fattori di rischio cardiovascolare.

Perché è necessario evitare gli eccessi di colesterolo?

L’eccesso di colesterolo in circolazione favorisce la formazione di accumuli di grasso (o placche) sulle pareti delle arterie. Questa malattia arteriosa (aterosclerosi) è all’origine di gravi complicazioni, quali:

– le affezioni coronariche, responsabili dell’angina pectoris e dell’infarto del miocardio;

– gli ictus, con conseguenze di tipo emiplegico;

– l’arteriopatia cronica degli arti inferiori, che può provocare ulcere cutanee o una notevole limitazione della attività. Lottare contro l’aterosclerosi permette di prevenire o di ritardare la comparsa di queste malattie cardiovascolari, principale causa di mortalità nei paesi industrializzati.

In che modo il medico stabilisce l’obiettivo da raggiungere?

Il rischio cardiovascolare complessivo di ciascun paziente determina l’obiettivo prefissato: più il rischio è elevato, più il livello di colesterolo LDL da raggiungere sarà basso.

I fattori di rischio di cui il medico deve tenere conto per stabilire un obiettivo in termini di colesterolo LDL sono i seguenti:

– l’età (più di 50 anni per l’uomo e più di 60 anni per la donna);

– antecedenti famigliari di malattia coronarica precoce: infarto miocardico o morte improvvisa prima dei 55 anni del padre o di un parente di 1° grado, prima dei 65 anni della madre o di una parente di 1° grado;

– il fumo, praticato o interrotto da meno di 3 anni;

– l’ipertensione arteriosa permanente;

– il diabete di tipo 2;

– un tasso di colesterolo HDL < 40 mg/dl.

II rischio cardiovascolare è considerato basso in assenza di fattori di rischio e le concentrazioni di colesterolo LDL devono semplicemente scendere al di sotto di 220 mg/dl.

Il rischio cardiovascolare è detto intermedio se esiste almeno un altro fattore di rischio. Più questi fattori sono numerosi, più il valore del colesterolo LDL dovrà essere basso:

– inferiore a 190 mg/dl in presenza di uno di questi fattori;

– inferiore a 160 mg/dl se esistono due fattori associati;

– inferiore a 130 mg/dl in presenza di più di due o molteplici fattori di rischio.

Il rischio elevato riguarda coloro che hanno un antecedente di malattia cardiovascolare conclamata (sindrome coronarica o ictus) o che presentano rischi equivalenti (in particolare, il diabete di tipo 2 è considerato ad alto rischio quando è associato ad una microalbuminuria o ad altri due fattori di rischio). In tal caso, l’obiettivo deve essere quello di abbassare il colesterolo LDL al di sotto di 100 mg/dl.

Stile di vita

Dopo aver parlato dell’alimentazione quotidiana, diamo un rapido sguardo anche allo stile di vita. Vizi come fumo, alcol, caffè e droghe ricreative peggiorano ovviamente la tua salute. Vita stressante, sovrappeso, assunzione di farmaci e mancanza di esercizio sono fattori aggiuntivi. Esaminiamoli per capire chiaramente quale impatto hanno sul nostro benessere.

Benefici dell’esercizio
L’esercizio è il più importante fattore dello stile di vita da considerare. Il tuo lavoro comporta attività fisica? Fai qualche sport durante la settimana, come golf o tennis, per tenerti in forma? Sei iscritto a una palestra o hai in casa un’attrezzatura sportiva? Frequenti una piscina coperta? Fai una passeggiata ogni giorno? Per molte persone, camminare è l’attività più pratica, efficace e piacevole. Puoi ridurre i lipidi nel sangue e abbassare la pressione senza apportare cambiamenti nella tua dieta, semplicemente camminando mezz’ora al giorno. Sono stati condotti numerosi studi sulle proprietà ipocolesterolemizzanti di qualunque esercizio, anche per i giovani.

Presso la scuola medica di un’università in Turchia (Indian Journal of Physiology & Pharmacology, 1999, vol. 43), fu dimostrato che uomini di qualsiasi età che si esercitavano regolarmente avevano livelli più bassi di colesterolo totale e LDL, e più alti di HDL, meno grasso corporeo e in generale un minor rischio di cardiopatie coronariche. Presso l’Università del Maryland (Medical Science Sports Exercise, 1994) venne condotto uno studio a lungo termine della durata di dieci mesi su uomini anziani obesi. Ai soggetti fu prescritta una combinazione di dieta ipocalorica ed esercizio. Ovviamente persero peso e grasso corporeo, i loro livelli di colesterolo totale, LDL e trigliceridi diminuirono, e quelli di HDL aumentarono. La stessa università (Metabolism & Clinical Experiments, 1999, condusse un altro studio di nove mesi su uomini di mezza età in sovrappeso.

Questa volta, i ricercatori prescrissero ai pazienti la dieta raccomandata dall’American Heart Association (AHA), che non è affatto rigida o difficile da seguire, e regolare esercizio aerobico. I risultati ottenuti furono gli stessi del precedente studio, e la salute degli uomini migliorò notevolmente. I medici del Centro per le malattie degli adulti a Osaka (Domyaku Koka, 1994,) fecero camminare ogni giorno quattrocentocinquantanove uomini sani di mezza età. Nessun cambiamento nella dieta o nello stile di vita, nessun integratore, soltanto passeggiate. Come risultato, i livelli di HDL aumentarono, e il rischio di cardiopatie coronariche diminuì quasi immediatamente. Presso l’Università di Padova (Journal of Sports Medicine, 1991), a giovani atleti d’ambo i sessi furono prescritti esercizi aerobici o di resistenza. Nei soggetti vennero riscontrati evidenti benefici, a prescindere dal tipo di attività. In questi giovani sani e ben allenati furono riscontrati come di consueto un abbassamento dei livelli di CT, LDL e TG, e un aumento di quelli di HDL. Uno studio analogo fu condotto all’Università del Vermont (Metabolism & Clinical Experiment, 1992).

Anche in questo caso, i ricercatori osservarono che il tipo di esercizio – aerobico o di resistenza – non ha importanza, perché si ottengono sostanzialmente gli stessi benefici cardiovascolari. Essi dichiararono: “I giovani che si dedicano a esercizi aerobici e quelli che praticano allenamento di resistenza presentano entrambi profili di rischio di cardiopatie vascolari migliori rispetto ai coetanei non allenati, e questo appare legato al loro basso livello di adiposità (massa grassa) e di assunzione di grassi alimentari”.

Presso l’Università di Pittsburgh (Journal of Sports Medicine, 1995), a gruppi di donne in premenopausa e in postmenopausa venne chiesto di camminare ogni giorno. Quelle in postmenopausa avevano un’età media di cinquantacinque anni e ben il 38 per cento di grasso corporeo! I medici dichiararono: “Un unico, ma intenso periodo di camminate può influire notevolmente sul profilo ematico dei lipidi sia delle donne in premenopausa che di quelle in postmenopausa”. Alla Texas A&M University (Journal of Applied Physiology, 1995), a uomini di mezza età furono prescritti programmi di esercizi a breve termine, con i consueti risultati positivi. “Questi dati”, sottolinearono i ricercatori, “dimostrano che una sola seduta di esercizi, effettuata da uomini ipercolesterolemici e privi di allenamento, modifica le concentrazioni ematiche di lipidi e apolipoproteine”. Nota che parlarono di un’unica seduta. L’esercizio è una terapia efficace.
Sai già che l’esercizio fisico fa bene e riduce i grassi nel sangue anche senza modificare la dieta. Pensa cosa potrà fare una passeggiata quotidiana quando apporterai qualche cambiamento nell’alimentazione e assumerai integratori sperimentati!

Assunzione di farmaci e droghe ricreazionali

Gli americani assumono molti più farmaci tossici di qualunque altro popolo. Il danno provocato è incalcolabile. Oltre duecentomila persone muoiono ogni anno a causa di questi abomini sintetici. Oggi, i più diffusi sono gli antidepressivi e altri psicofarmaci. Non si devono prendere medicinali se non in rare occasioni, come oppiacei per alleviare temporaneamente il dolore o insulina per i diabetici di tipo 1, il cui pancreas non produce più questo ormone. Non puoi avvelenare la via verso la salute. Esiste una cura naturale per tutte le condizioni mediche.
In America si consumano anche molte più droghe ricreative che in ogni altro Paese. La più usata è la marijuana, ma per fortuna i suoi effetti fisici sono limitati. Quelli negativi sono psicologici. I farmaci oppiacei dilagano, specialmente l’idrocodone, Vantidolorifìco più prescritto negli Stati Uniti. L’elenco include antidepressivi e stimolanti. La cocaina è ancora estremamente diffusa, nonostante il prezzo elevato. Le anfetamine di ogni genere sono ampiamente consumate. L’ecstasy è molto popolare. Le droghe psichedeliche sono state per lo più abbandonate. Siamo la nazione più drogata della Terra. Si tratta semplicemente di un sintomo di profonda infelicità e insoddisfazione nella nostra vita.

Fumo
Un terzo degli americani adulti fuma. Il fumo è associato a molte serie patologie, compresi diversi tumori. Ovviamente, non occorre fornire prove dei suoi effetti letali. I più completi e autorevoli studi sul cuore, come quello dei Sette Paesi e di Helsinki, li hanno ripetutamente dimostrati. Il fumo peggiora il profilo ematico dei lipidi, è una delle principali cause di cardiopatie coronariche e abbrevia la durata della vita. Il National Cholesterol Education Program pubblicò un lungo rapporto (Archives of International Medicine, 1988, vol. 148) su tutti gli aspetti della pericolosa ipercolesterolemia. Esaminando il fumo come fattore, i ricercatori scoprirono che tra gli uomini con i livelli di colesterolo più bassi il tasso di mortalità era di 1,6 decessi per mille se non fumavano, ma del 6,3 in caso contrario. Tra quelli con i livelli più alti, l’incidenza era del 6,4 per mille se non fumavano, ma addirittura del 21,4 se erano fumatori. Il problema è che la nicotina dà una tale dipendenza che è molto difficile smettere. Non c’è motivo di citare una serie di studi per dimostrare ciò che è già evidente. Il fumo è una delle maggiori cause di cardiopatie, altera i livelli degli steroidi, ha innumerevoli effetti negativi sulla salute e provoca una morte prematura. Se vuoi vivere un’esistenza lunga, sana e attiva, ed evitare patologie cardiache e arteriose, devi smettere di fumare. È molto importante notare che una volta smesso, la tua salute migliorerà assai rapidamente. Ti avvicinerai ben presto allo stesso livello di rischio di CPC (cardiopatie coronariche) di chi non ha mai fumato. Non è mai troppo tardi per smettere, e in poco tempo puoi annullare la maggior parte del danno che hai prodotto.
Caffeina
La ricerca ha dimostrato che il caffè, o la caffeina sotto qualunque forma (come bevande energetiche, guaranina, matè), è molto più nocivo di quanto potresti pensare. I tipi non filtrato, preparato con la caffettiera francese ed espresso sono anche peggiori, a causa della presenza
degli oli tossici cafestolo e kaweolo. La caffeina è la droga psicoattiva più diffusa al mondo. Dà assuefazione, ed è facile diventarne dipendenti. È legale, economica, popolare e socialmente accettabile. Ha effetti estremamente negativi sui livelli di colesterolo e trigliceridi, e ancor più dannosi sui valori glicemici e insulinici. Contribuisce all’ipertensione, che è la condizione medica più comune. Studi che dimostrano tutto questo sono stati condotti presso istituti come la Nordic School of Public Health in Svezia, l’Istituto nazionale olandese di sanità pubblica e il King’s College a Londra. Una sola tazza di caffè o una dose di caffeina al giorno è sufficiente a rovinare la salute e abbreviare la vita. Se sei schiavo della caffeina, ammetti la tua dipendenza e liberatene.
Alcol
L’alcol rappresenta un problema molto più complesso. Nella maggior parte dei Paesi esiste un grave problema legato al suo consumo. Nessun’altra droga al mondo causa, neanche lontanamente, i danni dovuti al consumo di alcol. Tutti gli studi più importanti hanno dimostrato che il bere eccessivo (ovvero più di due drink al giorno o un’abbondante bevuta anche una sola volta alla settimana) è uno dei principali fattori di rischio di cardiopatie coronariche. Le donne sono molto più sensibili all’alcol rispetto agli uomini. Secondo alcuni studi, le persone che bevono soltanto uno o due drink al giorno (e non superano mai tale quantità) dovrebbero soffrire meno di cardiopatie, avere livelli di colesterolo più bassi e vivere più a lungo di quelle astemie. In realtà, l’alcol, anche assunto con moderazione, non rientra in un sano stile di vita. Bevendo solo un paio di drink al giorno puoi non nuocere al tuo profilo lipidico ematico o non aumentare il rischio di cardiopatie, ma vi saranno altri danni. Superare questa quantità o bere abbondantemente una volta alla settimana aumenterà i tuoi livelli di colesterolo, e avrai maggiori probabilità di soffrire di disturbi cardiaci e arteriosi. Tieni presente che è stato dimostrato che perfino uno o due bicchieri al giorno aumentano il rischio di altre patologie. L’alcol è un veleno, non un “paradosso francese”.
Conclusione
Le prove dell’importanza di un sano stile di vita sono ormai schiaccianti. Fumo, alcol, droghe, cattive abitudini alimentari e mancanza di attività fisica sono fattori determinanti associati a diversi seri problemi di salute, come cancro, patologie cardiovascolari e obesità. Sappiamo che le malattie legate allo stile di vita stanno ponendo un peso crescente sui sistemi sanitari di tutto il mondo. La migliore risposta è la prevenzione. Possiamo prevenire questi disturbi apportando piccole modifiche al nostro comportamento, incluso quello alimentare, e facendo esercizio fisico. Simili cambiamenti possono favorire una salute migliore. È solo questione di impegno.

Ereditarietà e colesterolo alto

Alcuni di noi non riescono a mantenere un profilo colesterolemico sano soltanto con un’alimentazione corretta e un moderato esercizio. Dieta e stile di vita contribuiscono ai livelli di colesterolo, ma a volte il colesterolo alto è dovuto a fattori genetici e può rimanere tale nonostante una buona nutrizione e una ragionevole attività fisica. Si può avere una predisposizione per l’ipercolesterolemia, ed è possibile che qui l’ereditarietà svolga un ruolo. Un buon numero di persone ha livelli di colesterolo e trigliceridi geneticamente alti, superiori a 300 mg/dl. Costoro sono a grave rischio di ogni forma di CPC, cancro e diabete, e di morte prematura. Ovviamente, devono fare di più per ridurre la percentuale di lipidi nel sangue. Occorre compiere scelte alimentari migliori, aggiungere integratori, digiunare settimanalmente, non assumere farmaci, abbandonare le cattive abitudini e svolgere più attività fisica.

Alimentazione
Nessuna pianta contiene colesterolo. Lo si trova solo negli animali e nei prodotti di origine animale. Chi segue una dieta completamente vegetariana (senza uova né latticini) non ne consuma affatto. Queste persone hanno in genere livelli di circa 150 mg/dl o meno, e ogni milligrammo di colesterolo viene elaborato dal fegato dai cibi vegetali che mangiano. Gli individui con valori geneticamente alti devono smettere di consumare carne di manzo, maiale e agnello, uova, pollame, latte e latticini. Pesce e frutti di mare possono essere mangiati con moderazione, poco più di 100 grammi al giorno, se non si è allergici. Dai la preferenza a pesci e molluschi poveri di grassi.
Gli oli vegetali non contengono colesterolo, ma anche il loro consumo andrebbe molto limitato. Di solito sono ricchi di acidi grassi omega-6 e poveri di omega-3, un altro motivo per usarne meno possibile. Gli americani hanno uno squilibrio di omega-6 rispetto agli omega-3. La migliore fonte di questi ultimi è il lino, e per i casi più difficili si consiglia di
assumere 2,5 grammi (lA cucchiaino) di olio di lino refrigerato. Consulta in proposito il capitolo 9.
Latte e latticini dovrebbero essere assolutamente evitati, incluse le forme a basso o nullo contenuto di grassi, il latte scremato senza lattosio e lo yogurt. I formaggi sono pieni di lattosio e caseina. Per sostituirli, esistono numerosi e ottimi prodotti a base di soia, riso, mandorle e avena. I latticini sono la categoria alimentare più allergenica e nociva.
Integratori
È molto importante che le persone con livelli lipidici ematici particolarmente elevati assumano tutti e quattro gli “integratori fondamentali”: betasitosterolo, olio di lino, betaglucano e isoflavoni di soia. Sarebbe una buona idea raddoppiare per un anno le dosi di betasitosterolo e betaglucano portandole rispettivamente a 600 e 400 mg. La gomma di guggul dovrebbe rimanere a 250 mg (10 per cento di steroni), e gli isoflavoni di soia a 40 mg. La prima andrebbe sospesa dopo un anno.
Anche molti degli altri integratori trattati in queste pagine dovrebbero essere inclusi nel tuo programma, compresi acidofilo, betacarotene, vitamina E, FOS, aglio, L-glutammina e lecitina. Curcumina, aloe vera, gomma di guggul e di guar, e citropectina vanno assunti solo per periodi da sei a dodici mesi. Queste sostanze sono economiche e utili alla salute in molti altri modi. Prendi per un anno 3 g di TMG (trimetilglicina) al giorno per disintossicare e depurare il fegato. Poi continua ad assumerne 1 g al giorno su base permanente. Una buona funzione epatica è essenziale per avere sani livelli di lipidi ematici.
Equilibrare gli ormoni
L’equilibrio ormonale non è più un’opzione. Come si è detto nei capitoli 15 e 16, devi equilibrare i tuoi ormoni fondamentali. DHEA e testosterone sono i primi da misurare, ma non assumere integratori finché non sia stato accertato che i loro livelli sono bassi. La melatonina dovrebbe essere assunta dalle persone oltre i quarant’anni. I suoi valori possono essere verificati esaminando la saliva prelevata alle tre del mattino. Il testosterone transdermico può essere usato sia dagli uomini che dalle donne, ma in quantità differenti. Anche il pregnenolone andrebbe assunto da tutti gli ultraquarantenni. Se in persone d’ambo i sessi i livelli di estradiolo o di estrone sono troppo elevati, è possibile abbassarli apportando cambiamenti nell’alimentazione e nello stile di vita. Le donne dovrebbero controllare l’estriolo. Gli ormoni tiroidei T3 e T4 andrebbero esaminati. L’HGH (ormone della crescita umana) può essere assunto da chiunque abbia superato i cinquantanni, ma è molto costoso e andrebbe iniettato ogni giorno. Questo è l’unico libro che parla degli effetti dei nostri ormoni sui valori di colesterolo e trigliceridi. Molti medici, perfino alcuni endocrinologi, ne sono completamente
all’oscuro e non prescrivono, come dovrebbero, test dei livelli ormonali. Il colesterolo è il precursore degli altri sei ormoni.
Esercizio
Una regolare attività fisica è essenziale per abbassare il colesterolo. La maggior parte delle organizzazioni per la sanità raccomandano un minimo di trenta minuti al giorno di esercizio da moderato a intenso, come camminare, fare jogging, andare in bicicletta o fare giardinaggio per contribuire a ridurre i valori colesterolemici. Chi combatte il colesterolo geneticamente alto deve svolgere ogni giorno più attività fisica di altri. L’ideale sarebbero esercizi sia aerobici che di resistenza. Un modo per ottenere buoni risultati è cercare di perdere o mantenere il peso. Se sei in sovrappeso, aumenti la quantità di LDL nel sangue. Le persone con livelli lipidici ematici particolarmente elevati devono dimagrire fino a ottenere un peso normale.
Digiuno settimanale
È stato dimostrato che un digiuno a intervalli regolari abbassa i livelli di colesterolo nel sangue. Inoltre, riduce la glicemia e i trigliceridi, e fa perdere peso. Digiunare settimanalmente non è un’opzione. Bere solo acqua e non mangiare nulla per 24 ore una volta alla settimana è di grande aiuto. Il digiuno fa venire appetito e, come reazione, l’organismo rilascia più colesterolo. Fissa un giorno della settimana in cui non mangerai nulla da una cena alla successiva.
Conclusione
Se anomalie genetiche inducono il tuo corpo a produrre colesterolo in eccesso o gli impediscono di assorbirlo, abbassarne i livelli è certamente più problematico. Tuttavia, ciò non significa che sia impossibile, ma solo che occorre un impegno maggiore per conquistare un sano stile di vita. La soluzione di casi difficili richiede più tempo, attenzione e applicazione.

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